Titolo

Perché votare FARE per Fermare il declino, in Pillole

2 commenti (espandi tutti)

Le risposte di Grenti e Moro sono condivisibili, ma forse c'è da mettere in chiaro una cosa.  Io ho scritto che mi attendevo un aumento dei salari in germania come riflesso delle condizioni del mercato del lavoro, e che questo sarebbe stato un possibile canale di riequilibrio.  Non mi sembra che agire intenzionalmente sui salari sia uno strumento di policy desiderabile, né come strumento di "moderazione salariale" (salvo ovviamente in caso di disoccupazione a livello greco o portoghese) né per fare riequilibri macroeconomici aumentandoli (perché questo ingessa il mercato del lavoro ed espelle da esso i lavoratori più svantaggiati, creando disoccupazione strutturale).

E in ogni caso, la proposta del PD, almeno per come la esponi, non dice cosa dovrebbero fare a livello di aggiustamento i paesi in recessione: logica vorrebbe che in quel caso i salari diminuissero.  Una proposta che prevede solo aumenti, o è demagogia degna di BS e Beppe Grillo oppure è artificiosamente studiata per introdurre elementi di "lotta di classe" e conflitto distributivo che hanno poco a che fare con le scelte economiche, e molto con la "vecchia politica" che guarda caso il PD rappresenta.

Per inciso, gli strumenti che potrebbero essere preferibili li ho già accennati poco sopra: il bilancio pubblico (anche solo in senso restrittivo, in fase di espansione) e strumenti per influenzare il livello di investimenti.  Una terza possibilità di cui pure si discute nella letteratura specializzata sono variazioni dell'IVA tra paesi per agire sul canale import/export.  In tutti questi casi, è importante che il controllo sia affidato non alla politica ma ad autorità separate, ad esempio le banche centrali nazionali.  Questi sono strumenti poco distorsivi, che in quanto tali hanno qualche possibilità di essere accettati da tutti in un negoziato.  Un intervento sui salari a livello europeo mi sembra invece molto poco realistico: come già scritto sopra, significherebbe chiedere a certi paesi non solo di raffreddare l'economia, ma di farlo creando disoccupazione in più che non si intende in alcun caso riassorbire.

Questo sarebbe un modo per affrontare il problema di avere una moneta con livelli di inflazione e situazioni macroeconomiche molto diverse.  A quel punto, peraltro, chi avrà da preoccuparsi se un paese stia facendo moderazione salariale saranno i lavoratori e più in generale gli elettori del paese stesso, che sono nelle condizioni migliori per farlo.  Gli altri si limiteranno ad adeguarsi, nel bene o nel male, come fanno quotidianamente gli occidentali che acquistano merci dalla Cina, esportate da imprese legate ad un governo che a sua volta è spesso accusato di tenere bassi i salari.

aumenti salariali

maresp 15/2/2013 - 21:12

mi pare che il pd proponga moderazione salariale per i paesi che sono in deficit, ma non faccio parte del pd né sono depositario dell'interpretazione autentica del pensiero di bersani/fassina, se vuoi lo puoi leggere on line. la questione non è costringere un paese ad aumentare i salari senza alcuna logica. le logiche dello sviluppo esistono, ma nel magico mondo dell'euro sono state cancellate. i salari dovrebbero seguire l'inflazione e la produttività. il primo aggiustamento è evidente a tutti, il secondo serve a creare domanda per i beni prodotti, cosa che tedeschi non hanno fatto. Hanno usato il mercato comune per spacciare le loro auto, e le loro banche per finanziarne l'acquisto. purtroppo questa situazione non può durare in eterno, per via del fatto che il moto perpetuo non esiste, così come non è sostenibile credere nell''economia in cui sono bravi solo quelli che esportano, dato che qualche stronzo che importa è necessario.

saluti

m.