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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Conclusione

amadeus 19/11/2012 - 15:18

 

occorre che in europa la gente cominci a svegliarsi e rendersi conto che deve lavorare di piu' e piu' a lungo. 

Che questo sia il punto di arrivo ci sono pochi dubbi. Su come arrivarci mi sembra che il dibattito sia aperto e le opinioni piuttosto variegate. Il problema è che gli aggiustamenti non sono mai facili perchè tutti vorrebbero che ad aggiustare (leggi: a rimetterci) fossero sempre gli altri o quantomeno a cominciare dando il 'buon esempio'.

 

Alberto ha elegantemente descritto la situazione ma alla fine non è ben chiaro perchè l'austerità sia sempre migliore dell'aggiustamento soft: l'impressione è che non ci sia una terapia migliore in assoluto. Posto che, as usual, è sempre una questione di incentivi, è possibile (auspicabile) che la cura venga applicata gradualmente oppure con una terapia shock ?

 

Se è vero che abbiamo vissuto/stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi un argomento rivelatore potrebbe anche essere quello delle 'partite correnti', che sarà anche mercantilista, ma mi sembra piuttosto efficace. In fondo se l'Italia importa (consuma) più di quanto esporta (produce) è un argomento comprensibile a tutti.

Quindi se vogliamo ricominciare a crescere dobbiamo chiudere il gap di competitività ovvero dobbiamo produrre di più qualcosa che serve agli altri. In quest'ottica un aumento del reddito che si traduca in maggiore import sarebbe solo un palliativo che alla lunga non risolverebbe alcun problema. Ad esempio una maggiore spesa pubblica in infrastrutture sarebbe controproducente perchè farebbe crescere le importazioni ma non sarebbe rivendibile all'estero.

 

Coerenza intertemporale non vuol dire che i debitori di oggi dovranno produrre di più in futuro (a parita di consumi) per ripagare i propri debiti ?