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Due argomenti fallaci riguardo alla politica fiscale in Italia oggi. I: Austerita' e recessione

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sottotitolo: le cause profonde dell'austerità.
come recuperare un differenziale di 25-30% di inflazione accumulato fra Italia e Germania dall'introduzione dell'Euro?
1) uscire dall'euro recuperare un cambio corretto fra germania e italia. la svalutazione da effettuare sarebbe pari al differenziale di inflazione accumulato. ipotesi per ora politicamente non percorribile.
2) nell'impossibilità di svalutare la moneta svalutare costo del lavoro. importo della svalutazione di nuovo pari al differenziale accumulato. il governo monti sceglie l'unica alternativa rimasta. problema. nella storia non è mai successo che un programma di questo tipo abbia dato risultati sperati. per la semplice ragione che man mano che si recupera competitività svalutando il lavoro, il mercato interno crolla.

il governo mente.

il significato autentico della parola austerità nel contesto che stiamo vivendo è svalutazione del lavoro.

scegliete voi cosa preferite 1) o 2)?

cordialità

m.

Quella da te illustrata è una visione parziale e direi anche pessimistica. Il costo del lavoro italiano non è affatto basso, è anzi tra i più alti in Europa. Quello che davvero "svaluta" il lavoro (nel senso comune del termine) in Italia sono una varietà di fattori, tra cui il "cuneo" tra il costo del lavoro come effettivamente viene pagato, e ciò che rimane al lavoratore, nonché la generale difficoltà di fare impresa ed investire nel paese (quantificata ad esempio dalla Banca Mondiale nell'indice Ease of Doing Business, che ci vede tuttora dietro gli altri paesi OCSE). Su tutti questi fattori il governo Monti non ha finora agito se non in modo insufficiente. nfA aderisce all'iniziativa Fermare il Declino, che si propone invece di attuare interventi decisi.

continua a sognare se vuoi le magnifiche sorti e progressive del club euro. ti consiglio però di preparati a campare con un 30% in meno. o a lavorare un 30% in più. questo è il costo della tessera del club. il resto è filosofia.
caro tizioc è ora di svegliarsi e fare i conti con la realtà. mario monti vuole i tuoi soldi. e li vuole adesso.

Il calo delle possibilita' di consumo degli italiani nei prossimi anni ci sara' sia con che senza l'euro. Il problema e' come affrontare questo calo come collettivita' senza drammi sociali e distribuendolo il piu' equamente possibile.

Concordo con il tono del tuo commento, almeno per quello che sottitende, sulla gravità della situazione ,  sulle conseguenze del non affrontare i problemi, e che tutto ciò possa portarci all' alterna tiva ; uscita dall' euro o drastico  abbassamento dei salari.

Sono almeno 20 anni che non si prendono seriamente in mano i problemi,e si perchè è nel 1992 che suonò l' allarme per il nostro debito pubblico, si fecero alcune cose, si tassò , si svalutò la lira, si iniziarono alcune politiche atte a creare un vincolo esterno alle politiche di bilancio e anche l' entrata nell' euro rientrava in queste politiche, ma non si sono tratte tutte le conseguenze del caso, molte cose non sono state fatte altre si sono aggravate. Se avessimo avuto la lira la resa dei conti sarebbe avvenuta prima del 2011. Se non avessimo avuto l' euro avremmo venduto meno titoli di stato sui mercati internazionali e ci saremmo fermati prima nel creare debito pubblico. Nel passato la stragrande maggioranza del debito pubblico era detenuto da investitori nazionali, sia perchè il risparmio nazionale era sufficiente per acquistarli,ma anche perchè gli investitori esteri erano restii a sottoscrivere titoli di stato emessi in una valuta che si deprezzava facilmente. A seguito della perdita di fiducia sulla nostra capacità di ripagare il debito, molti investitori hanno venduto e sottoscritto meno titoli e causato i noti aumenti degli spread. Si deve aggiungere che chi doveva vigilare su queste cose era affaccendato in tutt' altro. Il governo Berlusconi politicamente finito alla fine del 2010, ha trascinato la sua inattività per un' altro anno, mi ricordo nel giugno 2011 Tremonti che diceva che i conti erano a posto che ipotizzava una correzione di Tre Miliardi, ho perso il conto dei Miliardi di tagli e tasse che ci sono stati imposti e non bastano ancora. Un anno fa la nave Italia era in piena tempesta e dava l' impressione di fatto che nessuno era al timone, praticamente alla deriva. Con il governo Monti almeno si è rimesso qualcuno al timone della nave e ha fatto quello che ha potuto, con la sua " strana maggioranza" Nonostante la gravità della situazione non si è colta la necessità da parte delle forze politiche di creare un clima da " Grande Coalizione " per cercare di iniziare a rimettere a posto le cose ,ma hanno continuato a giocare di tattica e di fatto ostacolando il lavoro del governo Monti, pensando a futuri riposizionamenti. Purtroppo ha ragione il prof. Bisin " l'argomentazione che politiche di riaggiustamento fiscale, nel mezzo di una recessione, non sono desiderabili perche' sono controproducenti in quanto aggravano la recessione stessa non e' solo fallace da un punto di vista logico ma spesso intellettualmente disonesta" Tutto questo incide concretamente sulle nostre vite, ma non vedo altenative, si spera solo che la cura non ammazzi l' Italia ma sicuramente le vite di molti italiani sono e saranno messe a dura prova. Speriamo che gli altri partner europei non si approfittino della nostra oggettiva situazione di debolezza, anche se ci siamo cacciati nei guai da soli, a cui si aggiunge una comunicazione effettivamente difficile con la Germania. Su you tube ho trovato la registrazione di un dibattito fra il Prof. Stiglitz e il Prof. Monti "Oltre l'austerità: politiche alternative per l'occupazione e la crescita" www.youtube.com/watch?v=za0wRdYG4c8 ho trovato molto interessante tutto il dibattito e mi ha colpito il passaggio della difficoltà nel rapportarsi con la Germania ( circa a 1 h 14 ' della registrazione ) dove Monti dice che per i tedeschi " L' Economia è un ramo della filosofia morale e la crescita è il merito del comportamento virtuoso", e della difficoltà di spiegare ai tedeschi che l' investimento pubblico è una politica dell' offerta e non solo della domanda. Se questi sono i riferimenti ideali della classe politica tedesca non oso pensare cosa veramente pensino dell' Italia e le conclusioni che ne trarranno.

quando l'italia entrò a far parte del club dell'euro, tutti noi, credo, ci siamo sentiti inorgogliti dal fatto che nonostante pochi anni prima avevamo svalutato, nonostante gli atavici problemi della struttura della nostra spesa pubblica, gli squilibri, la corruzione, un sistema produttivo protetto e poco incline alla concorrenza, noi ce l'avevamo fatta eravamo nel club che conta. insieme ai paesi che guardavamo come fari di civiltà. era il 1999 e sulle note dell quinta sinfonia, davanti ad un commosso ciampi, la storia andava avanti e noi eravamo protagonisti.
da lì in poi sono cominciate le note dolenti.
aggancio ad un cambio fisso con paesi più forti. tutti forse si soffermano a pensare che questo è un bene, perché non permette il trucchetto della svalutazione. ma c'è un'altro effetto su cui pochi hanno ragionato eppure è sotto gli occhi di tutti. i paesi forti, sapendo di non dover subire perdite dovute al cambio cominciano a prestare soldi ai paesi meno forti. aprono le filiali delle banche estere che offrono finanziamenti per il credito al consumo e per i mutui. non solo, offrono anche soldi, tanti soldi allo stato in tutte le sue innumerevoli diramazioni. regioni comuni, provincie e stato centrale sono invasi da capitali a basso costo. euforia. i prezzi delle case schizzano in su. un pochi anni il valore degli immobili cresce. tutti contenti? a parte chi la casa no ce l'ha e accede al mercato non per speculare ma per vivere. altro problema. afflusso di capitali significa anche inflazione. cominciamo ad accumulare un differenziale di inflazione con la germania. poco, ma 1-2% l'anno. vuol dire nostre merci più care. e la crescita stenta. i nostri governi pensano. sosteniamo l'economia. spesa pubblica italica a tassi teutonici. evviva. le aziende per recuperare competitività delocalizzano. la crescita stenta ancora. altra spesa pubblica. accumuliamo debito estero tutti. stato famiglie imprese.
e come un tizio che precipitando da un grattacielo continua a dire "fin qui tutto bene, il problema non è la caduta, è l'atterraggio" un bel giorno l'atterraggio avviene. i creditori internazionali cominciano a ritirare i soldi prima con tanta generosità prestati e lo spread s'impenna. i mercati hanno paura. l'euro così com'è no va. non può durare. troppi squilibri generati. prima che si spacchi rivogliono i loro soldi indietro.
il resto è cronaca.
saluti
m.

Non mi quadra un particolare, " i paesi forti, sapendo di non dover subire perdite dovute al cambio cominciano a prestare soldi ai paesi meno forti" mi sembra una frase poco sensata, perchè nessuno può prestare soldi con la pistola alla tempia, TUTTI i soldi prestati sono stati richiesti esplicitamente e volontariamenti dai paesi spendaccioni, che nonostante fosse ovvio a chiunque fosse dotato del sia pur minimo buonsenso che al primo stormir di fronde la pacchia sarebbe finita hanno proseguito sperando in un effetto miracoloso della spesa pubblica improduttiva sulla crescita economica, e di questo stiamo pagando il pegno.
Dato che il 99% del differenziale di inflazione che c'è tra Italia e Germania sta nei servizi gestiti attraverso la famosa spesa pubblica generatrice di profitti privati cerchiamo di non scaricare le colpe a chi si è fidato di noi e adesso si fida molto meno.

caro pietro. non è mia intenzione additare le colpe ai tedeschi o ai lussemburghesi della nostra situazione attuale. quando si adottano rigidità di cambio fra paesi disomogenei che solo per semplicità possiamo chiamare forti e deboli, questo è esattamente quello che succede. il caso recente ed eclatante è quello dell'argentina che è stata agganciata al dollaro finché ha potuto. tutte le unioni monetarie fra aree non ottimali non durano. se poi vuoi assegnare le colpe oltre allo stato considera anche colpevoli tutti quelli che hanno fatto un mutuo con una banca estera o chi ha acquistato una macchina straniera con la finanziaria. la dinamica è la stessa. considera quello che è successo alla spagna. chi ha finanziato l'enorme bolla immobiliare iberica? le banche del nord. perché davano i soldi in prestito? perché ritenevano che fosse conveniente per loro. e finanziavano i clienti delle loro industrie. non ci sono buoni o cattivi solo un sistema in cui perdiamo tutti. prima termina meglio è. oppure credi alla favola del più europa? credi che i tedeschi siano disposti a fare a noi quello che il nord italia fa col sud? e lo ritieni auspicabile? io francamente no.