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Perché votare FARE per Fermare il declino, in Pillole

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Sono d'accordo con la maggior parte del programma di FARE, ma secondo me le privatizzazioni di aziende pubbliche non funzionano, o almeno non sempre e non tutte. Partendo dal principio che: una volta venduta, un'azienda statale che fornisce servizi al cittadino passa sostanzialmente da non-profit ad azienda con scopo di lucro, non si torna indietro. Questo è quello che succede, e che è successo in altri paesi. E adesso ci si pente.

Prendiamo le ferrovie, per esempio. Esse  in genere si dividono in infrastruttura ferroviaria e servizio ferroviario. Nel caso dell'Italia sono entrambe aziende statali, ovvero le paghiamo noi, e nella maggior parte dei casi si favoriscono l'un l'altra, che è giusto.  Non saranno efficientissime, ma offrono un servizio per tutti e alla portata di tutti, ovvero tutti possono permettersi un biglietto.

L'infrastruttura sarà molto difficilmente privatizzata, perche non se la comprerebbe nessuno! Costa troppo e non rende niente! Ci devi fare manutenzione periodicamente e se non lo fai va in malora ... e dopo rimetterla in sesto costa ancora di più. Quindi rimarrà allo stato. Il servizio ferroviario può essere invece molto lucrativo, soprattutto per alcune tratte. Parlo delle linee pendolari per raggiungere i centri urbani in certe fasce mattutine. Se oggi un biglietto ordinario costa 2.5€ per una tratta di 15-20km a qualsiasi ora della giornata, chi impedirà ad un privato di far pagare prima 5€, poi 10€, poi 15€ per la fascia 7.30-9.30 del mattino? La cosa triste è che le persone ci devono andare comunque a lavoro e quindi saranno costretti a pagare. Mi direte: ma le regole della libera concorrenza lo impediranno! I costi si abbasseranno perché più aziende entreranno in competizione per una stessa tratta. Sbagliato. È tecnicamente impossibile per l'infrastruttura gestire più aziende sullo stesso binario. Quindi ci sarà un azienda per ogni regione, un po' come adesso, ma ognuna sarà libera di imporre i propri prezzi, sottopagare il personale, arrivare in ritardo e avere treni fatiscenti. tanto il passeggero non ha alternativa!! Pensate a quanto ci si può guadagnare!Quasi quasi me ne compro una anch'io, tanto sono sicura che lo stato venderà le tratte a buon prezzo! Risultato? Allo stato resteranno i costi (l'infrastruttura) e al privato andrà tutto il profitto (cioè le tratte). E al cittadino? servizio pessimo, costi altissimi! provare per credere.

E poi fatevelo dire, questa storia della libera concorrenza è una bufala, un'illusione. Prima o poi la spuntano solo in poche, che si ingrandiscono sempre di più acquistando prepotentemente le concorrenti (guardate cosa succede per le banche e le farmaceutiche). La differenza è, ahimè, che quando l'azienda era ancora statale, almeno il suo scopo era quello di offrire un servizio al cittadino.

Le aziende statali sono preziose, sono mie, sono nostre! Non vanno vendute, ma solo migliorate. Io darò il voto a chi mi fa questa promessa.

Le aziende statali sono preziose, sono mie, sono nostre! Non vanno vendute, ma solo migliorate. Io darò il voto a chi mi fa questa promessa.

 

che fortuna che hai! puoi votare  qualunque ALTRO partito, a riguardo hanno tutti un track record praticamente impeccabile.

Quello che dici sarebbe vero se lo Stato concedesse posizioni di monopolio ai privati, il che è in realtà in contrasto con una sana politica di privatizzazioni (come quella di FARE).
Parto subito con un esempio concreto e poi spiego meglio:
mi hai fatto venire voglia di partire Lunedì mattina per arrivare a Roma (parto da Padova) cercando di spendere il meno possibile. Ho l'opzione due operatori:

- Trenitalia con il suo Frecciargento a 75 euro;

- Ntv con Italo a 51 euro (il più basso sarebbe 41, meno dell'intercity, però è già esaurito).

Ora puoi rigirarti la tua domanda: chi garantisce la cosìdetta "utilità sociale" del trasporto ferroviario? Chi garantisce ad un ipotetico figlio di operai un trasporto economico e veloce? Discorso analogo si può fare con tutti quei settori liberalizzati e ben regolati, come il trasporto aereo, la telefonia mobile etc..

 

Ora, torniamo alla questione del privato che una volta aggiudicata una tratta ferroviaria potrebbe lucrare alzando i prezzi a piacimento (mi verrebbe da dire che si possono far circolare più operatori sulla stessa tratta e nella stessa fascia d'orario, però fingiamo pure che non sia possibile).
Beh, immagina questo sistema di assegnazione delle tratte: si fa un bando di gara, si pongono i vincoli di servizio da rispettare e si apre al maggior numero di operatori per poi sceglierne uno solo in base alla migliore offerta. Bene, la concorrenza avrà i suoi effetti benefici già qui: chi vuole solo lucrare sarà battuto dall'operatore onesto che propone il giusto servizio ad un prezzo equo.

Però potrai ribattere che una volta vinta la gara nessuno impedisce a questo operatore di cambiare atteggiamento aumentando costantemente i prezzi e ricattando gli utenti con una sorta di "prendere o lasciare". Però in un mercato ben regolato il problema si risolve molto velocemente: l'autorità dei trasporti avrà la facoltà di sanzionare fino alla revoca della licenza per l'operatore che non rispetta gli accordi presi al momento dell'assegnazione della licenza.

Poi nessuno vieta che alla gara possa partecipare anche una società pubblica, però dovrà dimostrare di offrire il miglior servizio.

 

Non ti sembra che questo sistema contenga più garanzie per l'utente rispetto al sistema attuale, dove il monopolista del trasporto regionale (ha poca importanza che sia pubblico, sempre monopolista è) può permettersi pessimi servizi (ho già avuto esperienza di treni che "spariscono" dai tabelloni) a prezzi che non son poi tanto bassi se consideri che una buona parte del biglietto la paghi per mezzo delle tasse.

Se vuoi un altro caso pratico, ecco un esempio di buon funzionamento dell'antitrust.

 

Caro Leonardo, innanzitutto ti ringrazio per la risposta così ben articolata. Al tuo primo commento, quello cio`è sui prezzi del treno Padova Roma:

 

"Ntv con Italo a 51 euro (il più basso sarebbe 41, meno dell'intercity, però è già esaurito)"

 

direi che qui, in un certo senso, ti sei dato la risposta da solo: Il problema non è tanto che non ci saranno i treni a basso costo, quanto che ne metteranno in vendita pochissimi e si esauriranno in breve tempo. Il principio è lo stesso della Easyjet e delle altre low cost. A me sinceramente questo non va bene. io non sono d'accordo che 10 persone paghino 10 euro (per una tratta che normalmente costa 50 euro) e poi il resto è costretto a pagare 60-70 euro una volta esauriti i biglietti a basso costo. Qui non si tratta di andare in vacanza, ma di poter contare su un sevizio che, a differenza dell'aereo, possa garantirmi un viaggio dignitoso ad un prezzo giusto in qualsiasi momento. Non devo essere costretto a prenotare il biglietto settimane prima.  Io ho vissuto per tanti anni in Inghilterra dove vige questo tipo di "libera concorrenza". Alla fine solo in pochi, e generalmente si tratta dei più giovani che hanno molta dimestichezza con internet, riescono ad ottenere biglietti a prezzo ragionevole, mentre gli altri, soprattutto quelli che sono costretti a comprare il biglietto prima della partenza, pagano cifre esorbitanti. Pagano in sostanza quello che non hanno pagato i pochi che hanno comprato il biglietto lowcost. La nazione, all'unisono, ora concorda che la privatizzazione delle tratte operata dalla Thatcher negli anni '70 ha letteralmente distrutto il servizio ferroviario. Ormai per loro viaggiare in treno è considerato un lusso! I treni fanno schifo, arrivano in ritardo o non arrivano proprio. Provare per credere!  

 

Riguardo alle gare e agli operatori onesti e disponesti ti posso dire solo questo: il problema dei bandi truccati lo conosciamo tutti. Se non si riesce a controllare l'operato delle aziende statali, chi mi garantisce che questi bandi saranno in effetti regolari? Seconda cosa. Il processo che io chiamo di "distruzione del servizio pubblico" non è che avviene dall'oggi al domani. È un processo lento ma inesorabile.

 

Qui rispondo alla tua domanda:

 

"il problema si risolve molto velocemente: l'autorità dei trasporti avrà la facoltà di sanzionare fino alla revoca della licenza per l'operatore che non rispetta gli accordi presi al momento dell'assegnazione della licenza."

 

Mai sentito parlare di lobby industriale? Vedi in genere i contratti hanno una scadenza, per cui ogni tot vanno rinnovati e ridiscussi. Magari per i primi cinque anni tutto va bene. Io non suggerisco affatto che l'azienda che ottiene l'appalto non rispetti i termini. poi però succede che, non so, cambia la legislatura. Succede che quei vincoli e quelle condizioni che erano state poste la prima volta cessano di esistere.  Il fatto è che, una volta appaltato il servizio ad un determinata ditta, non è cosi facile cambiare, perchè entrano in atto processi lunghi e costosi (soprattutto per lo stato). A cominciare dagli interminabili ricorsi. La ditta che ricevuto il contratto in origine, che ha quindi fatto degli investimenti, assunto personale e via dicendo, lancerebbe subito l’allarme fallimento. Allo stato questo non fa certo piacere. Quindi, secondo te, da che parte passa il manico del coltello? Quando il contratto viene ridiscusso ecco quindi che i vincoli e le regole poste all'inizio cessano di esistere  e il privato comincia dettare legge. Quella dell'NTV, se mi permetti, è solo la carotina!

 

Un sistema secondo me ci sarebbe, ed è quello che è stato adottato qui in Svizzera: lo stato detiene il monopolio sulle ferrovie, poi appalta determinate tratte ad un privato (ovviamente si tratta di segmenti secondari, non certo la Milano-Roma, che è la più lucrativa!). I prezzi però li impone lo stato, così come le condizioni del personale. In questo modo lo stato si sgrava di servizi che magari on riesce a gestire, da da lavorare ad altre imprese che però operano sotto il "suo" ombrello, e allo stesso tempo garantisce un servizio capillare in tutto il paese. Non è una privatizzazione, perché la tratta rimane in possesso dello stato, ma una forma di PPP, ovvero Public-Private Partnership. Se la ditta non rispetta il contratto, la licenza viene revocata ed il personale assorbito dalle ferrovie statali. Fatto sta, che quando salgo su un treno in svizzera so esattamente quanto mi costerà indipendentemente da quando compro il biglietto.

 

"Non ti sembra che questo sistema contenga più garanzie per l'utente rispetto al sistema attuale, dove il monopolista del trasporto regionale (ha poca importanza che sia pubblico, sempre monopolista è) può permettersi pessimi servizi (ho già avuto esperienza di treni che "spariscono" dai tabelloni) a prezzi che non son poi tanto bassi se consideri che una buona parte del biglietto la paghi per mezzo delle tasse."

 

No, non mi sembra. Che garanzie da' il privato, scusa? prendi Easyjet, se i voli sono cancellati devi fare una trafila allucinante per avere il rimborso. Se ti offrono l'hotel, in genere è quello più scadente. Il trasporto dall'aeroporto all'hotel e viceversa devi pagartelo tu. non ti fanno chiamare (come è invece tuo diritto secondo la carta dei diritti del passeggero). Non c'è assistenza in aeroporto se succede qualcosa. il callcenter ti costa più del volo. Loro contano sul fatto che la maggior parte della gente dopo un po' si stanca di chiedere rimborsi perché la procedura è laboriosissima e quindi rinuncia, credimi questo è il loro business model.  Bello schifo! Loro non offrono un servizio di collegamento, perché ad offrire il servizio, aihme, ci pensa l’Alitalia. Se un volo non fa il pieno, prima o poi la tratta sparisce. Grazie ad Airone, Malpensa non è più collegata con la Puglia, per esempio.

 

Ripeto, quello se qualcosa non funzione come dovrebbe, bisogna prima di tutto provare ad aggiustarla. Io vorrei che chi mi rappresenta tenti prima di tutto questa via.

 

 

 

Chiedo scusa in anticipo per il pippone.

La prima parte è talmente tirata da andare fuori strada. Dici che non è giusto che solo i primi si avvantaggino delle offerte low-cost (41 euro nel nostro caso) mentre non appena esauriti questi posti si deve pagare di più (51 euro). Ma ti rendi conto che stiamo ancora risparmiando 24 euro rispetto all'offerta di Trenitalia (75 euro)? Vuoi arrivare ad accusare Italo di fare tariffe diversificate (quando anche Trenitalia le fa, non dimentichiamolo, ed è giusto: ogni viaggiatore ha esigenze diverse) quando in ogni caso ti permette di risparmiare una bella cifra rispetto all'operatore pubblico (e se ti va proprio male paghi uguale)? Ti stanno offrendo un servizio migliore o uguale a quello statale e dici che non è dignitoso...

 

Riguardo ai bandi di gara, vero, c'è chi li trucca, chi corrompe e chi fa attività di lobby. Però fare affidamenti diretti è peggio. Pensa un caso pratico: si istituisce una gara a cui partecipano diversi operatori, alcuni sono "virtuosi" e altri "cattivi". I cattivi possono compiere tutte le scorrettezze che vogliono ma: devono almeno confrontarsi con tutte le altre offerte e rischiare di perdere, gli operatori "virtuosi" denunceranno qualsiasi incongruenza o scorrettezza a loro danno, se l'autorità pubblica non è corrotta vinceranno i "virtuosi" in ogni caso.
Nel caso di un affidamento diretto è tutto più semplice per i "cattivi": non devono confrontarsi con nessuno e nessuno potrà mai provare che la loro offerta era pessima.
Che le gare possano essere truccate non è un buon motivo per dire che sono meglio gli affidamenti diretti.

Per il resto personalmente non sono contrario alla presenza di operatori pubblici. Se un comune-regione-stato vuole costituire il suo operatore con la sua offerta ben venga, ma a patto che si confronti ad armi pari con tutti gli altri operatori privati. Così si crea la situazione in cui l'utente può disporre/scegliere un servizio o uguale a quello pubblico o migliore.

Purtroppo in Italia si è invece prediletto l'operatore pubblico anche quando la sua offerta era pessima, non ci si è preoccupati che il monopolio pubblico presenta molti difetti comuni al monopolio privato, non ci si è curati di eliminare i conflitti di interesse tra operatori, gestori delle reti e autorities pubbliche, si è guardato più all'interesse dell'operatore pubblico che a quello degli utenti (alla faccia dell'utilità sociale). Il caso Arenaways ne è un bell'esempio.

 

Insomma, si può anche essere a favore della presenza di operatori statali ma il vincolo di concorrenza che si ottiene aprendo ai privati è fondamentale per spingere verso un miglioramento dell'offerta di servizi.

PS: il caso delle ferrovie svizzere non è molto distante da quello che avevo descritto nella prima risposta, i punti fondamentali ci sono tutti: 1-gara d'appalto, 2- condizioni per ottenere la tratta e controllo sul rispetto di queste, pena la revoca.
PPS: il problema che hai descritto su EasyJet è anche una questione di autority che dovrebbe intervenire sui comportamenti lesivi per gli utenti (quando ci sono). Comunque accusarla di fornire servizi "minimi" non ha senso, è sempre una questione di diversificazione delle offerte: preferisco poter scegliere tra un servizio "minimo" a 50 euro o uno "completo" a 200 euro che essere costretto a scegliere quello "completo" anche quando non mi interessa e vorrei invece spendere poco. Se invece tu preferisci il servizio "completo" usalo, ma non impedire a me di usufruire di quello "minimo".
PPPS: su chi è maglio detenga la proprietà delle reti non saprei, non sono esperto del settore, se vuoi pareri più precisi ti converrebbe cercare chi in FilD si occupa del tema.
PPPPS: scusa, ma questa è assurda:

Vedi in genere i contratti hanno una scadenza, per cui ogni tot vanno rinnovati e ridiscussi. Magari per i primi cinque anni tutto va bene. Io non suggerisco affatto che l'azienda che ottiene l'appalto non rispetti i termini. poi però succede che, non so, cambia la legislatura. Succede che quei vincoli e quelle condizioni che erano state poste la prima volta cessano di esistere.  Il fatto è che, una volta appaltato il servizio ad un determinata ditta, non è cosi facile cambiare, perchè entrano in atto processi lunghi e costosi (soprattutto per lo stato). A cominciare dagli interminabili ricorsi. La ditta che ricevuto il contratto in origine, che ha quindi fatto degli investimenti, assunto personale e via dicendo, lancerebbe subito l’allarme fallimento. Allo stato questo non fa certo piacere. Quindi, secondo te, da che parte passa il manico del coltello? Quando il contratto viene ridiscusso ecco quindi che i vincoli e le regole poste all'inizio cessano di esistere  e il privato comincia dettare legge.

Questi sono problemi che vengono fuori quotidianamente tra gli operatori pubblici (pensare solo a Moretti che minaccia di non garantire il trasporto ferroviario regionale e a tutti i disservizi che subiamo anche dalle società pubbliche), quindi allo stato attuale delle cose qui non vedo differenza tra pubblico e privato. E non appena si aggiusta questo problema per il pubblico saremo tranquilli che non avremo nessuna difficoltà a regolare anche i privati.

prima di tutto le aziende pubbliche sono no-profit solo nel mondo delle idee. i profitti non sono solo monetari, sono anche di controllo e clientelismo; i manager pubblici hanno tante opportunità di profitto personale anche illecito quanto quelli privati; che i prezzi siano abbordabili non conta nulla, quando poi a questi prezzi bisogna aggiungere i costi nascosti scaricati sulla fiscalità generale. non lo vedi e pensi che non ci sia, ma c'è eccome.
secondariamente, ogni cosa è diversa. non vedo dove la privatizzazione di rai e finmeccanica, per dire, possa arrecare qualsivoglia danno ai consumatori. cose più delicate possono essere le ferrovie, ma basta non trasformare monopoli pubblici in monopoli privati, mantenendo i monopoli naturali in mano pubblica. ad esempio la rete ferrioviaria resta pubblica, e poi si crea un sistema di concessioni per il servizio da affidare a privati con tutti i soliti criteri per rendere un'asta efficiente, trasparente, profittevole. la possibile replica "ma siamo in italia" non vale, perchè l'alternativa è appunto di lasciare tutto in mano pubblica.

Sono perfettamente d'accordo. Ecco perchè il sistema va migliorato. Più controlli, per esempio. Un sistema più meritocratico che premi chi produce di più migliorerebbe la "qualità" del personale.

Io lavoro per la televisione di stato . Ti garanisco che le aziende private sono schiave della pubblicità a tal punto che perdono la propria indipendenza editoriale. in poche parole, è la pubblicità a dettare i contenuti e non viceversa. Non essendoci un mandato pubblico di informare, intrattenere ed educare il pubblico anche rispettando le esigenze di minoranze (di età e culturali), l'agenda produttiva finisce solo pre produrre spazzature che fa audience, tipo grande fratello. Succede in America, dove non esiste la radiotelevisione pubblica. L'americano medio non conosce l'attualità internazionale e viene sommerso di spazzatura che serve solo avendere coca cola e hamburgers.  Ecco a cosa serve il servizio pubblico!

Per quel che riguarda la Finmeccanica non posso risponderti perchè sinceramente non mi intendo della materia.

Scusa, non voglio dire che tutti i programmi RAI siano spazzatura che fa audience, ma ricordo bene due giorni di discussioni su una certa "farfalla" andata in scena al festival di san remo....
Ci sono programmi di informazione buoni e cattivi su tutte le reti, ma solo una mi impone un abbonamento anche se non sono interessato a guardarla...

Com'è che invece sono tutti inviperiti contro i prezzi dei treni di Moretti ? Com'è che Vendola in Puglia si lamenta che la "Puglia non deve essere un binario morto"? Com'è che i pendolari lombardi sono tutti inc...ati neri con i treni locali?

Dove stanno le meravigliose sorti e progressive in questi casi? E dove stanno nei casi delle municipalizzate romane, dove sono stati piazzati a carrettate amici, parenti, e amici di amici (o amici di parenti, e tutte le altre possibili combinazioni)?

A Napoli l'altro giorno è finito il gasolio. Beh, e come mai, visto che stiamo parlando di una meravigliosa società pubblica?

 

 

L'illusione è che ciò che è pubblico sia sgravato del problema del lucro che aumenta i prezzi. Ma allora perché non estendere questo principio a tutta la produzione industriale? Le macchine FIAT costeranno meno, se non c'è il vincolo del lucro.

 

La verità è che il lucro deve uscire anche dalle aziende pubbliche. Solo che nelle private il lucro, in maniera visibile e verificabile, affluisce alla testa in maniera programmata e misurabile e commensurata inevitabilmente alle domande del mercato (se chiedo troppo, tutti si rivolgeranno ad altri); nelle pubbliche tutti ricavano il proprio utile in maniera meno trasparente: qualche impiegato lavorando poco e male, il dirigente evitando di sbattersi per ridurre i costi e nei peggiori dei casi dandosi al peculato o alla corruzione, gli utenti facendo richieste irrealistiche, ecc. ecc.