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Voto utile o voto futile?

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Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,

liste in fiamme al largo dei bastioni di Quorum,

 minoranze di pura testimonianza balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

E tutti quei voti andranno perduti  come lacrime nella pioggia.

È tempo di spoglio .

 

Scusate l'ironia. Non sono uno Spartano di Bersani.

I voti sono tutti "utili", al un livello minimo, per segnalare le preferenze degli elettori. Ma la mia esperienza di minoritario per scelta mi ha vaccinato. Hai presente:  Manifesto che manca il quorum, il PSIUP che avrebbe preso una ventina di deputati se avesse preso un quorum, il PdUP con cinque deputati. Poi, per non farmi mancare niente, mozione Marino al congresso del PD e Renzi alle primarie. Anche se negli ultimi due casi, un qualche contributo l'hanno portato, tipo maggior chiarezza sui diritti civili o le primarie per i parlamentari.

 

veniamo a Fermare il Declino.  A me non piacciono molti aspetti di quello che leggo sul blog.

Giannino è simpatico, convincente... come lo era ai suoi tempi Lucio Magri, ma perfino noi al Manifesto non avevamo quel culto della personalità tra fanboys e Corea del Nord che gira sul blog.  

L'atteggiamento "no alle alleanze" mi sembra autoreferenziale, molto più da etica dei principi che della responsabilità. Capisco che titilli la soddisfazione di sentirsi l'eletta schiera, we happywe few, we band of brothers.Ci sono passato pure io, ma non è politica.  In particolare mi urta l'atteggiamento "Chissenefregadelquorum, tanto si riandrà a votare tra sei mesi/un anno e allora faremo il pienone".  La storia ha visto partiti passare dael due al trentacinque o al sessanta per cento, ma in condizioni di crisi che sarebbe irresponsabile augurare a questo paese, e i primi esempi che mi sono  venuti in mente, diciamo pudicamente che non sono rassicuranti.  

L'enfasi su extra decem punctos nulla salus è controproducente. L'altra volta li aveva portati un tale giù dal monte dopo quattro chacchiere col roveto ardente, dai.

Ad esempio. Privatizzare la RAI. (che spende un botto, fa pessima informazione, fa una pubblicità sull'obbligo di canone che mi far venire voglia di non pagarlo, io che l'ho sempre pagato).  In un quadro di seria normativa sul conflitto di interesse, mi spiegate quali soggetti ci andrebbero a mettere i soldi? E senza normativa, risiamo punto a capo con Berlusconi. Le privatizzazioni: ci sono parecchie stime secondo cui il gettito è sovrastimato, e l'idea di costituire fondi o veicoli per venderli... sarà che ci capisco poco, ma metterci un ulteriore strato di finanza mi preoccupa. Si venda quello che si può vendere il più cash possibile.

Infine, la cosa su cui sono più d'accordo e che però non viene martellata abbastanza, il potere dell'alta burocrazia. Quando Bersani (e per me in parte si sbagliava) ha detto che Monti aveva prodotto gli esodati, qualcuno avrebbe dovuto dire che non era stato (tanto o solo)  Monti o la Fornero, ma i dati di Mastropasqua, e che in tutto il pianeta i loro omologhi prendono di meno e fanno meglio. 

 

Insomma, come fermento critico, sito web, fondazione, siete uno stimolo importante contro una serie di luoghi comuni bipartisan, ma come partitino rischiate di essere un fenomeno di folklore e di confermare che in Italia non c'è spazio per una forza liberale. 

 

come partitino rischiate di essere un fenomeno di folklore e di confermare che in Italia non c'è spazio per una forza liberale. 

E allora? Fosse vero che in Italia non c'è spazio per una forza liberale allora il movimento sparirà, come è giusto che sia. Ma sparire ancora prima di presentarsi, a che pro? Perchè bisogna unirsi? Per esserci? Per esserci a fare cosa? I tempi in cui bisognava stare compatti altrimenti i cosacchi arrivavano a San Pietro credo siano passati.

Ps

Lo dico da privato cittadino e come idea personale di "principio".

Ma sparire ancora prima di presentarsi, a che pro? Perchè bisogna unirsi? Per esserci? Per esserci a fare cosa? I tempi in cui bisognava stare compatti altrimenti i cosacchi arrivavano a San Pietro credo siano passati.

allora: una forza liberale seria (non, per dire, il penoso Ostellino che ho visto intervistato da Lerner, "i governi devono essere legittimati dal popolo ma io non voto da trent'anni" alla faccia di chi è morto per farlo votare) serve proprio per controbilanciare tutti i luoghi comuni di destra contro il "mercatismo" e di sinistra contro il "liberismo". Più, ovviamente, il discorso sui diritti di libertà.  Credo in una cosa chiamata pluralismo.

I posti dove non c'è una tradizione liberale (e lo dico io che liberale in senso tecnico non lo sono) hai presente l'Ungheria di Orban, i gemelli paperino in Polonia e Putin, quello che piace al bello addormentato del giorno della memoria.

Secondo, ci aspettano brutti tempi, lo dice pure Boldrin qui 

c'è la speranza che alla fine, in zona Cesarini, all’ultimo momento, con un colpo di coda di qualche tipo riusciremo a uscirne e a superare questa crisi come già successo in passato. Ma non è così, non questa volta: ed è mio compito, se vuoi la missione che mi sono imposto, di farlo capire al maggior numero di persone.

ora (a parte che stavo coi Cosacchi...)  quello dei cosacchi era  era un fantasma propagandistico (la realtà allora era towns in Europe are ten kilotons apart e MAD), ma se ha ragione Boldrin e rischiamo l'Argentina, qualcuno mi spiega come stanno insieme l'appello all'etica della responsabilità e il correre orgogliosamente da soli sperando di fatto in un governo di csx azzoppato e in nuove elezioni, o in qualche strana maggioranza con Monti, pezzi di PD de-fassinato e de-vendolizzato e pezzi di pdl deberlusconizzato (che è come dire cannibali vegetariani) con dentro casini e compagnia, che ci lascerebbe in eredità un sistema partitico esploso? Oppure Boldrin è un allarmista,  stile "penitenziagite" e "ricordati che devi morire"?

Logica vorrebbe, o ci si impegnava col CSX per portare elementi di novità programmatica, o ci si impegnava com Monti per dargli più potere contrattuale. La grand last stand at Alamo la avrei lasciata a John Wayne.

 

PS, perchè non spreco un altro commento: l'altro lettore che mi invitava a scrivere rotoloni regina di critiche al PD: troppo buono lei, mi ha messo sullo stesso piano di Dante e Mozart

 

 

Marino che tu stessi coi cosacchi lo si era capito da tempo, ma l'esempio rimane valido: avesse vinto il PCI si poteva temere una svolta antidemocratica stile paesi d'oltrecortina ergo si consigliava di "votare turandosi il naso". Allora aveva senso (anche se tu non sarai d'accordo), ma oggi ? 

Secondo te, per non rimanere fuori dal parlamento, un movimento liberale si deve alleare con Casini e Fini e con Monti? Ma perchè? Chi ha eletto Monti campione del liberismo (per gli altri due la domanda si semplifica: ma chi li ha eletti?)?

La cosa era già stata discussa in altri thread: l'alleanza con queste persone implica la rinuncia al programma di Fare (stando a quel che afferma Giannino) quindi che senso ha allearsi ? Inoltre: siamo sicuri che i liberisti che si riconosco nel programma di Fare voterebbero comunque il movimento, nonostante una alleanza con Fini e Casini?

Poi, io già credo poco alle promesse elettorali, ma Monti non sta nemmeno promettendo niente di liberale: sta promettendo meno tasse per tutti e vuole unire i riformatori per rinnovare l'Italia. Sostituiamo "riformatori" con "moderati" e dimmi chi ti ricorda ?

Secondo me se dobbiamo andare in rovina ci andremmo sia se i 4 voti di Fare si alleano con Monti, sia se si alleano con il centrosinistra: considerando il fatto che i due schieramenti si allerano finite le elezioni (stanno a fa' badcops /good cops ma...).

A parer mio tanto vale che i liberali vadano da soli e provino a contarsi. Se ci saranno i numeri si può sperare di far qualcosa altrimenti si rimarrà marginali ed eventualmente "foglie di fico" per i partiti quando sarà di moda candidare il "prof. liberista" (adesso non è aria).

Ma infatti a me questa discussione pare surreale. Oscar si e' beccato critiche per tutto dicembre per aver rincorso Monti in tutti i modi. Risultato: Monti non l'ha manco chiamato causa, pare, veto montezemoliano. Col PDL manco morti almeno finche' BS non si toglie dalle scatole. Il PD aveva proposto a FiD di entrare nelle liste del Compagno Br1 Tabacci, roba che io rido ogni volta che ci penso, specie dopo la performance Boldrin vs Storace & Tabacci. Che rimane? La Lega? La Destra? Siamo seri.

 

Poi io capisco che qui siamo su NfA e quindi si tende a parlare di FARE, ma che un elettore del PD - in cui si minaccia di SBRANARE chi rompe le palle su MPS, in cui smentisce la patrimoniale un giorno si e uno no, in cui si magnifica il programma lavoro della CGIL che non ho letto (600 pagine??) ma se corrisponde per meta' a quello che va dicendo in TV la Camusso ci sara' da piangere ecc. ecc. - venga qua a dire che siamo settari, che facciamo i duri e puri, che il culto della personalita' di Giannino, che bisogna essere responsabili... Ripeto, tempo meglio speso a fare campagna dentro il PD perche' la pensino un po' piu' come noi e un po' meno come Vendola (come gia' fanno alcuni aderenti al manifesto che sono rimasti nel PD).

stai dicendo che FARE ha perso l'occasione di aderire ai marxisti per tabacci ?

Purtroppo si. Per superare il trauma abbiamo costituito i Comunisti per Oscar Giannino (check on Facebook).

ma come partitino rischiate di essere un fenomeno di folklore 

Non ti dice niente il fatto che alcune delle nostre idee cominciano ad essere copiate a destra e a manca? Ovviamente da parte di soggetti poco credibili, Monti compreso. Ora non ho tempo di rispulciare articoli vecchi di sei mesi, ma posso farlo, c'e' evidenza che il nostro programma hanno cominciato a copiarlo un paio di giorni prima che uscisse, quando manifesto e punti vennero diffusi a svariate centinaia di persone per raccogliere le firme iniziali. Questo dovrebbe bastare per convincere che il voto a FID e' utile anche se non andremo in parlamento (io credo che ci andremo).

stabilita'

saul 28/1/2013 - 20:29

Secondo me il problema sollevato da Marino non e’ marginale.
Su questo sito tantissime volte avete scritto della situazione del paese e della necessita’ di stabilita’ politica, necessaria per fare riforme. Fare potra’ entrare in parlamento, ve lo auguro sinceramente, ma direi che si puo’ gia’ escludere, senza offendere nessuno, che lo faccia come partito che vince le elezioni. Potrebbe pero’, in alcune regioni in bilico (magari in Veneto) , incidire sostanzialmente e contribuire a far si che in parlamento non ci sia una maggioranza, data l’attuale legge elettorale.
La scelta di andare da soli non parte dal presupposto implicito che anche se non ci sara’ un governo stabile l’Italia se la cavera’ comunque (e quindi il voto a Fare e’ utile)? Se invece ci fosse il rischio di instabilita’, perche’ dovrebbe essere comunque utile il voto a Fare?

Scusami se mi intrometto (nel senso che io non sono di Fare, quindi non è la mia risposta che cerchi) ma è proprio tutta l'impostazione da cui nasce la tua domanda ad essere sbagliata (seconde me).

FARE è stato creato per portare avanti un programma e delle idee, mica per farsi garante della stabilità o dell'instabilità del paese e la scelta di andare da soli deriva dal fatto che gli altri non condividono (veramente) il programma di Fare.

Cos'è tutta sta preoccupazione per l'instabilità?

Se non ci sarà stabilità e serviranno i voti di Fare ... perfetto! Si potrà fare da ago della bilancia, altrimenti si tornerà a votare.

L'Italia non diventerà mica il Bangladesh perchè rimane qualche mese senza il governo illuminato di un Monti/Bersani/Berlusconi o è questo che temete?

L'importante è rappresentare un'idea e una visione del paese. Si chiama FARE mica "Fare tanto per fare", perchè bisogna avere sempre questa mentalità da bottegai ;-) ?

 

 

“Se non ci sarà stabilità e serviranno i voti di Fare ... perfetto! Si potrà fare da ago della bilancia”; io non dicevo questo e comunque non capisco come ci si potrebbe accordare dopo non essendoci riusciti prima. Se non ci sara’ stabilita’ ci sarà la possibilita’ piu’ concreta o di uscire dall’euro oppure che vengano adottate altre misure, come diceva per esempio Zingales. Personalmente eviterei entrambe le possibilità, ma volevo solo capire se è un evento che Fare reputa remoto o no, e se lo ha o meno preso in considerazione in riferimento al voto utile.

Mi sembra un'analisi piuttosto naive sulla situazione attuale. L'instabilita' ci sara' IN OGNI CASO, perche'  al governo ci sara' Vendola o, in un caso improbabile ma pur sempre possibile, Bossi. A questo punto, tenuto conto del fatto che un voto a Bersani piuttosto che a Casini o a Berlusconi e' la stessa cosa (su questo spero concordiamo) mi spieghi perche'  votare FARE e'  inutile? C'e' una probabilita' di portare qualcuno di decente con idee chiare in parlamento, dove potra' esercitare una funzione propositiva e di controllo della casta (in una frazione di quella probabilita' saremo persino determinanti in una coalizione di governo, ma non montiamoci la testa); con probabilita' complementare almeno avrai la soddisfazione di non aver contribuito alle schifezze che si svolgeranno.

“Mi sembra un'analisi piuttosto naive sulla situazione attuale. L'instabilita' ci sara' IN OGNI CASO”. Però, se è così certa l’instabilità, non capisco come mai il vostro programma, fatto da economisti sicuramente più che preparati, si basi su un quadro macro che non tiene conto in alcun modo di questa sicura instabilità politica ed invece consideri le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, che a questo punto dovrebbero essere sovrastimate. Non ritengo comunque che il voto a Fare sia inutile, avevo posto la domanda perche' secondo me, incentrando quasi esclusivamente su aspetti economici il proprio programma, l'importanza della stabilita' politica poteva essere un obiettivo. Personalmente non votero' Fare perche' oltre agli aspetti economici, di cui ne condivido solo alcuni, vedo ben poco altro. Mi riferisco per esempio a idee sulla giustizia che nella stessa base del movimento sono contestate in maniera seria ma non vedono risposta oppure a dichiarazioni a volte discutibili. Senza offesa alcuna (io questo sito lo leggo da tempo e penso che le migliori idee di Fare siano quasi interamente uscite da qui) non vedo grandi novita' per una proposta politica, ma solo qualche buona idea dal lato dell'economia. PS: aggiungo una cosa riguardo le vendite di immobili al commento di sotto perche' non me la spiego. Il programma parla di 17,5 mld, un articolo sul sito di Fare invece dice 35 (in cinque e non più 6 anni) come detto sopra da maresp; se la cifra è raddoppiata non è normale che chi cerca di informarsi si ponga delle domande sull’effettiva realizzabilità della proposta?

L' importanza della stabilita' secondo me e' sovrastimata.

E' chiaro che per realizzare una qualunque agenda e' necessario avere il supporto politico, e che le coalizioni troppo eterogenee tendono a mercanteggiare su tutto per poi spendere risorse pubbliche a vantaggio dei propri interessi di riferimento.

Ma sinceramente nei programmi dei potenziali alleati (meglio, nella loro natura) vedo molto poco che valga la pena di salvare.

Soprattutto, non vedo nessuno compatibile col nostro programma. Con un PD a guida Renzi, o un partito di Monti con Ichino e personalita' simili sarebbe stata un'altra storia, ma con le offerte attuali allearsi vorrebbe dire accontentarsi di fare le belle statuine.

 

Quanto alle prospettive di stabilita' e' difficile prevedere cosa uscira' dalle urne, una fetta enorme dell' elettorato non ha ancora deciso che fare, al PD (che ha un track record invidiabile nel perdere elezioni gia' vinte) e' scoppiata in mano MPS, nessuno ha idea di quanto peseranno davvero grillini, fare o ingroia.

Ma l'operazione Monti-Casini-Fini ha senso solo se PD+SEL non arrivano alla maggioranza al senato, e la stabilita' dipendera' dall' esito del mercato dei senatori post elezioni.

E Fare avrebbe pochissimi voti in una coalizione: chi dei nostri sostenitori ci seguirebbe in un' alleanza con Casini e Fini? o col PD di Bersani?

 

disclaimer: sono candidato al senato in europa e coordinatore in UK, ma parlo a titolo personale.