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Occupazione e ricambio intergenerazionale

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Oltre ai due particolari autogol rilevati da Renzo Carriero, Boldrin in generale continua ad adottare uno stile di comunicazione sbagliato e controproducente in queste sue apparizioni mediatiche. Polemizza con l'avversario come se volesse convincerlo dei suoi errori. Lo fa anche intervenendo con commenti e obiezioni mentre l'altro parla. In questo modo induce l'avversario a fare lo stesso. Ne conseguono battibecchi e sovrapposizioni di voce. Risultato: Boldrin ha meno spazio per rivolgere il suo discorso al pubblico a casa, che dovrebbe essere invece l'unico suo obiettivo.  

Consiglio: evitare battute polemiche, astenersi dal commentare durante i turni di parola dell'altro, non preoccuparsi di replicare all'altro correggendo i suoi errori. Rivolgere invece il discorso al pubblico a casa, quasi ignorando l'avversario e i suoi marchiani errori. Se davvero indispensabile, correggerli nel modo più pacato e rispettoso possibile, in modo che l'altro non sia indotto a replicare. Sarà poi il pubblico a confrontare la validità delle rispettive posizioni e argomentazioni.

Insomma, quanto meno polemizzi con l'avversario, tanto più spazio hai per mostrare la forza della tua posizione e persuadere i milioni di persone che ti ascoltano e guardano. Fra l'altro, polemizzare con l'avversario è un modo per dargli un'importanza che non sempre merita. Al riguardo, ricordo un terribile autogol con la Dandini, quando Boldrin per giustificare una sua battuta polemica "lei è confusa COME AL SOLITO", alla replica della Dandini ("Ma se è la prima volta che ci parliamo", cito a memoria) rimediò penosamente dicendo che l'aveva ascoltata varie volte in TV. Qui l'autogol è l'immagine che Boldrin dà di se stesso: non solo guarda le trasmissioni della Dandini, ma addirittura si prende la briga di notare e ricordare ciò che lei dice.

Sbagliare è inevitabile per un principiante della comunicazione mediatica e politica (io farei molto peggio). Però un leader politico come Boldrin deve impegnarsi a superare questi errori, che hanno conseguenze negative enormi, data l'importanza della comunicazione mediatica nella politica attuale. Se continua così, condanna se stesso e l'intero movimento alla marginalità.

Boldrin appare a tutti, tranne i suoi pochi fan (fra cui io), presuntuoso e sprezzante, un po' come D'Alema (lo dico per provocarlo). Da un altro punto di vista (il mio), è invece troppo "altruista" nei confronti dei suoi interlocutori: prende sul serio le cavolate che dicono e, da bravo illuminista e professore, si preoccupa di spiegargli dove e come sbagliano. Troppo buono! Troppo alla pari! Ma il tuo compito, caro Boldrin, è tutt'altro e ben più serio. Polemizzando con i Landini e le Dandini, non ti mostri all'altezza del tuo compito di leader di un movimento politico di grandi ambizioni.

Principio generale della comunicazione politica (leggi George Lakoff e altri, Don't Think Of An Elephant!: Know Your Values And Frame The Debate, 2004, tr. it. 2006; tr. spagnola 2007): mantenere sempre il proprio frame. Se accetti anche solo momentaneamente il frame dell'avversario, fai il suo gioco e sei fritto.

No, Lakoff no! ;-) Opinione personale, sia chiaro, ma lo trovo un libro sopravvalutatissimo, quasi patetico. Un povero democratico distrutto che doveva trovare una spiegazione "scientifica" al perchè gli americani preferissero Bush ai suoi beniamini.

Invece sul resto sono assolutamente d'accordo, comunque specificherei che, al tirar delle somme, Boldrin non sta facendo male.

Intendo dire che, se escludiamo i difetti che hai evidenziato (provocati dalla sua vervè polemica), la sua capacità di spiegare concetti e trasmettere messaggi in poche frasi mi sembra encomiabile.

Purtroppo temo venga invitato più per le polemiche che garantisce che per la capacità affabulativa.

Lakoff

Fabrizio Bercelli 25/5/2013 - 17:12

Neanche a me piacciono tante cose di Lakoff. Ma l'idea centrale, quella che dà il titolo al libro, a Boldrin servirebbe molto tenerla presente, secondo me.

completamente d'accordo

Leggo il blog di civati, un deputato del pd, dopo aver visto boldrin-landini tutti i lettori scrivevano che lo trovavano odioso. Boldrin e' gamba, deve trovare una strategia di comunicazione migliore per raggiungere l'italiano medio con le buone idee che ha.

In italia, dove normalmente il politico di professione blatera senza sapere e promette quello che non puo' mantenere (o che mantiene scassando i conti dello Stato) la valutazione sulla sua qualità oratoria si basa su come riesce e "metterlo senza vaselina" per semplice affabulazione.  Dicono tante cose senza dire nulla ma cercano di essere gradevoli.
Il problema è che oggi bisogna avere il coraggio di dire verità che andavano dette già 20 o 30 anni fa e che sono indigeste. Chi sa che quelle cose sono vere, non percepisce alcuna "odiosità" nel personaggio che le sostiene mentre chi dubita del contenuto o non lo accetta tenterà istintivamente di rifiutare il messaggio trasferendo la sua repulsione sull'emittente. Il politico diventa istintivamente odioso a chi non accetta il messaggio e simpatico a chi il messaggiolo apprezza ("ecco, finalmente uno che dice le cose come stanno, mi sta proprio simpatico").  Credo che questo aspetto sia ineluttabile, perché fa parte della psicologia dello spettatore.
Piuttosto pero' non bisogna dare appigli all'interlocutore in un dibattito televisivo introducendo considerazioni personali come quella su Dandini (quel "come al solito") o Landini (sulla sua esperienza lavorativa).  E non tanto perché durante un dibattito possono trasfmarsi in autogol ma perché le considerazioni personali portano lo spettatore a parteggiare per l'uno o per l'altro non sulla base della scienza, delle cose concrete affermate, ma sulla base dell'empatia/antipatia delle persone coinvolte.

 

seguo pure io quel blog, e mi sono andato a vedere il dibattito in rete. Ecco, con il cuore con Landini, ma con la testa con Boldrin. Però, a un sindacalista dei metalmeccanici non gli puoi dire "il precariato è bello". Un professore universitario in USA non è la stessa cosa di un operaio italiano in mobilità.

Per dire, io sono un dipendente pubblico: ho cambiato posto cinque volte in quattro anni (Piacenza, Bologna, Caserta, Milano, Roma) con un figlio appena nato e moglie allora ancora precaria nella scuola, sono un "astronauta onorario", visto che mi sono fatto in treno l'equivalente di Terra-Luna e ritorno e ti garantisco che non è bello.

Poi, lo scontro con la Dandini. Non l'ho seguito tutto, ma non puoi limitarti a dire, "il prestito per l'università lo chiedi se non sei abbastanza smart da prendere la borsa di studio". Ho dei conoscenti online americani che continuano a dire che il carico di debito pesa troppo sui neolaureati, che i redditi che ottengono non coprono l'ammortamento (cfr. Bloomberg che invita a fare l'idraulico)  e potrebbe addirittura essere un rischio sistemico per le banche tipo i subprime, ci sono delle criticità. Insomma, certe volte Boldrin mi sembra, come dire, troppo cocksure.