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Occupazione e ricambio intergenerazionale

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Provo a vederci una positività in questa staffetta generazionale: personalmente ho l'impressione che, nelle aziende italiane inserite in un mercato del lavoro piuttosto rigido, il salario dei giovani sia fortemente compresso dai salari che i più anziani hanno saputo tirare quando ancora l'economia girava (anni '80, '90). Voglio dire, chi lavora in un azienda italiana vede che ci sono due tipologie di lavorotori: da una parte i più giovani che pigliano 1000 euro o poco più e a cui vengono richieste moli di lavoro notevoli, dall'altra lavoratori sulla cinquantina che staccano salari sui due-tre mila euro e oltre senza fare nulla di più rispetto al primo gruppo. Questa differenza di trattamente spesso è completamente indipendente rispetto alla produttività degli individui.

Allora, se diamo per scontato che questo sia vero almeno in parte, una simile staffetta non potrebbe essere un beneficio per le aziende che si libererebbero di lavoratori ben pagati e poco produttivi, e per i giovani stessi i quali, essendosi liberate risorse, riceverebbero condizioni più favorevoli? (se non in termini di  salario, almeno che  si investa sulla loro formazione, cosa che ora sta a zero in Italia!!)

Ti porto come esempio l'azienda in cui lavoro, collega che e' in azienda da 20 anni ha un salario da 2500 euro, e' riuscita a tirarlo come dici tu nei tempi buoni. Tutti quelli che sono stati assunti negli ultimi anni salario da 1000 euro, addirittura gli ultimi assunti stage rimborso spese o contratto da agenti. E non facciamo dei lavori cosi' diversi...siamo tutti produttivi pero' l'essere nati dopo il 1975 ci fa avere condizioni completamente diverse. Naturalmente noi compensiamo il peso dei salari dei piu' vecchi...inutile dire che abbiamo pure la laurea. Purtoppo il mercato del lavoro italiano e' un disastro, io ho pensato un milione di volte di emigrare.