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L'inglese per tutti

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Vorrei stroncare la tua proposta in maniera brutale e sommaria, siccome è da maleducati articolerò le obiezioni (scusa la prolissità) :-)
1) Nei paesi che citi la ragione originaria e principale per cui scelsero di sottotitolare i programmi è che costava doppiarli per mercati così piccoli. Infatti lo stesso succede in Ungheria, in tutti i Balcani, Grecia inclusa, e non direi che sono tutti magicamente bilingue, questo perché la qualità della scuola è la variabile principale.

Ad esempio in Germania non sottotitolano NIENTE***, doppiano tutto come da noi ed il livello di diffusione e conoscenza dell’inglese è più che valido, senza doversi sorbire i film con un occhio alle immagini ed uno ai sottotitoli.

Nota: comunque da quando esistono internet e i dvd la questione non si pone più per chi veramente vuole imparare

2) qui l’idea mi piacerebbe. Non per imparare le lingue, ma come esperienza formativa. Tuttavia in un paese dove lo stato non può finanziare cose ben più importanti e primarie, riguardo scuola e salute, sarebbe solo uno spreco di risorse.

Sono cose da paese ricco, tipo Danimarca, o da regione oppressa e soggiogata da un malvagio invasore, tipo Sud-Tirolo :-)

Faccio una mia controproposta: licenziamo gli insegnanti di inglese, con i soldi risparmiati si offrono rimborsi per corsi full immersion agli studenti che ne fanno domanda.

Rimborso che si potrà incassare solo dopo aver passato un esame che dimostri l’effettivo grado di apprendimento.

3) ma uno a casa sua potrà far quel che vuole? :-)

4) pensiamo prima a come trattenere gli insegnanti italiani madrelingua bravi, (che altrimenti vanno in amerika, aprono blog e rompono i coglioni a tutti gli “intellettuali” italiani :-)

Cito un cantante sopravvalutato:” il giorno della fine non ti servirà l’inglese”, ma nemmeno per scaricare la frutta ai mercati generali, o per fare il muratore, è obbligatorio saperlo. L’importante è che quelli che vogliono veramente impararlo siano messi nelle condizioni di apprenderlo, non che lo apprendano tutti.

Non credo sia un caso che l’idea della trasvalutazione dei valori a Nietzsche sia venuta in Italia.

Noi siamo quelli convinti che, costruissimo più piste ciclabili come all'estero, la gente andrebbe di più in bicicletta,  mentre all’estero la gente va di più in bicicletta…per quello hanno costruito le piste ciclabili.

Intendo dire: l’articolo si riferisce all’ambito universitario, mentre tu parli della diffusione dell’Inglese a livello generale. Ma...siamo sicuri che ci sia tutta questa domanda? Vedi file fuori dagli istituti linguistici? Certo, a parole, tutti vorrebbero sapere l’inglese come, sempre a parole, tutti da domani si metteranno a dieta.

PS

*** in realtà sottotitolano in TEDESCO le notizie. Lo fanno per i non udenti. Non capisco perché da noi si sia invece scelto di avere un riquadro con uno che traduce a gesti.

 

 

 

D'accordo in parte

Turz 14/6/2013 - 12:00

Intendo dire: l’articolo si riferisce all’ambito universitario, mentre tu parli della diffusione dell’Inglese a livello generale. Ma...siamo sicuri che ci sia tutta questa domanda? Vedi file fuori dagli istituti linguistici? Certo, a parole, tutti vorrebbero sapere l’inglese come, sempre a parole, tutti da domani si metteranno a dieta.

Il fatto che non ci sia domanda non significa che non sia una cosa importante, da incentivare (vale per l'inglese come la dieta).

Oggi sono pochissimi i lavori per i quali l'inglese non serve assolutamente a niente. Soprattutto considerando:
1) che praticamente tutti per lavorare devono usare il computer (penso a chiunque sia lavoratore autonomo e quindi deve tenere la contabilità);
2) che col mercato globale è praticamente impossibile non avere né clienti né fornitori né colleghi stranieri, soprattutto se si pretende di considerare l'Italia un paese non dico sviluppato ma almeno in via di sviluppo, e quindi si cerca di investire su lavori ad alto valore aggiunto, non sulla muratoria o sullo scaricamento di frutta (e comunque sarebbe un vantaggio per lo scaricatore italiano poter parlare con lo scaricatore venuto da Lagos o da Calcutta in inglese anziché a gesti).

Condivido in parte l'obiezione sui doppiaggi (però attenzione che i vicini olandesi, danesi e fiamminghi sanno l'inglese enormemente meglio dei pur bravini miei conterranei tedeschi). Il vero problema è che non si può impedire alle case cinematografiche di doppiare i film in italiano/francese/tedesco, né alle TV di trasmetterli, né alle persone pigre di preferirli rispetto a quelli in lingua originale.
Sono io l'unico "pirla" che guarda apposta i film in lingua originale e che costringerà eventuali figli a fare lo stesso.

E ovviamente sono d'accordo che ognuno a casa sua fa come gli pare, nessuna legge può "entrare in casa della gente" (salvo ovvi casi estremi tipo gli stronzi che picchiano la moglie).

P.S.: Al posto degli insegnanti di inglese licenzierei (o meglio: riqualificherei) quelli di lingue morte.

Il fatto che non ci sia domanda non significa che non sia una cosa importante, da incentivare (vale per l'inglese come la dieta).

Posso essere d'accordo ma non è con iniziative come quelle che si otterrà il risultato. Iniziative che, se si rivolgono a persone che non ne vogliono sapere, finirebbero per essere paternalistiche o velleitarie. Bisogna affrontare il problema alla radice: non è ammissibile che dopo anni di scuola si esca quasi digiuni di inglese, a dire il vero non è nemmeno ammissibile che si esca dalle medie non parlando correttamente l'italiano (e succede anche questo). Se non si risolve prima questo, inutile imbarcarsi in altre iniziative secondo me.

i vicini olandesi, danesi e fiamminghi sanno l'inglese enormemente meglio dei pur bravini miei conterranei tedeschi

Vero ma, non so perchè, io guarderei ai risultati greci più che a quelli danesi, per predire quel che succederebbe da noi :-)

Al posto degli insegnanti di inglese licenzierei (o meglio: riqualificherei) quelli di lingue morte.

Non lo so, toglieresti la possibilità di far pesare di aver fatto il classico e l'utilizzo del latinorum invece di termini chiari. Comportamenti storici delle nostre elitè che li distinguono dalle barbare elitè straniere, che son solo capaci di produrre prosperità e benessere ma sono ignare della cultura antica :-)

Battute a parte, non saprei dire se l'insegnamento delle lingue morte sia ancora utile nè se siano effettivamente apprese dagli studenti, mentre so per certo che c'è un problema con l'apprendimento dell'inglese. Non voglio buttare la croce sugli insegnanti ma, visti i risultati, qualcosa bisogna pur fare al riguardo di come la lingua viene insegnata !

PS

Non sei l'unico pirla. Anch'io a volte guardo i programmi in originale (con o senza sottotitoli) proprio per migliorare l'inglese. Però non puoi imporlo a chi vive beatamente anche senza sapere l'inglese e vuol solo rilassarsi quando guarda un film.

Pazienza se i ragazzi del film negli hot dog ci mettono la mostarda, invece della senape e le bambine sono tutte eccitate, invece di agitate :-)