Titolo

Le posizioni dei politici sulla scienza

2 commenti (espandi tutti)

Grazie!

Vincenzo Pinto 13/2/2013 - 11:00

Ok, un piccolo motivo di critica a FARE (magari ci mandero' una lettera). Giorgio e' un biologo (spero non sia riduttivo) e anche uno piuttosto bravo parrebbe. Come la sua ci sono competenze di altissimo livello in questo movimento, senza arrivare agli aderenti almeno tra i candidati e i coordinatori. Non sarebbe il caso di "sfruttarli" meglio? Non pretendo la votazione sul sito, anche perche' io dei temi trattati ne so qualcosa ma sicuramente meno di un tecnico. Sarebbe pero' interessante coinvolgere chi ha le competenze e anche avere una sintesi delle discussioni e come si e' arrivati alla posizione del movimento - magari si potrebbe usare una piattaforma tipo Wiki. Non voglio fare il rompipalle, e' che veramente vedo tanto entusiasmo negli aderenti e un livello di discussione quasi mai banale, e sprecare una risorsa simile sarebbe stupido.

Vincenzo, risparmia il francobollo! Scommetto un cappuccino che Oscar Giannino si e' consultato con altri prima di mandare quella risposta e in ogni caso io non avrei saputo dire di meglio in quella sede.  Da candidato sono molto soddisfatto dell'organizzazione interna finora e anzi, detto tra di noi, l'efficenza con cui FARE sta gestendo la campagna elettorale nonostante le tempistiche fulminee e nonostante la mancanza di budget mi sembra uno dei segnali piu' forti di quanto siamo diversi dagli altri. Considera anche che le liste sono state consegnate a fine gennaio, pochi giorni prima della deadline per inviare quelle risposte a Le Scienze.

 

Un'altra cosa che mi stupisce positivamente e' che ci sia una coesione genuina di pensiero dei candidati sul programma non solo sulle voci di carattere economico ma anche su tutte le altre che sono lasciate per intendere. Questo mi fa capire che chi si avvicina a fare ha una forma mentis simile, il che non e' affatto scontato perche' sono idee davvero trasversali che vanno da destra a sinistra e dopo cosi' tanti anni in cui il dibattito politico ci ha abituato ad una forzosa dicotomia, e' sorprendete invece vedere quanti italiani siano innatamente super partes e riescano a condividere concetti nuovi.