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Il mito della prima casa

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Sarebbe assurdo pignorare un'abitazione per meno di 120 mila euro e poi dover assegnare all'ex proprietario un alloggio popolare.

E' un'operazione in perdita, per la pubblica amministrazione. Non sembra un provvedimento dettato da posizioni di principio, quanto da ragionevole pragmatismo, dettato anche da ragioni di ordine pubblico.

Purtroppo questo ragionamento lo si fa spesso anche se si tratta di privati, con la conseguente difficoltà a liberare l'immobile, con l'aumento dei costi delle transazioni e la diminuzione del giro d'affari.

Parti dal presupposto errato che chiunque non abbia (o abbia perso) il diritto di proprietà su un immobile debba ricevere un alloggio popolare.

Al contrario, è necessario anche che il soggetto in questione non possa permettersi di pagare un affitto.

Prima di tutto non c'è alcuna affermazione sul diritto (inesistente) a ricevere un'abitazione popolare. Se non ce ne sono libere, hai voglia di avere tutti i requisit di questo mondo.

Però è probabile che chi non abbia i soldi per pagare il fisco, non abbia neanche il reddito per pagare un affitto, allungando così le liste dei pretendenti degli alloggi popolari.

Finirebbe per gravare sull'assistenza pubblica, anche per quanto riguarda l'abitazione, e costerebbe  alla collettività più di quanto ricavato dalla vendita dell'immobile pignorato.