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Per un capitalismo popolare

6 commenti (espandi tutti)

Mi pare opportuno che nFA non si trasformi in una dependance di Fermare il declino, ma conservi il suo ruolo originario di sito di discussione critica. Una recensione acritica, come quella qui proposta, sarebbe adeguata al sito di propaganda politica, dove stimolerebbe i fedeli (Zingales for president!). Su nFA si potrebbe impostare una riflessione più approfondita, che non pretenda di applicare sic et simpliciter le esperienze nordamericane alla realtà italica, per quanto questa sia insoddisfacente.

Ieri assistevo ad un convegno al quale partecipavano illustri giuristi italiani, molti dei quali politicamente schierati, tutti impegnati a discutere dei mutamenti del concetto di proprietà ed all'esigenza di ripensarlo, soprattutto in riferimento ai "nuovi beni" prodotti dall'evoluzione della tecnologia. Mentre alcuni giuristi italiani, relativamente giovani, manifestavano una moderata apertura alle novità, altri (tra i quali illustri emeriti) coglievano dappertutto il segno del conflitto tra l'egoismo proprietario ed i diritti fondamentali: ne risultava un quadro di nette contrapposizioni, sia pure sfumato dall'apparente rispetto reciproco.

Per fortuna, parole di saggezza hanno concluso la discussione, invitando a trovare punti intermedi tra pubblico e privato e ad attribuire all'uguaglianza contenuti più ampi della mera contrapposizione delle disponibilità monetarie. Questo invito è venuto da un autorevole giurista nordamericano, di origini italiane ma naturalizzato da molti anni: Guido Calabresi. Mi auguro che, con il tempo, anche Zingales maturi una capacità autocritica che oggi, forse, non ha e che certo non manifesta nelle sue prese di posizione pubbliche.

il libro

marco esposito 11/11/2012 - 13:46

Luciano sei ingiusto nei confronti dell'autore dell'articolo: parla del libro e solo alla fine parla di Fermare ilDeclino,e la descrizionedei contenuti è solo da stimolo, come per tutte le recensioni sui libri che appaiono su nFA.
Il libro, pur trovandolo debole in alcune parti, in particolare quando Zingales cerca di costruire un sistema morale partendo dalle business school , è godevolissimo, molto americano (ahimè), ma mette il dito nella piaga: il capitalismo (americano, che quello italiano già lo è)sta scivolando verso il capitalismo clientelare e di relazione. Ed è su questo che si dovrebbe dibattere, non sull'appartenenza politica, altrimenti ricadiamo nell'errore e nel vizio italiano di appiccicare le etichette.

Non mi pare di avere proposto una discussione sulle appartenenze politiche (di chi, poi?) ma di avere espresso un disagio per quella che mi sembra una "mutazione genetica" di nFA.

Capisco che i fondatori siano maggiormente attenti alla diffusione di FiD, ma noto un indebolimento del dibattito che - prima della "discesa in campo" - era ad ampio raggio ed ora si concentra, per lo più, su temi settoriali.

La discussione di portata più generale è quasi scomparsa, mentre su FiD non c'è molta discussione, i pezzi sono offerti al commento dei lettori ma gli autori non intervengono mai. Allora la riflessione critica dovrebbe avvenire qui: a me pare che l'articolo-recensione di Massimo Famularo non vi contribuisca (men che meno gli interventi di qualcun altro).

Dissento

Massimo Famularo 12/11/2012 - 14:17

In primo luogo non mi sembra affatto che nfa sia diventata una succursale di Fermare il declino. Se osservo gli ultimi 10 articoli pubblicati trovo, il pezzo usuale sul nobel all'economia, un pezzo di Marco sulla Fiat (anche quello di provata tradizione) una bella e tranchant illustrazione di come sugli esodati nessuono applichi l'aritmetica più semplice e un bel pezzo di Scacciavillani sull'invadenza dei controlli anti evasione. 

Dove starebbe la deriva verso il movimento politico? 
Non ce n'è evidenza.
Ma anche se fosse, i redattori del sito a cui da tempo qualcuno chiedeva di fare qualcosa di più che critiche intelligenti dall'Amerika, hanno iniziato a investire danaro e tempo  in un movimento del quale condividono i valori e che ha nientepopodimeno che l'ardire di voler salvare il paese del declino

Ma veramente c'è qualcuno che vuole lamentarsi? 

Ad ulteriore testimonianza del fatto che nfa per quanto aderente al movimento resta un entità autonoma, faccio presente che la proposta di nfa per l'università è su questo sito ma non è stata ancora recepita da Fermare il declino.

Questo per le critiche al sito, per quelle alla recensione scrivo commento a parte. 

dal 30 agosto-1 settembre  in poi nFA langue, per usare un termine neutro. Soprattutto la qualita' dei commenti e delle interazioni si e' fatta molto meno interessante e per fermarmi alla tua riflessione in merito al pezzo recente di  Scacciavillani e' tutt'altro da come lo definisci tu.

Non mi prendo la briga di contare i commenti  pro e  contro al sopracitato articolo, ma  la somma  a casacata di commenti era prevalentemente negativa con l'accento sulla marcata mancanza del solito e desiderato rigore di nFA.

Si sente , e fortemente, la mancanza dei grandi tutti impegnati in altre, forse piu' nobili, attivita' e il surrogato sito ufficiale di fermareildeclino e'  un pallido paragone con la vitalita' di nFA del periodo aureo che non e' quello di questi mesi di autunno. PER FAVORE non neghiamo l'evidenza e non arrampichiamoci sugli specchi.  nFA langue perche' la maggioranza dei redattori ha altro a cui pensare e il risultato si vede e si legge

In primo luogo non mi sembra affatto che nfa sia diventata una succursale di Fermare il declino. Se osservo gli ultimi 10 articoli pubblicati trovo, il pezzo usuale sul nobel all'economia, un pezzo di Marco sulla Fiat (anche quello di provata tradizione) una bella e tranchant illustrazione di come sugli esodati nessuono applichi l'aritmetica più semplice e un bel pezzo di Scacciavillani sull'invadenza dei controlli anti evasione. 

Dove starebbe la deriva verso il movimento politico? 
Non ce n'è evidenza.
Ma anche se fosse, i redattori del sito a cui da tempo qualcuno chiedeva di fare qualcosa di più che critiche intelligenti dall'Amerika, hanno iniziato a investire danaro e tempo  in un movimento del quale condividono i valori e che ha nientepopodimeno che l'ardire di voler salvare il paese del declino

Ma veramente c'è qualcuno che vuole lamentarsi? 

Ad ulteriore testimonianza del fatto che nfa per quanto aderente al movimento resta un entità autonoma, faccio presente che la proposta di nfa per l'università è su questo sito ma non è stata ancora recepita da Fermare il declino.

Questo per le critiche al sito, per quelle alla recensione scrivo commento a parte.