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Il mito della prima casa

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Egr. Avvocato, lei non può, a mezzo di un titolo esecutivo (la liquidazione del giudice) chiederne un altro (decreto ingiuntivo).

Si troverebbe nella possibilità di esecutare un bene, ed al contempo ipotecarne un altro (cass.30/06/06, n. 15084).

Ribadisco la conclusione: in Italia, alcuni titoli esecutivi permettono di aggredire violentemente (esecuzione) un bene immobile, precludendone invece l'approccio "soft" (l'ipoteca).

Questo a causa dell'interpretabilità della frase del CC art. 2836 "sentenza o da altro provvedimento giudiziale ad essa parificato".

 

Dico sul serio. Non capisco perchè ti avventuri in argomenti che è evidente che non conosci e fai figure barbine, pur di difendere un intervento fatto da te distrattamente.

Invece di dire: "si, si discute come al bar e qualche volta si spara una cazzata, ne prendo atto", ti ostini a sostenere stupidaggini. Guarda che non puoi vincere... semplicemente fin quando mi andrà ti risponderò... appena mi sarò stufato di vincere facile ti abbandonerò.

E il fatto è proprio questo... che mi stai rendendo il compito troppo facile. E infatti la sentenza che hai citato, come tutte le altre sul punto, dice proprio quello che cercavo di spiegarti prima.

Il decreto di liquidazione dei compensi NON E' TITOLO PER ISCRIZIONE DI IPOTECA.

Quindi o non l'hai letta la sentenza oppure non l'hai capita.

Cass. 15084/06:

"Orbene, poichè il provvedimento di liquidazione dei compensi al consulente tecnico emesso ai sensi della L. n. 319 del 1980, art. 11, ancorchè nei procedimenti civili costituisca titolo provvisoriamente esecutivo nei confronti delle parti a carico delle quali è posto il pagamento, non è, in mancanza di un'espressa disposizione di legge, titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale, prevista dall'art. 2818 c.c, deve ritenersi che sussista un interesse del consulente, a fronte del persistente inadempimento del debitore, a promuovere in base al provvedimento di liquidazione un giudizio contenzioso con lo strumento monitorio per precostituirsi un titolo che gli offra maggiori garanzie, in quanto spiegante effetto anche al di fuori del processo esecutivo e nei confronti di eventuali terzi (cfr.: Cass. civ., sez. L, sent. 17 aprile 2004, n. 7354; Cass. civ., sez. 1^, sent. 5 gennaio 2001, n. 135)."

Ripeto per la terza volta il concetto, che senza accorgertene hai appena ribadito:

"In Italia, alcuni titoli esecutivi permettono di aggredire violentemente (esecuzione) un bene immobile, precludendone invece l'approccio "soft" (l'ipoteca)."

Se invece vuoi parlare dell'incertezza del diritto (tu mi consigliavi di chiedere un decreto ingiuntivo, io ti ho allegato una sentenza che ti dimostra che non posso) , possiamo aprire un altro tema.

A questo proposito, vedi anche Cass. 2/03/2000 mr. 2315, che ribadisce il concetto che esprimevo ma testimonia un diverso intendimento nel processo monitorio.

Eviterei però toni aggressivi o deridenti.

Anche perché non è questione di "vincere", come dici tu,  o perdere, bensì di capirsi.

O di capire.