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Le origini regionali del debito pubblico Italiano

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Grazie per questo interessante articolo, le cui indicazioni collimano con le mie personali convinzioni politiche, secondo cui il secondo maggior problema dell'Italia dopo lo sfascio della giustizia specie civile consiste proprio nei modi e nella cultura politica con cui il potere centrale "gestisce" le differenze di reddito regionali e l'acquisto di consenso con la spesa pubblica.

L'incentivo dei politici a "comperare" consenso nelle regioni povere tassando maggiormente le regioni ricche, acquistando piu' voti nelle regioni povere di quanto se ne perdono nelle ricche a causa dei diversi livelli di reddito (e dei paraocchi ideologici diffusi nel centro-nord) e' un elemento secondo me dominante della politica italiana e ne spiega abbastanza bene le distorsioni, la scadente qualita' e i continui fallimenti.

Riguardo a cosa determina i trasferimenti netti dal centro-nord al sud, per quanto strano possa sembrare non sono tanto le aliquote progressive IRPEF (nel Sud i redditi sono piu' sperequati, e ci sono molti redditi statali elevati che non sfuggono al fisco, quindi ci sono parecchi redditi IRPEF elevati), ma altri "strumenti" di politica fiscale tipici dell'Italia.

Lo "strumento" piu' importante secondo me come entita' e' il molto maggiore livello di evasione fiscale del settore privato dell'economia nel Sud rispetto al resto d'Italia (vedi Padoa Schioppa e l'evasione fiscale, Trasferimenti di ricchezza tra regioni italiane).

Altri "strumenti" attivi nel determinare i residui fiscali sono le prestazioni assistenziali dovute (pensioni sociali) e non dovute (false invalidita').

Andando ancora piu' nel dettaglio, anche alcune recenti norme approvate dal governo presunto nordista Berlusconi-Tremonti-LN, contribuiscono ad aumentare i trasferimenti nord-sud in maniera anche stupida quando si considerano gli incentivi impliciti (social card di Tremonti e premio Gelmini ai 100 della maturita') .

Gli studi elencati prendono in considerazione il "peso degli eletti nelle varie macro regioni nel governo". Probabilmente questa e' una delle migliori ipotizzabili variabili esplicative nel determinare i residui fiscali. Credo si possano trovare correlazioni anche col livello di consenso ai partiti delle maggioranze di governo nelle diverse macro-aree. Come osservava gia' Turati alla fine del 1800, una costante della politica italiana e' il maggior consenso al governo centrale nel Sud rispetto al Nord (dove il consenso al governo tende ad essere in minoranza).

Solo un cambiamento radicale nell’assetto istituzionale dello stato che metta fine o almeno limiti questi processi degenerativi può sperare di intaccare alla radice le cause degli squilibri fiscali italiani.

Concordo. Secondo me questo dovrebbe essere il punto n.1 o n.2 di FiD, non il n. 10.