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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Scusa ma io non sto sognando nessun QE sto solo chiedendo come sia possibile che la soluzione sia SOLO nel lavorare di piú. Io ho clienti che non chiedono di meglio ma la domanda é in calo perché la gente non ha soldi da spendere e perché la concorrenza dei paesi dell'est ha prezzi che sono circa la metà e (dato che la crisi c'é anche da loro) cercano di entrare nel nostro mercato (l'ultima fiera di settore erano piú espositori stranieri che italiani)) . I miei clienti possono cercare di diventare piú competitivi, su questo sono (a mio avviso) colpevolmente in ritardo ma comunque sembra esserci piú offerta che domanda.Molti sono destinati a chiudere (stanno già chiudendo). Ripeto la domanda articolandola meglio : come puó la soluzione essere solo nel lavorare di piú ? Poi:lavorare piú dei cinesi é come dire che la soluzione per diventare campione di boxe é menare piú di Tyson...gia perso.Quindi non si confuta Seminerio ( non con questo argomento almeno).

Soprattutto: se la soluzione é solo nel lavorare di piú...di cosa stiamo discutendo? A cosa servono i 10 punti di FID? Io da quella affermazione vedo piú confutato quello che si dice qui piuttosto che quel che dice Seminario.E non mi piace!

Quindi chiedo: é veramente tutto lí o é parte di una analisi piú complessa (che mi piacerebbe leggere).

"Scusa ma io non sto sognando nessun QE sto solo chiedendo come sia possibile che la soluzione sia SOLO nel lavorare di piú."

 

Il punto è che, pur ammettendo che siamo in una recessione (come fa Bisin nel post), gli strumenti per uscirne nella maniera più diretta non sono nella nostra disponibilità.  Quindi, come osservatori dell'economia potremmo stare tutto il giorno a ripetere che la BCE dovrebbe fare quantitative easing, e forse anche che l'Unone Europea dovrebbe permetterci di derogare dai nostri impegni sul deficit.  Ma se ci si chiede quale sia la strada migliore per il governo, la politica e le istituzioni italiane, allora c'è solo una risposta coerente e che non inganni la gente: è quella di lavorare meglio, fare le riforme strutturali ecc.  Tra i due punti di vista non c'è alcuna contraddizione, anche se è facile prevedere che proporre riforme strutturali in una congiuntura comunque negativa sarà cosa molto ardua (perché se la congiuntura va male le riforme perdono credibilità, e inoltre i "perdenti" dalle proposte di riforma hanno molto da perdere, e sono più organizzati in difesa dello status quo).

Se permetti la lingua italiana non sará la matematica ma non é comunque un'opinione. Dire che in ITALIA bisogna fare "riforme strutturali e lavorare meglio" , non equivale a:

Occorre che in EUROPA la gente cominci a svegliarsi e rendersi conto che deve lavorare di piu' e piu' a lungo.


Mi sembrano concetti diversi (magari non in antitesi ma diversi) soprattutto nelle implicazioni,  cioè in quello che ne consegue.

Mi piacerebbe un approfondimento

Sì, anch'io

valerio 19/11/2012 - 23:39

Anch'io desidero un apporfondimento.

Io le due cose non le vedo in contraddizione, anzi.