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le liste di fID sono vittime di svariati casi di improvvisazione, mala sorte, e umana idiozia.

Nel caso dello scrivente sanno i gruppi dirigenti come ci si comporto', critiche sono accettabili se e solo se accompagnate da idee nuove, quelle vecchie sono state provate e non funzionano.

Secondo, in particolare dopo aver guardato il trio Boldrin&Storace&Tabacci in una delle sedi televisive. Un difetto che va corretto se le campagne debbano proseguire in futuro e' l'impressione che fID sia un gruppo di professori, inetto ed incapace di dire la "sua" sui cosidetti principi. La critica dei due Storace&Tabacci si basa su un assioma, mai discusso, vale a dire che esista una pratica "sapienza" che il "politico" di Trontiana memoria esibisce e mette in azione al di fuori ed indipendemente dal mondo. Se il mondo defeca numeri, spesso terrificanti, vi si oppongono principi (se le fondazioni bancarie sono uno spreco per finanziare le idee di qualche cretino assessore all'ippica, si oppone il principio del "comando" del pubblico [non credo sia cosi' oscuro che le fondazioni bancarie, non siano "pubbliche" ma di proprieta' di partiti] se le scuole generano ignoranza si oppone il principio dell'educazione del "popolo", se la RAI fai ribrezzo si oppone il "principio" del "servizio pubblico". Nulla e' mai quantificato, indicando l'opposto delle etiche delle responsabilita' (senza bisogno di citare principii a vanvera: se propongo che tutti han diritto all'uso di una Ferrari, ho il compito di indicare quanto spendo per farlo, chi produce le risorse, chi paga la benzina, chi paga il bollo, e cosi' via.)

fID manca al momento di una strategia di trasformazione dei principi (la liberta', il "merito" etc.) in una serie di semi-quantitative determinazioni delle risorse che vengano ad esser comunicabili in "bignami"style parole che non siano direttamente 'dispense" del corso di studio.