Titolo

Occupazione e ricambio intergenerazionale

1 commento (espandi tutti)

In italia, dove normalmente il politico di professione blatera senza sapere e promette quello che non puo' mantenere (o che mantiene scassando i conti dello Stato) la valutazione sulla sua qualità oratoria si basa su come riesce e "metterlo senza vaselina" per semplice affabulazione.  Dicono tante cose senza dire nulla ma cercano di essere gradevoli.
Il problema è che oggi bisogna avere il coraggio di dire verità che andavano dette già 20 o 30 anni fa e che sono indigeste. Chi sa che quelle cose sono vere, non percepisce alcuna "odiosità" nel personaggio che le sostiene mentre chi dubita del contenuto o non lo accetta tenterà istintivamente di rifiutare il messaggio trasferendo la sua repulsione sull'emittente. Il politico diventa istintivamente odioso a chi non accetta il messaggio e simpatico a chi il messaggiolo apprezza ("ecco, finalmente uno che dice le cose come stanno, mi sta proprio simpatico").  Credo che questo aspetto sia ineluttabile, perché fa parte della psicologia dello spettatore.
Piuttosto pero' non bisogna dare appigli all'interlocutore in un dibattito televisivo introducendo considerazioni personali come quella su Dandini (quel "come al solito") o Landini (sulla sua esperienza lavorativa).  E non tanto perché durante un dibattito possono trasfmarsi in autogol ma perché le considerazioni personali portano lo spettatore a parteggiare per l'uno o per l'altro non sulla base della scienza, delle cose concrete affermate, ma sulla base dell'empatia/antipatia delle persone coinvolte.