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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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A me da profano un analisi che dice "il taglio della spesa è più deprEssivo dell'aumento delle imposte"  mi sembra MOLTO ROZZA.

Quindi è assolutamente indifferente QUALI imposte si aumentano e QUALI spese si tagliano?

Quindi per fare un esempio semplice semplice, non ha nessun effetto DEPRESSIVO E REGRESSIVO SUL SISTEMA PRODUTTIVO il fatto che le risorse a disposizione di un impresa che produce beni richiesti dai consumatori ( e quindi probabilmente di una sia pur opinabile utilità) per investimenti e innovazione, sono ridotte dal fatto che ATTRAVERSO AUMENTI DELLA TASSAZIONE esistano spese pubbliche puramente assistenzialistiche per cui queste risorse vengono utilizzate per dar da mangiare, vestire e tutti i servizi come la sanità e la pubblica sicurezza a persone che non fanno nulla di utile nè di richiesto da nessuno, che vengono usati per scavare buche e riempirle ( o bruciare i boschi per poi spegnerli, come è successo per alcuni forestali di regioni del SUD )?

Rozzezza

alberto bisin 19/11/2012 - 02:50

Pietro, assolutamente d'accordo. La rozzezza dell'analisi keynesiana sta proprio nel non comprendere che le risposte a domande come i) cose e' piu' recessivo (che poi e' indirettamente sempre la stessa: ii) quanto grande e' il moltiplicatore), dipendono da una quantita' di fattori, proprio perche'il moltiplicatore non e' un parametro profondo ne' stabile. In Italia oggi, pensare che agli di spesa siano piu' recessivi di aumenti delle tasse e' roba da ballerine (senza offesa alle ballerine).

Mi spiace Bisin ma questo dicono i dati. In Portogallo hanno tagliato soprattutto la spesa (-16% solo per i dipendenti pubblici!), quest'anno fa -3,4%, peggio dell'Italia.

Poi non è che lo dico io, lo dice il FMI. So che le fa dispiacere, ma non posso farci nulla se le sue convizioni non hanno riscontro nell'evidenza empirica.

Il ragionamento non è rozzo. E' solo approssimato, come in tutti i modelli. Ma nonostante ciò si trova nei dati empirici, perché le varie componenti in parte si compensano da sole.

 

Tuttavia è del tutto ovvio che non esiste un solo tipo di spesa o un solo tipo di tassazione. Ad esempio è molto differente l'effetto della tassazione a seconda di diverse fasce di reddito. E questo è un risultato tipicamente keynesiano.
Parimenti, anche diversi tipi di spesa hanno effetti diversi. Ad esempio i trasferimenti, proprio nell'analisi keynesiana, hanno un moltiplicatore minore degli investimenti.

 

Per non parlare del fatto che, ad esempio, un'ampia letteratura keynesiana analizza i diversi moltiplicatori e come la spesa pubblica deve essere intesa non solo a creare la domanda, ma a riqualificare l'offerta, anche attraverso la programmazione economica (che non vuol dire che lo stato produce tutto, sia chiaro)

Non c'è proprio nulla di rozzo. Posso capire lei, che magari non conosce l'argomento, ma da Bisin questa accusa è inaccettabile e dimostra un bias ideologico grande almeno come una buca keynesiana.