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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Guido, mi sa che hai toppato alla grande.

Nell'articolo si parla di "aggiustamento fiscale", che potrebbe essere inteso sia come aumento della pressione fiscale che come riduzione della spesa.

Peraltro, ad un certo punto l'autore precisa che, cito testualmente, "non tutta l'austerita' e' uguale - in un paese come l'Italia la solvibilita' si garantisce con riduzioni di spesa e non aumenti di tasse perche' le tasse sono alte e raccolte inefficientemente e la spesa spaventosamente ineffciente"

tasse/spesa

alberto bisin 19/11/2012 - 02:27

esatto. la questione era quando riaggiustare, non come. sul come, ovviamente in Italia la  riduzione della spesa e' fondamentale

Direi che il "come" è fondamentale.

Meglio chiarire cosa si intende per "ri-aggiustamento fiscale", se ne si vuole parlare.

Eliminerei poi l'uso del termine "austerità". In quanto a nessun governo è concesso "dilapidare" (il suo contrario), in qualunque situazione economica.

Inoltre, il controllo del bilancio (austerità?) viene qui definito come necessariamente "doloroso".

Non ne capisco il perché, a meno che non preveda aumenti di pressione fiscale.

La diminuzione di spesa non è necessariamente "dolorosa".

Al contrario, la spesa eccessiva è sempre concomitante ad inefficienze qualitative,  ad un sistema sbagliato.

La necessità di diminuirla equivale a quella di ripensarla e ristrutturarla, puntando ad effetti più felici che dolorosi.

Il fatto che i ns. governanti (ministri) non abbiano la più pallida idea di come funzioni il loro stesso ministero è purtroppo l'ostacolo più grande a qualunque ristrutturazione. Ma questo è un altro discorso.