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Le origini regionali del debito pubblico Italiano

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domanda

pasquale 27/10/2012 - 11:15

l'articolo è molto interessante ma non riesco, da profano, a seguirne facilmente lo svolgimento. il primo problema di comprensione viene dalla prima tabella, dove per giunta c'è un puntino al posto sbagliato sulla popolazione totale italiana. cosa si desume da questa tabella?

qual'è l'indizio che occorre verificare?

la prima domanda dell'articolo è:

Quale di questi approcci potrebbe essere il miglior candidato a spiegare la dinamica del debito pubblico italiano?

non mi è chiara la risposta, anche se capisco che non ci sono dati sufficientemente chiari per rispondere univocamente.

l'articolo continua con:

La domanda che a questo punto ci si può porre è la seguente. Questi deficit così ampi sono causati da qualche meccanismo di common pool (problemi di asimmetria tra chi paga e chi riceve il beneficio della spesa pubblica) e/o  di voto di scambio (pork barrell politics) o più banalmente  il risultato di gap di reddito permanenti e di fiscalità progressiva?

da dove discende l'esigenza di porsi queste domande, e perchè queste.

la conclusione, infine, indica che i primi due meccanismi indicati causano questo deficit molto grande, auspicando una modifica dell'assetto  istituzionale italiano. ok, questo è più facilmente intuibile anche per me, anche se non riesco a mettere insieme deficit, common pool, pork barrel politics e gap di reddito permanenti.

 

complimenti comunque per l'articolo comunque interessante anche se un po' per "iniziati" (una mano a capirne il senso la dà Lusiani sopra) che è un po' che non si vedevano su questi lidi.

grazie e saluti

Mi dispiace di non essere stato chiarissimo anche se ci ho provato, mi creda.

La prima tabella trasforma i residui fiscali banca italia in deficit primari sul pil e serve a dimostrare la rilevanza degli squilibri fiscali regionali per il risultato nazionale.

Che le regioni ricche contribuiscano di più di quelle povere discende dal sistema fiscale progressivo che fa pagare proporzionalmente di  più i ricchi. Ci si attenderebbe però che quando i gap diminuiscono questo effetto venga diminuito. Per il mezzogiorno non sembra il caso (in effetti  è il contrario anche se  statisticamente non significativo). Quello che emerge è che il deficit aumenta quando il mezzogiorno ha più potere politico che potrebbe essere un segnale di voto di scambio. 

L'articolo effettivamente abbonda di tecnicismi, dovra' essere l'autore a dare la sua interpretazione autentica in forma piu' divulgativa.  La mia personale comprensione di quanto esposto e' come segue.

Rispetto ad altri Paesi OCSE comparabili l'Italia ha un debito maggiore, risultato di una somma di deficit pubblici statali mediamente superiori. Cosa causa questi extra-deficit?  L'articolo elenca alcune ipotesi esplicative studiate e pubblicate nella letteratura economica, ipotesi esplicative che mi sembra siano spiegate in maniera comprensibile a tutti, per cui non ripeto.
Il resto dell'esposizione presenta ipotesi di spiegazione alternative come causa extra-deficit pubblici italiani, seguendo ipotesi di studio che sono presenti nella letteratura economica internazionale (che fornisce la terminologia oscura al lettore non economista) ma - chissa' perche' ... - sono assenti sia nelle discussioni politiche nazionali, sia negli studi economici nazionali. Riassumendo, la possibile spiegazione degli extra-deficit italiani a livello di Stato potrebbe essere che essi sono conseguenza, o comunque sono correlati, ai gigantesti deficit e avanzi del bilancio pubblico a livello di regioni o macro-aree (vedi tabella): un grandissimo avanzo del 8% del PIL nel centro-nord, e un mostruoso deficit annuale del 16% del PIL nel Sud.

A questo punto si presentano due ipotesi di spiegazione di questi grandissimi squilibri regionali del bilancio pubblico.

Ipotesi 1) gli extra-deficit nascono perche' la politica di governo e' sensibile al consenso di moltitudini di elettori localizzati in regioni dove c'e' interesse primario a ricevere maggiore spesa pubblica ma senza pagarne i costi in termini di maggiori tasse, costi che vengono invece scaricati sui cugini "ricchi" di altre regioni. Questo corrisponde a "modelli di interessi geografici contrapposti quei modelli che considerano le problematiche che sorgono nei contesti in cui il beneficio della spesa pubblica e il suo costo non coincidono territorialmente." e "qualche meccanismo di common pool (problemi di asimmetria tra chi paga e chi riceve il beneficio della spesa pubblica) e/o  di voto di scambio (pork barrell politics)" del testo dell'articolo.

Ipotesi 2) i deficit/avanzi regionali sono semplice conseguenza meccanica e diretta di diversi livelli di reddito pro-capite, tassati in maniera progressiva (corrisponde a "più banalmente  il risultato di gap di reddito permanenti e di fiscalità progressiva")

Studiando le correlazioni sulle serie storiche dei deficit/avanzi regionali la conclusione e' che gli squilibri pubblici regionali non trovano giustificazione nei diversi livelli di reddito pro-capite regionali, mentre appaiono essere correlati (e per me ovviamente causati) semplicemente dal livello di influenza dei politici meridionali nel governo centrale.