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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Esattom caro Francesco. L'articolo confonde l'obiettivo con il metodo, assumendo che l'unico mezzo per ridurre il debito sia aumentare la pressione fiscale.

A parte il fatto che non sempre aumentando la pressione fiscale si aumentano le entrate,

si è saltato qui un altro passaggio logico da premettersi: il mezzo sarebbe la riduzione del debito attraverso riduzione  (azzeramento omeglio  inversione) del deficit.

Assumendo che è questo ciò di cui vogliamo parlare, non si può prescindere dal dato di fatto che che il bilancio pubblico riguardi il confronto di due voci: le entrate e le spese.

In un paese come l'Italia in cui lo stato svolge in prima persona una moltitudine di attività economica da essere assimilabile ad un sistema socialista, ridurre le spese non dovrebbe essere così difficile. E' solo questione di mettersi a vendere.

Cum grano salis,ovviamente. Non creando monopoli, come è stato fatto sinora, ma mercati concorrenziali.

Ed a parte tutte le partecipazioni locali in praticamente tutto (dalle barbabietole alle utilities ai trasporti), io partirei con TV, Treni, Poste, Istruzione, Sanità.

Ma prima (o contemoporaneamente) , è necessario riformare il sistema giuridico ormai demolito ed inutile. Nessun mercato funziona in uno Stato privo di Diritto.

Pensare di risollevare l'economia aumentando la pressione fiscale è come stare in un  secchio e cercare di sollevarsi tirando per il manico. Non ne vedo alcuna logica.

Ma soprattutto, mi meraviglia che in questo sito vengano pubblicate proposte di questo tenore.

Guido, mi sa che hai toppato alla grande.

Nell'articolo si parla di "aggiustamento fiscale", che potrebbe essere inteso sia come aumento della pressione fiscale che come riduzione della spesa.

Peraltro, ad un certo punto l'autore precisa che, cito testualmente, "non tutta l'austerita' e' uguale - in un paese come l'Italia la solvibilita' si garantisce con riduzioni di spesa e non aumenti di tasse perche' le tasse sono alte e raccolte inefficientemente e la spesa spaventosamente ineffciente"

tasse/spesa

alberto bisin 19/11/2012 - 02:27

esatto. la questione era quando riaggiustare, non come. sul come, ovviamente in Italia la  riduzione della spesa e' fondamentale

Direi che il "come" è fondamentale.

Meglio chiarire cosa si intende per "ri-aggiustamento fiscale", se ne si vuole parlare.

Eliminerei poi l'uso del termine "austerità". In quanto a nessun governo è concesso "dilapidare" (il suo contrario), in qualunque situazione economica.

Inoltre, il controllo del bilancio (austerità?) viene qui definito come necessariamente "doloroso".

Non ne capisco il perché, a meno che non preveda aumenti di pressione fiscale.

La diminuzione di spesa non è necessariamente "dolorosa".

Al contrario, la spesa eccessiva è sempre concomitante ad inefficienze qualitative,  ad un sistema sbagliato.

La necessità di diminuirla equivale a quella di ripensarla e ristrutturarla, puntando ad effetti più felici che dolorosi.

Il fatto che i ns. governanti (ministri) non abbiano la più pallida idea di come funzioni il loro stesso ministero è purtroppo l'ostacolo più grande a qualunque ristrutturazione. Ma questo è un altro discorso.

Per definizione se la pressione fiscale aumenta (in rapporto al  PIL, si intende), aumentano le entrate (aumentano piu' di quanto aumenti il PIL). Questo perché la pressione fiscale si misura ex-post, quindi se è aumentata, ... lo è.

Forse intendevi dire che non sempre se aumentano le aliquote aumenta anche il gettito. perché le aliquote si determinano ex-ante, poi il gettito dipende anche da come va l'economia e da quanto le persone sono disposte a farsi spremere se la misura è eccessiva. 

Chiarito questo, che spero trovi tutti d'accordo oltre ad uscite ed entrate c'è anche il grande tema della vendita dei "gioielli di famiglia". Che quando si realizzano sono entrate extra-tributarie e non incidono sulla pressione fiscale.  A ma pare che nessuno qui tra i redattori, Bisin compreso, abbia mai proposto di aumentare la pressione fiscale. Il pasticcio nasce forse dal termine "riaggiustamento fiscale" per me è durato pochi secondi, il tempo di chiarire che per evitare malintesi sarebbe meglio parlare di politiche di riduzione dell'indebitamento.  Visto che siamo in tema di fisco e di "lezioni dalla Svizzera" ne approfitto per spiegare che in CH 10 anni fa è stata impostata una politica di freno all'indebitamento che ha avuto ottimi risultati e che è partita con un referendum popolare per inserire nella Costituzione un articolo (il 126) che potesse fare da punto di riferimento per ogni politica tesa a ridurre il debito (pur non eccessivo, forse uno dei piu' bassi d'europa). Quindi tutto è partito con un voto popolare (democrazia diretta)  come base legale per l'azione di governo.

Beh, il tuo ragionamento funzionerebbe se il PIL aumentasse sempre.

Se la pressione fiscale aumenta (come da noi) ma il PIL diminuisce (come da noi), non è detto che le entrate aumentino.

Se poi ragioni in temrini reali (al netto dell'inflazione), vedrai che l'effetto Monti è stato proprio questo: aumento della pressione fiscale (%sul PIL reale) e diminuzione delle entrate (reali).

Esattamente il contrario della politica di Reagan, che abbassò enormemente la pressione fiscale (le aliquote) ritrovandosi, per effetto dell'aumento del PIL, un gettito molto maggiore.

Proprio ciò che ci vorrebbe oggi in Italia.

 

L'altro punto è quello della "vendita dei gioielli di famiglia".

Sono in disaccordo nel chiamarli "gioielli di famiglia".

Io le chiamerei "le vergogne nazionali".

RAI (che un referendum volle invano privatizzare), SANITA', ISTRUZIONE, PARTECIPAZIONE ATTIVITA' ECONOMICHE LOCALI, MUNICIPALIZZATE (CHIAMATE IMPROPRIAMENTE EX), TRASPORTI PUIBBLICI.

Sarebbero questi i "gioielli"?

Più delicato il monopolio dell'energia.

E' ovvio che auspicherei un libero mercato, ma se la privatizzazione dell'enel lo fa la ns. classe politica di incapaci e rapaci senza controllo, quale orrendo momopolio privato creerebbero?

Reagan ha aumentato il debito, a quanto ne so. Specialmente perche' la supply side mi pare wishful thinking. La sanita' e l'istruzione sono i nostri oggetti piu' preziosi. Se non ci fossero stati certi politici/sacerdoti/santoni/imbonitori a sperperare e spartirsi i soldi pubblici. I diritti fondamentali siano pubblici. Altrimenti e' Darwinismo sociale, e' la strada del terzo mondo.