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Le origini regionali del debito pubblico Italiano

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Intanto complimenti anche da parte mia. Avrei incluso nell'articolo i risultati econometrici stimati perche' credo  siano la parte piu' importante della versione accademica di questo post.

 

Ci sarebbe anche da trarre delle conclusioni di policy. Oltre a questi deficit regionali, sappiamo anche che l'impatto di tasse e spesa sono regionalmente skewed. In sostanza, per risolvere il deficit nazionale le politiche finora adottate vogliono ricorrere ad un aumento di tasse. Questo significa voler aumentare ancora di piu' il surplus da regioni virtuose per compensare il deficit di altre regioni (guardiamo per esempio all'impatto regionale dell'IMU che e' piu' accentuato su delle regioni piuttosto di altre). Invece una diminuzione della spesa pubblica diminuirebbe il deficit totale riducendo di piu' il deficit meridionale piuttosto che aumentare il surplus settentrionale.

 

Insomma, se si vuole ridurre il deficit totale bisogna giustamente vedere come e' composto, e adottare una politica fiscale che si focalizzi chirurgicamente sulla fonte del problema. Non si puo' piu' pretendere di salvarsi spremendo sangue dai sassi.

Sono d'accordo, in effetti guardare i dati in questo modo disaggregato spiega il profondo errore della politica di rientro basata sulle tasse.  Non solo sono procicliche, e passi, eravamo sull'orlo del baratro, ma  essendo distorsive stanno colpendo asimmetricamente le regioni del centro nord che sono già in surplus totale per oltre 5 punti. Da questo punto di vista forse il severo giudizio sulla manovra meno irpef più iva.... andrebbe ri-ponderato? Teniamo presente che i deficit regionali del mezzogiorno aumentano incredibilmente proprio con la riforma fiscale degli anni 70 che sposta in gettito dalle imposte indirette a quelle dirette.