Titolo

Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

6 commenti (espandi tutti)

ma e' anche colpa mia che ho assunto che il lettore riempisse le parti che mancavano. Per esempio leggendo il vecchio post di alberto linkato in risposta da GiovanniVera (in sostanza: possiamo lasciar fare le auto ai serbi ed essere felici lo stesso - il problema essendo proteggere il consumo dei lavoratori piuttosto che il loro vecchio lavoro). Ma il senso del mio post era piu' quello di cercare di rendere il lettore consapevole che per anni e anni, in Italia, c'e' stata in atto un massiccio trasferimento di risorse intergenerazionale che andava dai giovani e dai non nati verso gli adulti di allora.  Questo problema non e' mai stato affrontato e si traduce nella situazione finanziaria attuale. Pretendere che possa essere risolta con miracoli di politica monetaria mi pare assurdo. Dovrebbe essere gia' tanto sapere che dovrebbe, secondo i calcoli del nostro Brusco, bastare una riduzione di spesa piuttosto mediocre, 6 punti di pil in 5 anni. 

Però quello che mi chiedo io è come mai nei 10 punti non si accenna a nulla che riguardi l'Europa e la moneta unica. Voi di FiD (o nfA) considerate la costruzione di questa benedetta unione monetaria come stabile e che nel suo complesso non necessita (al momento) di grandi revisioni, oppure c'è qualche cosa che non funziona e va cambiato alla svelta?
Perché la Spagna e la sua economia si stanno sfaldando sebbene la pressione fiscale bassa e le ruberie della politica poche (se paragonate a quelle nostre e della Grecia)? Non è forse una spia di allarme che qualche cosa nell'Euro non funziona a dovere? La Slovenia sta per fallire e lo farà prima della Spagna, perché?

Vedi oggetto.  FID si propone di interrompere una situazione di generale declino del paese che dura da almeno venti anni, e non ha di per sé molto a che vedere con la crisi globale iniziata nel 2008, o anche con la crisi dell'Eurozona.  Paesi come la Spagna e soprattutto l'Irlanda sono in una situazione diversa: nel loro caso, ha evidentemente senso pensare che l'unificazione monetaria sia stata fonte di difficoltà.  Ma il declino italiano ha chiaramente ragioni strutturali, e del resto è avvenuto anche in concomitanza con eventi quali l'uscita dallo SME nel 1992, e con il periodo di "boom" dei paesi periferici dell'Eurozona nei primi anni 2000:  questo fatto smentisce completamente la tua tesi.

Guarda che non sto discutendo la parte della crisi specifica dell'Italia, incontestabile ovviamente, quello che cerco di capire è quale possa essere la visione di FiD/nfA riguardo l'Euro/Europa. Secondo me nella moneta unica ci sono problemi di stabilità con il risultato di penalizzare oltremodo i paesi in cui si manifestano debolezze. Manca insomma quella filosofia statunitense "United we stand, divided we fall", che poi si traduce nei mercati con spread stellari e interessi insostenibili perché da un lato l'autonomia monetaria manca da parte dei singoli paesi e dall'altro manca alcuna certezza o regola precisa che definisca per bene chi resta dentro e chi va fuori dal club dell'Euro.

Sarà un abbaglio mio ma l'€ mi sembra progettato come se l'economia dovesse andare sempre bene.

Concordo sul fatto che l'Italia abbia bisogno di una riduzione della pressione fiscale su cittadini ed imprese ed anche che sia necessaria una riduzione della spesa pubblica per finanziarla oltre che per raggiungere il pareggio di bilancio, ma Corrado Ruggeri si chiedeva quanto gli Italiani debbano impoverirsi o ammazzarsi di lavoro per non diventare disoccupati per colpa della concorrenza della manodopera straniera (letteralmente ''quanto deve lavorare di più un piemontese per tornare competitivo?'' ). Il post di Bisin sui vantaggi comparati a cui aggiungerei quello di Boldrin sui costi di riallocazione di capitale e lavoro   http://noisefromamerika.org/articolo/horror-economics-ii   mi  sembra rispondano alla sua preoccupazione.

Giovanni, ti ringrazio per lo sforzo (peraltro superfluo in quanto avevo letto al tempo i due articoli) ma guarda che, da parte mia, non c'é proprio nessuna preoccupazione sull' argomento. Lo usato come esempio (a caso tra i tanti possibili, vedi badanti e mortadelle ;-) per fare una domanda retorica legata al commento di Francesco. Al solito mi son dimenticato del consiglio di Flaiano : "se lei si spiega con un esempio, non si capisce piú niente" :-)