Titolo

Perché votare FARE per Fermare il declino, in Pillole

7 commenti (espandi tutti)

guess who

marcodivice 1/2/2013 - 15:15

 

 

“L’indicazione di probabilità quantitative può dare all’investitore un’ingannevole impressione di certezza”.

la soluzione all'indovinello, qui

però, perè

dragonfly 1/2/2013 - 18:34

nel merito, ha ragione vegas. che ovviamente non sa di cosa parla, e se anche lo sa, comunque  lo dice con intenti non confessabili.

nondimeno, i quant possono sbagliare. sarà sempre meglio che sbagliare in malafede, ma sempre sbagli rimangono. tanto più costosi, quanto più ci si è fatto affidamento prima.

terraterra: la lista dei firmatari dell'appello cui vegas risponde, oltre all'ottimo cherubini, contiene pure una bella fila di tromboni regolatori, tutti ansiosi di proteggere il risparmiatore dal mercato cattivo. andassero tutti a far del bene da un' altra parte, che delle consulte a tutela del risparmio con annessa distribuzione di cadreghe, veramente non se ne sente il bisogno.

numeri

marcodivice 1/2/2013 - 19:23

non conosco cherubini, tantomeno i firmatari dell'appello che mi era ignoto prima di leggere il post.

 

trovo molto bizzarra, anzi sconcertante, l'affermazione perchè sono abituato ad associare al concetto di rischio una probabilità quindi un numero. 

Partendo da questo, lo sviluppo di quel post è per me che non sono addetto ai lavori, coerente.

Per una volta non son d'accordo con te, nella lista ci sono pure Corielli e altra gente che sa cosa sia una martingala, e che non credo vada firmando appelli a caso. Ovvio che Camusso ha firmato solo perche' le sembrava una cosa contro il mercato cattivo, come dici tu. Il problema, che sicuramente conoscerai, e' che se su un documento informativo mostri una scenario analysis senza dire che lo scenario 1 ha una probabilita' del 95% e lo scenario 2 del 5% non stai facendo un grosso servizio a chi compra. Leggiti tutto l'appello e poi sappimi dire, chiedono di inserire una tavola di probabilita' con un confronto con un asset risk-free.

Se trovo il tempo, leggo, penso e commento adeguatamente. Il punto di Dragonfly, concettualmente, è fondamentale. 

e adesso mi piacerebbe avere pronto un commento ben ponderato; ma la questione oltre ad essere inquinata dal riferimento alla cronaca,(che genera un mucchio di fraintendimenti spesso interessati) è comunque "difficile", almeno per i miei mezzi culturali. insomma, ce provo, ma per arrivare a vegas ci vorrà un po'.

 

al prof. cherubini, bravissimo per carità, è scappata la frizione. ritenendo, con molte buone ragioni, che la scienza di cui si occupa sia negletta, ha sentito il caso mps come ulteriore ed emblematica conferma: se si fossero consultati di più e meglio i quant- è la sua tesi- questi avrebbero capito le insidie dei derivati e mps non sarebbe finita nei guai.

niente di più distorto: mps è finita nei guai per lo sconsiderato acquisto di antonveneta (pagata cash! mica ingegneria finanziaria), i derivati successivi, come lo stesso cherubini conferma,non avevano particolari opacità, e sono stati utilizzati per poter taroccare in fretta il bilancio, cioè per rinviare disperatamente il redde rationem. si capisce poi che, vista l'urgenza e gli importi, il famoso boss di nomura si sia preoccupato di avvisare mussari che le spese sarebbero state alte, più alte del mercato. in una situazione del genere, un quant sarebbe servito come una bicicletta a un pesce.

 

se ci è cascato unatantum cherubini, figuriamoci cosa ne capiscono la camusso (in buona fede) e i vari paladini dei consumatori, la cui la buona fede è dubbia. questi firmatari abusivi dell'appello, da tempo sostengono che i derivati sono truffe, da regolamentare/tassare/vietare e soprattutto da non onorare se si va in perdita.

di più, se un quant, però con i titoli in ordine e certificati dall'autorità, "legge" un prodotto finanziario, può distinguere con criteri oggettivi il fungo velenoso dai buoni e così tutti guadagneranno sempre. vi sembra assurdo? è la precisa logica con cui ABI anni fa, proprio per il retail bisognoso di maggiore tutela, lanciò PattiChiari, una specie di bollino blu applicato ad obbligazioni "sicure", a bassa volatilità, monitorata costantemente dal Var, mica pizza e fichi. chi vuole, puo divertirsi a vedere che fine ha fatto. su un piano meno provinciale, i tanto discussi rating di agenzia non sono molto diversi. il regolatore ha voluto fortissimamente renderli obbligatori, e ancora non si captano resipiscenze a riguardo.

 

le stime probabilistiche si fanno, se ne faranno sempre di più, sono molto utili e, sotto sotto, sarei contento che me le fornissero gratis. ma

1) sono MPS e allora dovrei già sapere quello che compro, le stime me le produco da me. se non fallisco erano stime buone, migliori di quelle dei concorrenti

2) sono la casalinga di voghera. per questa, un buon proxy dell'investimento senza rischio a cui rapportare tutti gli altri, è sempre stato il cct, le cui traversie recenti e sconvolgenti sono ben note. se ha dovuto liquidare in perdita, adesso a chi chiede il rimborso,? magari assitita da rosario trefiletti, con la stima probabilistica esibita come prova.

 

"what if" , cioè  tratteggiare scenari qualitativi, è meglio. meglio ancora andare su mercati liquidi.

(certo che mai avrei immaginato di difendere vegas)

non concordo e secondo me il giudizio è condizionato dall'appello.

 

quello di cherubini è un post, non un articolo. se leggi quello che scrive su mps sul suo blog, sarà chiaro che per lui la causa del tracollo non è nemmeno Antonveneta, che è la causa occasionale, ma la qualità delle persone e in definitiva l'intreccio banche politica.

 

 

Non condivido assolutamente la considerazione sulla casalinga di voghera. la stima probabilistica è un'informazione aggiuntiva. c'è chi la sa leggere, chi si rivolgerà ad un consulente e chi invece si fiderà della sua banca o chi per essa. Mi riesce difficile immaginare come una stima di probabilità possa dare l'impressione di certezza e trovo sconcertante che lo dica la consob. cherubini centra l'esempio è come il chirurgo che ha paura del sangue.