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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Premetto che, nonostante la sua visione sia opposta alla mia, le esprimo solidarietà per le risposte poco rispettose che le sono state mandate.

Direi anzi che la sua osservazione in merito all'avanzo primario sia importante e necessiti di riflessione e di interventi specifici da parte di qualche articolista di NFA, da porsi in relazione con le iniziative Islandesi ed Equadoregne, con qualche giudizio sulla posizione privilegiata che il sistema bancario ha assunto in EU.

Le chiedo però cosa lei intenda per "austerità". Perché io intendo semplicemente "controllare i conti", ovvero non dilapidare. Lei cosa intende?

Perché vede, la parola "spesa pubblica" include molte voci, e la capacità di un sistema pubblico privo di controllo ed esteso come il nostro, di crearne di inutili o di gestirle in modo insulso è praticamente infinita. O no?

 

Relativamente alla stretta monetaria, essa è stata evidente all'inizio dell'era Euro (ovviamente, il primo interesse della banche private che la gestiscono è stato quello di evitare che gli interessi sui propri crediti non venisse intaccato dall'inflazione).

Successivamente, non venendo restituiti i debiti agli stati, le banche si sono trovate in pericolo, e questo ha fatto aprire le cateratte alla BE. Ma solo nei confronti delle banche, ed al solo fine di permettere agli stati di finanziarle.

Nulla di tutto ciò arriva al sistema economico reale. Sia perché alle banche non interessa più finanziarlo, sia perché gli stati rendono tutto quanto ricevuto a prestito direttamente ai creditori (all'85% banche), in un circolo vizioso a favore di questi ultimi (infatti il saldo primario sarebbe positivo).

 

Questo circolo vizioso è ovviamente da interrompere. La soluzione proposta da NFA/FID mi sembra quella di trovare il modo di ristrutturare le spese (che non deve significare, a mio avviso, diminuire i servizi.  Semplicemente privatizzarli, limitando l'azione di assistenza sociale pubblica all'erogazione dei "buoni" freidmaniani, eventualmente a prestito) per diminuire il debito e quindi gli interessi.

 

A mio avviso non basta. C'è tutto il problema dei sistemi giuridico e politico italiani, ormai sfasciati,  da risolvere, e da cui l'economia non può prescindere. 

E la gestione privata della sovranità monetaria si è dimostrata troppo pericolosa.   La stretta monetaria iniziale lo ha dimostrato. L'attuale stampa forsennata, anche. Qualcuno ne deve parlare.

 

austerità

maresp 19/11/2012 - 22:49

guardi, sul fatto che la spesa pubblica sia in parte fatta di sprechi, privilegi, e che questo generi squilibri e in ultima analisi anche mancata crescita economica sono completamente d'accordo, come credo qualsiasi persona che non sia beneficiario di uno di questi benefici pubblici. il mio punto di vista è che però in questa fase fortemente recessiva il taglio della spesa aggrava la recessione fino ai livelli molto pericolosi a cui stiamo arrivando. se fossimo in un mondo perfetto si potrebbe spostare la spesa improduttiva per fare investimenti, senza abbassarla nel complesso in modo da sostenere il sistema economico. nel mondo reale però, visto che chi sceglie quali tagli fare sono in genere i beneficiari della spesa improduttiva, vengono tagliati servizi essenziali in modo indiscriminato mantenendo la parte improduttiva. da quello che vedo tutti i giorni intorno a me se non si prende qualche provvedimento drastico per andare OLTRE l'austerità (ovvero aumento di tasse e diminuzione di spesa), ci sarà ben poco da fare nel futuro.

maresp, mi permetto un piccolo dettaglio.
credo che tu sia completamente fuori punto: qui NESSUNO vuole l'austerità con più tasse e meno spesa. ma l'austerità con MENO tasse e meno spesa.