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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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Per definizione se la pressione fiscale aumenta (in rapporto al  PIL, si intende), aumentano le entrate (aumentano piu' di quanto aumenti il PIL). Questo perché la pressione fiscale si misura ex-post, quindi se è aumentata, ... lo è.

Forse intendevi dire che non sempre se aumentano le aliquote aumenta anche il gettito. perché le aliquote si determinano ex-ante, poi il gettito dipende anche da come va l'economia e da quanto le persone sono disposte a farsi spremere se la misura è eccessiva. 

Chiarito questo, che spero trovi tutti d'accordo oltre ad uscite ed entrate c'è anche il grande tema della vendita dei "gioielli di famiglia". Che quando si realizzano sono entrate extra-tributarie e non incidono sulla pressione fiscale.  A ma pare che nessuno qui tra i redattori, Bisin compreso, abbia mai proposto di aumentare la pressione fiscale. Il pasticcio nasce forse dal termine "riaggiustamento fiscale" per me è durato pochi secondi, il tempo di chiarire che per evitare malintesi sarebbe meglio parlare di politiche di riduzione dell'indebitamento.  Visto che siamo in tema di fisco e di "lezioni dalla Svizzera" ne approfitto per spiegare che in CH 10 anni fa è stata impostata una politica di freno all'indebitamento che ha avuto ottimi risultati e che è partita con un referendum popolare per inserire nella Costituzione un articolo (il 126) che potesse fare da punto di riferimento per ogni politica tesa a ridurre il debito (pur non eccessivo, forse uno dei piu' bassi d'europa). Quindi tutto è partito con un voto popolare (democrazia diretta)  come base legale per l'azione di governo.

Beh, il tuo ragionamento funzionerebbe se il PIL aumentasse sempre.

Se la pressione fiscale aumenta (come da noi) ma il PIL diminuisce (come da noi), non è detto che le entrate aumentino.

Se poi ragioni in temrini reali (al netto dell'inflazione), vedrai che l'effetto Monti è stato proprio questo: aumento della pressione fiscale (%sul PIL reale) e diminuzione delle entrate (reali).

Esattamente il contrario della politica di Reagan, che abbassò enormemente la pressione fiscale (le aliquote) ritrovandosi, per effetto dell'aumento del PIL, un gettito molto maggiore.

Proprio ciò che ci vorrebbe oggi in Italia.

 

L'altro punto è quello della "vendita dei gioielli di famiglia".

Sono in disaccordo nel chiamarli "gioielli di famiglia".

Io le chiamerei "le vergogne nazionali".

RAI (che un referendum volle invano privatizzare), SANITA', ISTRUZIONE, PARTECIPAZIONE ATTIVITA' ECONOMICHE LOCALI, MUNICIPALIZZATE (CHIAMATE IMPROPRIAMENTE EX), TRASPORTI PUIBBLICI.

Sarebbero questi i "gioielli"?

Più delicato il monopolio dell'energia.

E' ovvio che auspicherei un libero mercato, ma se la privatizzazione dell'enel lo fa la ns. classe politica di incapaci e rapaci senza controllo, quale orrendo momopolio privato creerebbero?

Reagan ha aumentato il debito, a quanto ne so. Specialmente perche' la supply side mi pare wishful thinking. La sanita' e l'istruzione sono i nostri oggetti piu' preziosi. Se non ci fossero stati certi politici/sacerdoti/santoni/imbonitori a sperperare e spartirsi i soldi pubblici. I diritti fondamentali siano pubblici. Altrimenti e' Darwinismo sociale, e' la strada del terzo mondo.