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Perché votare FARE per Fermare il declino, in Pillole

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Ciao Camillo, secondo me ci hai preso in alcuni punti ma ti sei fatto prendere da propagandite in altri :) Il modello americano si basa in effetti su una proporzione del costo maggiore sostenuta dallo studente / famiglia, questo in base al principio che la tariffa andrebbe sostenuta da chi usufruisce del servizio. Ovviamente, per evitare che l'universita' diventi una cosa per ricchi, il sistema americano prevede borse di studio generose, tuition fees ridotte per determinate categorie di studenti, prestiti agevolati e altri meccanismi analoghi che fanno si' che il tasso di partecipazione universitaria rimanga elevato. Si puo' essere d'accordo o meno, ma ti faccio presente che in Italia si finisce nella situazione in cui chi non va all'universita' (per lo piu' famiglie a basso reddito) la paga - con le proprie tasse - a chi ci va (per lo piu' famiglie a reddito medio e alto). Non mi sembra equo. Il modello US invece NON E' privatocentrico. Alcune delle migliori universita' sono pubbliche, soprattutto in California: UCLA, Berkeley, UCSD... Tutte pubbliche, eppure a Berkeley le tuition fees per i residenti della California sono ~13k USD mentre per chi viene da fuori sono ~35k USD. Questo per chiarire che "pubblico" e "gratis" sono concetti diversi! Il sistema di prestiti per quanto mi riguarda rende molto piu' chiaro il costo dell'investimento in istruzione e permette di valutarne meglio costi e benefici. In questo modo si evita il fenomeno dell' "universita' parcheggio" con fuoricorso pluriennali come succede da noi.

 

Non commento infine sulle universita' fondate di recente o due secoli fa perche' e' un discorso che non ha senso applicato all'Italia: sarebbe come dire che aprire un fast food oggi in Italia sia inutile perche' negli US ne hanno aperti a migliaia fino agli anni '80 e adesso sono in crisi. In Italia abbiamo poche universita' private e quelle poche mi sembra che ricevano domande di ammissione superiori all'offerta: quindi una richiesta c'e'.

 

Nessuno qui soffre di americomania, al massimo si fa come i cinesi: si copiano da altri le cose che funzionano in maniera umile e senza pretese di "eccezionalismo italiano" (per la serie "ma questo non potra' mai funzionare in Italia perche' noi siamo furbi").

La risposta definitiva ai detrattori del modello delle università americane si trova a questo indirizzo:

http://npc.fas.harvard.edu

Qui si calcola l'ammontare della propria retta universitaria alla Harvard University. Io ad esempio avrei pagato 3000 dollari. Cioè, pochissimo di più rispotto a quanto pagavo all'Università "La Sapienza" di Roma

Basta scegliere "citizenship: non-USA" e "residence: EUROPE" per ottenere quel prezzo netto stimato di $3000, ottenuti sottraendo la borsa di studio stimata di $57,750 al prezzo base di $60,750. Secondo te questo significa che basta mostrare il passaporto italiano per ottenere una borsa di studio a Harvard?

 

O non significa piuttosto che le stime di quell'applicazione sono basate sulla popolazione studentesca attuale, e tutti i loro studenti di origine europea hanno la borsa di studio, per il semplice fatto che a un europeo non viene neanche in mente di iscriversi a Harvard se non ha la borsa?

 

(Ovviamente è la seconda.)

 

(Oppure hai semplicemente dimenticato di inserire i tutti i dati. La tua famiglia ha una casa di proprietà, come l'80% delle famiglie italiane?)

Il net price calculator non e' basato su stime, indica in modo approssimativo quello che alla fine pagherai, in base al reddito e alla ricchezza familiare. Harvard, come le altre maggiori universita' americane, grazie all'endowment puo' permettersi di far pagare agli studenti solo quel che possono pagare, quindi lo "sticker price" di 60mila e piu' dollari e' una finzione. Dubito usino un trattamento di favore con cittadini stranieri.

Se metti cittadinanza USA e residenza in MA, lasciando vuoto tutto il resto, la spesa è di $4600. Se metti non-USA e EUROPE è $3000. Quindi sì, usano un trattamento di favore con i cittadini stranieri.

 

Se metti dei dati da classe medio-bassa (mettiamo due genitori insegnanti di scuola pubblica, con casa di proprietà) viene *molto* di più dei $3000 di cui parlava Artemio.

 

Harvard comunque è un caso particolare, appunto perché è un'università d'elite. So che qui siamo tutti geni venuti dal nulla, ma una persona media con una famiglia media che va in un'università media non ha $57,750 all'anno di borsa di studio.

 

Ma soprattutto, avrei apprezzato una risposta al mio commento principale, piuttosto che a questa quisquilia della Harvard-calcolatrice.

A me pare semplicemente che stiano coprendo, giustamente, anche il costo di trasporto. E' vero comunque che tali pratiche se le possono permettere solo le universita' d'elite, e non lo fanno bene nemmeno tutte. 

La risposta al commento principale e' sotto, ora 5/2/2013 - 03:19

chi non va all'universita' (per lo piu' famiglie a basso reddito) la paga - con le proprie tasse - a chi ci va (per lo piu' famiglie a reddito medio e alto). Non mi sembra equo.

Visto che abbiamo un sistema di tassazione progressiva, la no tax area etc., il trasferimento regressivo che voi date per scontato a me invece pare tutto da dimostrare. Le famiglie a basso reddito facilmente ricevono in servizi dallo stato (sanità, scuola, etc.) più di quanto paghino in tasse: comunque venga speso, è fatica che un contributo negativo diventi una spoliazione.

A voler essere sospettoso, direi questo: voi metterete l'asticella del basso reddito piuttosto in alto quando si tratta di dimostrare che i ricchi rubano ai poveri, ma poi la metterete molto più in basso quando si tratterà di decidere chi ha diritto alle borse di studio. Risultato: la classe media, trovandosi fra le due asticelle, lo prenderà in quel posto.

Il modello US invece NON E' privatocentrico. Alcune delle migliori universita' sono pubbliche, soprattutto in California: UCLA, Berkeley, UCSD...

Guarda che l'UC del mio post è appunto la University of California (l'ombrello sotto cui stanno tutte quelle che citi).

Il sistema di prestiti per quanto mi riguarda rende molto piu' chiaro il costo dell'investimento in istruzione e permette di valutarne meglio costi e benefici.

Il sistema dei prestiti, per quel che riguarda la storia, ha permesso alle università di aumentare enormemente le rette rispetto all'inflazione, senza che a ciò sia corrisposto un pari aumento della qualità dell'insegnamento (anche solo per una questione di diminishing returns).

In questo modo si evita il fenomeno dell' "universita' parcheggio" con fuoricorso pluriennali come succede da noi.

I fuoricorso vengono agitati come uno spauracchio irrazionale, ma:
- il costo aggiuntivo per l'università di un fuoricorso che si presenta solo per dare un paio di esami a semestre, e magari nel frattempo lavora part time, è pressoché nullo, e ampiamente compensato dalla retta che il fuoricorso paga;
- possiamo pensare che sia meglio che uno vada a lavorare piuttosto che stare "parcheggiato" in università, ma in questo momento il mercato del lavoro è limitato dal lato dell'offerta: se lo mandi via dall'università non è che vada in ufficio, al massimo va al bar.

Nessuno qui soffre di americomania, al massimo si fa come i cinesi: si copiano da altri le cose che funzionano in maniera umile e senza pretese di "eccezionalismo italiano" (per la serie "ma questo non potra' mai funzionare in Italia perche' noi siamo furbi").

Va bene, ma non c'entra nulla con le mie obiezioni.