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Il mito della prima casa

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la sua azione esprime gli interessi di coloro che lo governano e dei loro elettori.

Ritengo utile precisare che, nel caso di legge elettorale a liste chiuse (come il nostro), gli "elettori" di un eletto sono costituiti dal consiglio direttivo del partito che ha stilato la lista.

Nulla a che fare con i cittadini o una parte di essi (che votano solo il partito, non i candidati).

Non per niente la legge elettorale classifica il ns. sistema istituzionale come "partitocrazia" (On. Lucifero, 1948), non "democrazia".

Ritengo sia un sistema molto difficile da modificare, qualora radicato. Specialmente in caso di prevalenza del legislativo sull'esecutivo (parlamentarismo).

I casi di riforma (esempi: di Mussolini, Hitler e Degaulle) difettavano di almeno uno dei due presupposti di cui sopra (radicamento e parlamentarismo).

Abbastanza illuminante il caso di Berlusconi, che dopo aver appoggiato il referendum per l'uninominale ed essere stato eletto grazie alla conseguente riforma (parziale), trovò più conveniente per il consolidamento del proprio potere in ambito parlamentarista tornare alla legge elettorale a liste chiuse.