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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Io non sono un economista e di teorie keynesiane, neo-keynesiane, ecc., ne capisco poco o nulla, però mi sembra che nonostante queste politiche di austerity, in Italia così come in altri paesi, il rapporto debito/PIL e lo spread con i titoli tedeschi continuino ad aumentare.

Non sarà forse il caso di ammettere che lo stato non è in grado di garantire la restituzione del debito che ha contratto? O dobbiamo aspettare l'IVA al 30%, guerriglia urbana e Grillo eletto presidente del consiglio?

In fin dei conti, chi ha prestato soldi ad uno stato gestito da delinquenti sapeva di accollarsi un rischio.

 

Monti, Passera e compagnia cantando, diciamoci la verità, sono uomini delle banche, quindi è ovvio che la loro priorità sia garantire che il capitale di queste non venga eroso da un'eventuale "ristrutturazione" o default parziale che dir si voglia.

Ma io, privato cittadino senza rendite finanziarie, perché dovrei difendere a tutti costi le banche dal fallimento, a costo di veder fallire tante aziende produttive strangolate da una pressione fiscale insostenibile?

Lo stato può benissimo garantire fino ad una certa somma i depositi delle banche che eventualmente dovessero fallire, come già fa per legge. Preferirei pagare le mie tasse per assicurare questa garanzia piuttosto che per ingrassare qualche speculatore che al momento sta facendo lauti guadagni sulle nostre sfortune.

Anche perché, mi sembra che austerity o non austerity un default di qualche tipo sia inevitabile.

 

Sono d'accordo, NV, sulla seconda parte: nessuna ragione di soffrire per le banche. Nessuna. E anche che Monti, Passera, etc. vedano con  una sorta di "favore" le banche. Non so se parlerei di conflitto d'interessi, ma non mi sconvolge nemmeno questo. 

Sulla questione default, anche sono d'accordo che chi ha prestato a debitori discutibili si e' preso un rischio e non ci sarebbe nulla di male. Temo pero' che i costi per il paese di un default sarebbero enormi - anche "solo" 4-5 anni senza accesso ai mercati sarebbero duri da superare. 

 

Sulla questione default, anche sono d'accordo che chi ha prestato a debitori discutibili si e' preso un rischio e non ci sarebbe nulla di male. Temo pero' che i costi per il paese di un default sarebbero enormi - anche "solo" 4-5 anni senza accesso ai mercati sarebbero duri da superare. 

 

 

  Gli effetti di un default italiano sull'economia mondiale sarebbero devastanti - crollo delle istituzioni finanziarie che hanno prestato all'Italia e  diffusione di un clima di totale sfiducia nei confronti dei debiti sovrani con effetto valanga sui titoli di altri paesi EU (p.es. la Francia). Il mondo precipiterebbe in una recessione molto peggiore del 1929.

Siamo sicuri

NV 19/11/2012 - 20:39

che uno scenario così catastrofico sia quello più probabile? Il sistema finanziario mondiale non ha alcun meccanismo di omeostasi? E' così instabile che basta un default anche parziale di un paese come l'Italia (che non è gli Stati Uniti o il Giappone) per far saltare tutto?

E se davvero è così instabile, vale la pena cercare di tenere in piedi un sistema del genere, con politiche di lacrime e sangue, che comunque sembra che non facciano altro che prorogare l'inevitabile, o non è forse meglio lasciare che questo castello di carte collassi sotto il suo peso?

L'Italia ha il quarto debito pubblico più grande del mondo pur avendo solo l'ottavo PIL nominale. Se gli investitori hanno fatto male i conti, perché deve essere la popolazione a pagarne le spese?

 

 

che uno scenario così catastrofico sia quello più probabile? Il sistema finanziario mondiale non ha alcun meccanismo di omeostasi? E' così instabile che basta un default anche parziale di un paese come l'Italia (che non è gli Stati Uniti o il Giappone) per far saltare tutto?

 

E' una battuta?

Default

NV 19/11/2012 - 20:18

Io non sono d'accordo che l'impossibilità di indebitarsi nuovamente dopo un default sia necessariamente una cosa negativa, anzi, al contrario oserei dire che sarebbe una cosa addirittura positiva, in quanto "legherebbe le mani" a qualunque classe politica dovesse governarci in futuro: saremmo sì liberi dal macigno del debito, ma a quel punto i politici, non potendo indebitarsi ulteriormente, sarebbero obbligati a far quadrare i conti.

 

Se la cosa si dovesse risolvere senza un default di qualche tipo, cosa che ritengo comunque improbabile, nulla vieterebbe a chi sta al governo di riprendere con le spese pazze a debito una volta passato il momento critico, e tra qualche anno finiremmo per trovarci nella stessa situazione di oggi, o anche peggiore perché per uscire dalla situazione di oggi avremmo già dilapidato il patrimonio sia pubblico (come propone FiD) che privato.

autocoscienza

dragonfly 19/11/2012 - 13:36

spero che la tua osservazione sia libera dal solito retropensiero: io non ho risparmi, ma reddito di impresa/lavoro dipendente, allora che si fottano. in altre parole, se crolla l'argine, non mi bagno perchè ho le scarpe coi tacchi.

 

Ma io, privato cittadino senza rendite finanziarie, perché dovrei difendere a tutti costi le banche dal fallimento, a costo di veder fallire tante aziende produttive strangolate da una pressione fiscale insostenibile?

 

 perchè le due cose non si escludono, anzi coincidono:  le banche  italiane fallirebbero tutte e non è chiaro quale forma di vita economica potrebbe  sopravvivvere all'evento. su tali macerie, in genere campano bene i demagoghi. 

Preferirei pagare le mie tasse per assicurare questa garanzia piuttosto che per ingrassare qualche speculatore che al momento sta facendo lauti guadagni sulle nostre sfortune.

 i miei soliti dubbi: lo speculatore è  quello estero, che ha venduto il debito pubblico ancora nel novemebre 2011? (la quota di debito detenuta da residenti è passata in un anno dal 50 al 70%) beh, ha già avuto la sua punizione, l'unica che gli interessa: ci ha perso un mucchio di soldi.

o quello che in momenti difficili ha continuato a finanziare la repubblica italiana, senza ad es. fuggire all'estero? lo avrà fatto per calcolo, ma non mi sembra il caso di doverlo continuamente "demotivare" :-) e dare alla fine ragione al primo.

 

le nostre poi, non sono "sfortune", accidenti che ci sono caduti in capo. ce li siamo costruiti con un lavoro paziente e metodico, di lungo periodo.