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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Personalmente preferisco la formulazione "riduzione dell'indebitamento" piuttosto che "riaggiustamento fiscale" e faccio notare che paesi come la Svezia che avevano iniziato tale politica nei primi anni 90 (riducendo spese, imposte, defict e debito) hanno continuato a farlo anche quando tra il 2000 ed il 2003 ci sono stati nel mondo periodi oscuri (crisi, crolli di borsa, aumento della disoccupazione, recessione)  ricavandoci comunque una crescita costante.

Si veda la spesa pubblica di italia e svezia come anche la pressione fiscale, il debito pubblico  e la crescita del PIL procapite PPP dal 1990 ad oggi.

Chiamarlo "riduzione dell'indebitamento"pone l'accento sullo scopo, mentre parlare di aggiustamento fiscale mi sembra piú completo, in quanto fa capire che esiste anche il problema del "come" si applica e si distribuisce la pressione fiscale in Italia, questo non é forse prioritario nel sistema svedese. 

PS

@Alberto

Ci sono un po'di refusi nel testo "poltiche"  "sofosticate", "e anche Anche"

oggi

Francesco Forti 17/11/2012 - 14:31

forse non è prioritario oggi, nel sistema svedese. Lo era 19 anni fa. 

Comunque ok, lo scopo è fondamentale (strategia) ed il come non è solo tattico.

La svezia ha fatto come oggi propone FID: diminuzione della spesa di un "tot" e diminuzione della pressione fiscale di un "tot-n". Non so se abbiano anche venduto qualche gioiello di famiglia (punto 1). Ma il concetto è quello. Non ha prodotto calo della crescita, nemmeno nei momenti di crisi.

Grazie del chiarimento. A proposito del "vendere i gioielli di famiglia"avrei una curiosità.Nel dibattito politico attuale (escludendo FID) l'argomento é abbastanza demonizzato, l'unica timida eccezione riguarda le riserve auree di cui sempre piú spesso si sente proporre la vendità per alleggerire la pressione fiscale. Mi domando: ha senso questa proposta ? E' mai stato fatto altrove?

Si

Francesco Forti 18/11/2012 - 09:30

Si, anche la Svizzera quando ha deciso di affrontare politiche di riduzione dell'indebitamento ha venduto un (bel) po' di oro tramite la sua banca nazionale (una parte ritenuta in eccesso) ma per quello che ricordo del dibattito di allora simili misure vanno mantenute ad un certo livello di riservatezza. Non si tratta infatti di qualche grammo che abbiamo in casa ma di tonnellate e quindi solo l'annuncio della decisione politica di vendere influenza il mercato ed il prezzo di vendita. Quindi meglio stare zitti e farlo con gradualità piuttosto che annunciarlo in pompa magna e poi dover rimandare per l'eccesso di ribasso che l'annuncio di vendita comporta.  

Poi a cose fatte ogni mondo è paese e quindi a fronte di "tesoretti" il partito della spesa si dà da fare ...

Qui si puo' vedere che le riserve auree italiane sono ragguardevoli ma il vero confronto (mi pare) vada fatto con le riserve internazionali (se devi vendere, non c'è solo oro) e da qui vedere per esempio il rapporto tra il nostro debito e il nostro attivo e quello giapponese (debito piu' alto ma riserve imponenti). Il che mi fa pensare che se noi vendiamo parte delle riserve (aure e o valutarie) ci indeboliamo, anche perché la nostra bilancia dei pagamenti tende verso le importazioni mentre il giappone è un forte esportatore. Forse anche per questo il debito giapponese impensierisce meno il mercato del nostro.

La Svezia dal 1991 ha privatizzato Celsius Industries Corporation, Pharmacia AB (ab è il corrispettivo di srl/spa), SSAB (Swedish Steel Corporation), tra il 1995 e il 1997 Nordbanken (Nordea), tra il 1998 e il 1999 vengono effettuate importanti operazioni riguardanti società operanti nel settore multiutilities, quali Stockholm Energi, Hassleholm Energi AB, Kramfors Fjarrvarme AB, e Norrkoping Miljo and Energi e Enator AB. Nel 2000 vendettero il 20.9 percento del capitale di Telia AB, l'anno successivo vi è stata una vendita parziale di Eniro AB, nel 2006 SAS ha venduto le su partecipazioni nella catena alberghiera Rezidor Hotel Group, nel 2007 hanno venduto l'8 percento di Teliasonera, nello stesso anno hanno venduto la società di real estate Centrum Companiet I Stockholm AB. Nel 2008 hanno venduto la società borsistica OMX, la Vin & Sprit AB (quella che fa la vodka absolut per intenderci) e la real estate Vasakronan.

Molto interessante.

Esattom caro Francesco. L'articolo confonde l'obiettivo con il metodo, assumendo che l'unico mezzo per ridurre il debito sia aumentare la pressione fiscale.

A parte il fatto che non sempre aumentando la pressione fiscale si aumentano le entrate,

si è saltato qui un altro passaggio logico da premettersi: il mezzo sarebbe la riduzione del debito attraverso riduzione  (azzeramento omeglio  inversione) del deficit.

Assumendo che è questo ciò di cui vogliamo parlare, non si può prescindere dal dato di fatto che che il bilancio pubblico riguardi il confronto di due voci: le entrate e le spese.

In un paese come l'Italia in cui lo stato svolge in prima persona una moltitudine di attività economica da essere assimilabile ad un sistema socialista, ridurre le spese non dovrebbe essere così difficile. E' solo questione di mettersi a vendere.

Cum grano salis,ovviamente. Non creando monopoli, come è stato fatto sinora, ma mercati concorrenziali.

Ed a parte tutte le partecipazioni locali in praticamente tutto (dalle barbabietole alle utilities ai trasporti), io partirei con TV, Treni, Poste, Istruzione, Sanità.

Ma prima (o contemoporaneamente) , è necessario riformare il sistema giuridico ormai demolito ed inutile. Nessun mercato funziona in uno Stato privo di Diritto.

Pensare di risollevare l'economia aumentando la pressione fiscale è come stare in un  secchio e cercare di sollevarsi tirando per il manico. Non ne vedo alcuna logica.

Ma soprattutto, mi meraviglia che in questo sito vengano pubblicate proposte di questo tenore.

Guido, mi sa che hai toppato alla grande.

Nell'articolo si parla di "aggiustamento fiscale", che potrebbe essere inteso sia come aumento della pressione fiscale che come riduzione della spesa.

Peraltro, ad un certo punto l'autore precisa che, cito testualmente, "non tutta l'austerita' e' uguale - in un paese come l'Italia la solvibilita' si garantisce con riduzioni di spesa e non aumenti di tasse perche' le tasse sono alte e raccolte inefficientemente e la spesa spaventosamente ineffciente"

tasse/spesa

alberto bisin 19/11/2012 - 01:27

esatto. la questione era quando riaggiustare, non come. sul come, ovviamente in Italia la  riduzione della spesa e' fondamentale

Direi che il "come" è fondamentale.

Meglio chiarire cosa si intende per "ri-aggiustamento fiscale", se ne si vuole parlare.

Eliminerei poi l'uso del termine "austerità". In quanto a nessun governo è concesso "dilapidare" (il suo contrario), in qualunque situazione economica.

Inoltre, il controllo del bilancio (austerità?) viene qui definito come necessariamente "doloroso".

Non ne capisco il perché, a meno che non preveda aumenti di pressione fiscale.

La diminuzione di spesa non è necessariamente "dolorosa".

Al contrario, la spesa eccessiva è sempre concomitante ad inefficienze qualitative,  ad un sistema sbagliato.

La necessità di diminuirla equivale a quella di ripensarla e ristrutturarla, puntando ad effetti più felici che dolorosi.

Il fatto che i ns. governanti (ministri) non abbiano la più pallida idea di come funzioni il loro stesso ministero è purtroppo l'ostacolo più grande a qualunque ristrutturazione. Ma questo è un altro discorso.

Per definizione se la pressione fiscale aumenta (in rapporto al  PIL, si intende), aumentano le entrate (aumentano piu' di quanto aumenti il PIL). Questo perché la pressione fiscale si misura ex-post, quindi se è aumentata, ... lo è.

Forse intendevi dire che non sempre se aumentano le aliquote aumenta anche il gettito. perché le aliquote si determinano ex-ante, poi il gettito dipende anche da come va l'economia e da quanto le persone sono disposte a farsi spremere se la misura è eccessiva. 

Chiarito questo, che spero trovi tutti d'accordo oltre ad uscite ed entrate c'è anche il grande tema della vendita dei "gioielli di famiglia". Che quando si realizzano sono entrate extra-tributarie e non incidono sulla pressione fiscale.  A ma pare che nessuno qui tra i redattori, Bisin compreso, abbia mai proposto di aumentare la pressione fiscale. Il pasticcio nasce forse dal termine "riaggiustamento fiscale" per me è durato pochi secondi, il tempo di chiarire che per evitare malintesi sarebbe meglio parlare di politiche di riduzione dell'indebitamento.  Visto che siamo in tema di fisco e di "lezioni dalla Svizzera" ne approfitto per spiegare che in CH 10 anni fa è stata impostata una politica di freno all'indebitamento che ha avuto ottimi risultati e che è partita con un referendum popolare per inserire nella Costituzione un articolo (il 126) che potesse fare da punto di riferimento per ogni politica tesa a ridurre il debito (pur non eccessivo, forse uno dei piu' bassi d'europa). Quindi tutto è partito con un voto popolare (democrazia diretta)  come base legale per l'azione di governo.

Beh, il tuo ragionamento funzionerebbe se il PIL aumentasse sempre.

Se la pressione fiscale aumenta (come da noi) ma il PIL diminuisce (come da noi), non è detto che le entrate aumentino.

Se poi ragioni in temrini reali (al netto dell'inflazione), vedrai che l'effetto Monti è stato proprio questo: aumento della pressione fiscale (%sul PIL reale) e diminuzione delle entrate (reali).

Esattamente il contrario della politica di Reagan, che abbassò enormemente la pressione fiscale (le aliquote) ritrovandosi, per effetto dell'aumento del PIL, un gettito molto maggiore.

Proprio ciò che ci vorrebbe oggi in Italia.

 

L'altro punto è quello della "vendita dei gioielli di famiglia".

Sono in disaccordo nel chiamarli "gioielli di famiglia".

Io le chiamerei "le vergogne nazionali".

RAI (che un referendum volle invano privatizzare), SANITA', ISTRUZIONE, PARTECIPAZIONE ATTIVITA' ECONOMICHE LOCALI, MUNICIPALIZZATE (CHIAMATE IMPROPRIAMENTE EX), TRASPORTI PUIBBLICI.

Sarebbero questi i "gioielli"?

Più delicato il monopolio dell'energia.

E' ovvio che auspicherei un libero mercato, ma se la privatizzazione dell'enel lo fa la ns. classe politica di incapaci e rapaci senza controllo, quale orrendo momopolio privato creerebbero?

Reagan ha aumentato il debito, a quanto ne so. Specialmente perche' la supply side mi pare wishful thinking. La sanita' e l'istruzione sono i nostri oggetti piu' preziosi. Se non ci fossero stati certi politici/sacerdoti/santoni/imbonitori a sperperare e spartirsi i soldi pubblici. I diritti fondamentali siano pubblici. Altrimenti e' Darwinismo sociale, e' la strada del terzo mondo.