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Perché votare FARE per Fermare il declino, in Pillole

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Inoltre

Andrea Grenti 16/2/2013 - 14:48

Maggiori esportazioni equivalgono a maggiori importazioni.

SE a maggiori esportazioni non corrispondo maggiori importazioni hai un afflusso di capitali che poi puoi usare per comperare titoli di stato esteri o imprese estere.
Chiaramente questo comporta il fatto che chi esporta più di quanto importi consuma meno di ciò che produce, comportamento parsimonioso se hai un sistema produttivo efficente e consumi elevati, ma il problema è che se non migliori la tua produttività maggiori esportazioni saranno SEMPRE accompagnate da minori consumi, salvo il caso in cui sostieni il tutto facendo debiti che poi ti trovi a dover pagare come è successo all'Italia.
Anche una fantomatica svalutazione nel caso estremamente improbabile di un uscita dall'euro non catastrofica porterebbe semplicemente gli italiani a lavorare il doppio per consumare le metà, se questo potesse succedere dove i consumi sono il 125 del PIL la cosa potrebbe anche preoccuparmi relativamente ( http://3.bp.blogspot.com/-9fX-sAM263E/UN9XSxs77EI/AAAAAAAAAVg/gsXKZcYe8e... ) ma come dice il proverbio inglese "gira gira il cetriolo finisce sempre nel... all'ortolano ) sono quasi certo che le cose andrammo molto peggio per chi lavora e meglio per chi mangia già adesso.

due commenti

tizioc 16/2/2013 - 21:47

Mi limito a fare due commenti su quanto da lei scritto, che di per sé descrive correttamente (per quanto mi sembra di capire, poiché l'economia internazionale è notoriamente una materia molto complessa) la "manipolazione" competitiva delle partite correnti e del tasso di cambio reale.  Il primo è che ciò che lei descrive non si applica ad economie affette da una temporanea recessione da domanda, in cui la "svalutazione" può semplicemente essere un modo per intervenire sull'offerta di moneta, e quindi ha in questo caso effetti positivi sull'economia interna indipendentemente dal canale della competitività.  Questo fatto (discusso in questo articolo di Barry Eichengreen) ha importanza pratica, perché suggerisce che le politiche attuali di USA, UK, Giappone ecc. possano avere effetti globalmente benefici, e che non siano affatto "competitive".

Il secondo punto è che non sono sicuro che un paese in queste condizioni possa fare debito per sostenere i consumi, poiché questo tenderebbe a riequilibrare il conto capitale (a meno che non vi siano altre restrizioni sui movimenti di capitale).  Di solito una politica di questo tipo avviene con l'acquisto di asset in valuta estera da parte del governo o della banca centrale.  Il conto capitale è dato (per definizione) dalla differenza tra risparmio interno e investimento interno, quindi è abbastanza ovvio che qualsiasi "manipolazione" debba agire su queste variabili.