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Perché votare FARE per Fermare il declino, in Pillole

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Io spero

Andrea Grenti 4/2/2013 - 21:08

non si prenda esempio proprio dal modello americano, non perché non sia migliore di quello italiano, ma il motivo risiede nel fatto che dobbiamo prendere spunto da quello migliore, e non è quello degli USA.

Non mi pare che il programma di FARE indichi un modello "americano" (whatever that means) di universita'. Il punto principale del programma e' l'esborso dei fondi alle universita' con criteri meritocratici, cosa che ora avviene in misura infima, e non avveniva fino a pochissimi anni fa. Si auspica anche una maggiore corrispondenza delle tasse con l'effettivo costo, a fronte di un serio diritto allo studio (che ora non c'e', anzi, stiamo peggio di quando sono andato all'universita' io, nel 1986), per un principio di equita'. L'obiettivo di questo e' maggiore mobilita' sociale, e maggiore selezione degli studenti piu' capaci in entrata.  

seguire il modello svedese quindi? O richiederebbe comunque imposte sostenute per finanziarlo?

"Maggiore selezione degli studenti piu' capaci in entrata" vuol dire che abbiamo troppi studenti e bisogna ridurli. Ma, guardando le statistiche OCSE sul numero di laureati, non mi sembra che sia proprio questo il caso. Quindi nella vostra proposta non posso fare a meno di vedere l'obiettivo prioritario di risparmiare sull'università. Certo, farete il possibile per salvare i più bravi (che poi tanto se ne andranno in America o in Germania), ma resta il fatto che tagliare l'università è una delle maniere più miopi possibili di fare cassa.

 

Il discorso dell'equità, francamente, mi sembra più basato sui trascorsi personali di qualche membro di NfA che su dati reali. Tanto per dirne una: tutti quei lavoratori autonomi che dichiarano poco o niente, e i cui figli magari preferiscono continuare l'attività di famiglia piuttosto che perder tempo a prendere una laurea che frutterebbe meno, sono davvero dei poveretti depredati per pagare l'università ai ricchi, o non sono piuttosto dei furboni?

 

Tanto per dirne un'altra: secondo voi, in un sistema meritocratico, non dovrebbe esserci alcuna correlazione fra la ricchezza familiare e il successo accademico dei figli? Avere a disposizione più risorse da spendere in migliori opportunità di apprendimento non dovrebbe lasciare proprio nessuna traccia, dopo diciott'anni di vita? (Lasciando stare il fatto che l'intelligenza ha anche una componente ereditaria.) Avrete sentito parlare di gente che lavora sodo "per dare ai figli un futuro migliore" (e magari avete pensato: "ce ne fossero ancora di lavoratori così!"); ma visto che siete economisti, mi dite che fine farebbe questa motivazione se davvero le risorse investite sui figli non dovessero portare alcun vantaggio né opportunità migliore a livello statistico (dopo 18 anni di spese, eh)?

re

floris 9/2/2013 - 00:12

Punto primo: si potrebbe rispondere con molti altri controesempi, ha poco senso ragionare in questi termini.

 

secondo voi, in un sistema meritocratico, non dovrebbe esserci alcuna correlazione fra la ricchezza familiare e il successo accademico dei figli?

No. Basta traslare il ragionamento su un altro campo, ad esempio la giustizia "penale", per capirne l' assurdo. Oppure si può iterare il ragionamento per qualche generazione e si capisce come il tutto si tramuti in previlegio acquisito, non esattamente il massimo della meritocrazia.

Comunque il vantaggio di nascere in una buona famiglia c' è, sostanziale e ineliminabile, per cui ha davvero poco senso preoccuparsene.

Veramente, se trasli il discorso sulla giustizia penale, scoprirai che per i poveri si trovano ad averci a che fare più frequentemente dei ricchi (come fra l'altro previsto dalle teorie sociologiche di sinistra). Direi che calza a pennello.

Comunque il vantaggio di nascere in una buona famiglia c' è, sostanziale e ineliminabile, per cui ha davvero poco senso preoccuparsene.

Ma la proposta di FiD sull'università pretende di partire proprio da quella preoccupazione! "Oddio, ci sono troppi ricchi in università e troppi pochi poveri! Scandalo, depredazione! Dobbiamo tagliare i fondi all'università!"

Io dico che in realtà l'obiettivo è semplicemente risparmiare, ma per qualche ragione la linea ufficiale è che le ragioni siano sociologiche invece che finanziarie. Mah.