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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Capisco che sia un problema, la coesione sociale. Politiche di riaggiustamento fiscale (a me piace il termine) richiedono serio lavoro politico al controrno per "educare" l'opinione pubblica e smussare i costi piu' gravi. Fortunatamente non e' il mio lavoro. E poi occhio che a non riaggiustare non si risolve nulla, nemmeno la questione sociale, che poi riapparira'. Infine, c'e' riaggiustamento e riaggiustamento. 

Non volevo rispondere a questa tua veloce risposta, Alberto, ma dopo aver letto il tuo commento sprezzante piu' sotto ad un tizio che si firma con un nickname (quello sulla "crisi di liquidita' ah ah ah") mi viene da dire quello che avevo pensato leggendo qui ma avevo pensato inutile scrivere.

 

Fortunatamente non e' il mio lavoro 

No, pero' quando si danno lezioni di economia politica da un sito/ blog molto seguito ed autorevole sarebbe giusto dare un minimo di contesto, andando oltre il rituale accademico che vede l'accademico come irresponsabile oltre il suo campo d'azione.

 

Per spiegare meglio: in un paper scientifico questa delimitazione e' giusta e necessaria, ma nFA e' non e' uno spazio accademico, e' de facto frequentato da un ampio pubblico, e quindi un approccio un po' piu' olistico e meno riduttivamente accademico penso ci starebbe bene.

 

Senza citarlo, il mio commento implicitamente si riferiva a quello che io vedo l'atteggiamento su questi temi di Mario Seminerio (che io apprezzo enormemente), che, sempre senza citarlo, mi sembra anche un riferimento implicito del tuo pezzo. Qui volendo si potrebbe aprire una lunga discussione ma per adesso la chiudo qui.

Se guardi al programma di "austerita'" di fermare il declino, lo troverai piuttosto blando. Si parla di un taglio di spesa pubblica di 6 punti percentuali in 6 anni. Non si tagliera' sanita' e scuola, e la parte che riguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici verra compensata dalla diminuzione di 5 punti del carico fiscale (piu' che compensata per quanto riguarda gli stipendi piu' bassi). 

Per fare un paragone, i "tagli" applicati nel  sistema della University of California nel 2009 hanno implicato una riduzione (temporanea per quell'anno) degli stipendi per un ammontare che andava dal 4 al 10 percento.

Aggiungo un'altra cosa: se politiche espansive non servono granche' alla crescita, allora politiche restrittive non la riducono granche'. Parlare di austerita' genericamente e' misleading. Occorrono politiche che attirino capitali dall'estero, inducano a creare lavoro, e a lavorare. 

Grazie

Tommaso Gennari 18/11/2012 - 14:26

Grazie Andrea; in effetti non seguo FID, ma solo nFA. So che non siete superuomini e il tempo che dedicate a nFA e' per forza di cose diminuito.

Tommaso, grazie per il commento. Sulla questione della torre d'avorio ci sono varie sensibilita'. Io sono uno di quelli che pensa che scrivere di politica economica in un blog significhi essere sceso. Altri, come Andrea, invece trovano piu' naturale buttarsi direttamente nell'agone politico. Mi rendo conto che la mia posizione possa apparire un po' antipatica. Ma e' anche motivata da una profonda coscienza dei propri limiti. 

Nel caso in questione pero' si discuteva di effetti delle politiche sulla coesione sociale. E qui, veramente, io mi ritengo inadatto ed incapace - avere il polso dell'opinione pubblica e' cosa difficilissima che richiede lavoro e capacita', cosi' come avere la capacita' di influire sull'opinione pubblica e comunicare efficacemente la necessita' di politiche anche dolorose...

(anche) questo non capisco. E' una critica a FilD o una precisazione? No, perché, non mi pare che tra i promotori non vi sia la consapevolezza della necessità di un taglio alle spese, seppur magari non esplicitamente affrontate nel programma. E' una tattica politica o una presa di posizione, quella di FilD? E ancora, anche ammettendo che le intenzioni non siano così drastiche, ciò significa che altrove queste si possano trovare? Pensavo ci fosse un consenso diffuso nei confronti di FilD qui su nFA.

e' solo la spiegazione che alla fine sta grande austerita' proposta e ritenuta da noi necessaria non si tradurra' in grosse perdite di potere d'acquisto per nessuno. Il consenso su questo e'  unanime, te lo assicuro. 

Il consenso su questo e'  unanime, te lo assicuro.

Fra voi di NfA e FilD o nel resto del mondo?

Perché a leggere questa intervista de La Stampa al direttore generale dell'International Labour Organization sembrerebbe che quanto meno il tipo di austerity applicato in Europa non stia funzionando.

e non farei tanto affidamento alle dichiarazioni di questi personaggi. 

Perché?

Claudio Corti 22/11/2012 - 09:02

Questo "personaggio" si riferisce ai dati dell'FMI e dopotutto non dice che l'austerità è sbagliata di principio, ma che per come è stata attuata fino ad ora non ha funzionato: la gente sta peggio, ma il debito continua ad aumentare.

Dopotutto lo dite anche voi che:

Non si tagliera' sanita' e scuola, e la parte che riguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici verra compensata dalla diminuzione di 5 punti del carico fiscale (piu' che compensata per quanto riguarda gli stipendi piu' bassi).

Singolar tenzone

amadeus 19/11/2012 - 12:32

 

Senza citarlo, il mio commento implicitamente si riferiva a quello che io vedo l'atteggiamento su questi temi di Mario Seminerio (che io apprezzo enormemente), che, sempre senza citarlo, mi sembra anche un riferimento implicito del tuo pezzo. Qui volendo si potrebbe aprire una lunga discussione ma per adesso la chiudo qui.

A proposito di Seminerio notavo stamattina che commentando l'articolo di Penati su Repubblica, 'sfidava', senza nominarlo, Alberto Bisin ad esprimere il suo pensiero in merito. Ecco il testo della 'sfida':

 

Forse rapiti nell’estasi del sogno, i titolisti di Repubblica hanno in effetti dato al pezzo di Penati un titolo mostruosamente keynesiano. Si attende replica dei due liberisti puri e duri che il giornale annovera tra i propri editorialisti.

Aggiungo che l'articolo di Penati, pur partendo da premesse assai simili a quelle di Alberto, giunge a delle conclusioni un po' 'particolari'.

 

Nel frattempo Seminerio è andato più in là ed ha dedicato un pezzo intero alla replica di quanto ha scritto Alberto.

 

La sfida è in atto e il gioco è falloso (ooops... fallace...)