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Un popolo di illusi?

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"gli italiani si sono illusi di essere diventati ricchi . . . "

"necessità di redistribuzione risorse derivata dalla seconda guerra mondiale . . . "

etc.

Insomma, basta.

Il problema dell'italia sono la spesa pubblica e la burocrazia, e questi non sono colpa né degli italiani, né della storia mondiale. E non sono neanche colpa dei "politici", per quanto classe detestabile in quanto tale.

E' colpa semplicemente della forma istituzionale. Che non dà scampo al paese e porta inevitabilmente a questi risultati.

Anche di fronte al baratro, questi problemi aumentano.

Se qualche lettore di questo mio post non è nato ieri, si ricorderà che sono 30 anni che ogni governo ed ogni partito sbandiera la necessità di ridurre spesa pubblica, tasse e burocrazia.

Al "governo", in questi 30 anni, si sono succeduti antistatalisti sfegatati, da Brunetta a tutti i ministri liberali del pentapartito, allo stesso SB, al suo Tremonti, a Monti. Addirittura Martino. Perché, Craxi non metteva questi punti come sua bandiera? Anche Fanfani lo faceva, guarda un po'.

E allora perché? Perché è impossibile a qualunque esecutivo neanche rallentare la crescita della spesa?

La risposta è grande come una casa. Ecco perché nessuno la vede.

Perché, in Italia, il potere esecutivo non esiste. O meglio, c'è, ma è fuori dal controllo del "governo", dei cittadini, del parlamento, di qualunque organo istituzionale.

Chi sono, in Italia, i membri dell' "esecutivo"? Non certo i ministri, che non hanno neanche idea di come funzionino i ministeri che dovrebbero gestire. I ministri, vista la nostra forma istituzionale farlocca, sono degli uomini di partito. In casi eccezionali, tipo governo Monti, sono amici e conoscenti del primo ministro.

E allora, chi governa i Ministeri? Semplice: i dirigenti ed i funzionari ministeriali. Gente pratica, che è arrivata alla propria posizione mediante un sistema a cui debbono tutto, e che non si sognano certo di ribaltare. Anzi, sono pieni di amici, parenti e colleghi a loro cari. Sono soggetti a sanzioni, responsabilità, doveri particolari? Poiché le regole del ministero le fanno loro, la risposta non la do neanche.

Ma allora, che cosa fanno i "ministri"? Amministrano? Ovviamente no. Lo sanno tutti che fanno. Fanno Leggi. Nelle quali sanciscono: "bisognerà fare così e cosà. Come farlo è delegato al ministero". Ovvero ai funzionari di cui sopra. Che ogni tanto qualcosa fanno, se conviene al loro sistema, alla loro corporazione. Altrimenti no. Tanto, chi se ne frega? Dovrebbero far loro, in modo autiolesionistico, ciò che dovrebbe fare qualche ignorante "ministro"? Che altro non sa che delegare le proprie "volontà" a chi ne ha di contrarie?

Nel frattempo, con questo raddoppio del potere legislativo (ed annullamento dell'"esecutivo"), il paese produce una media di 2000 leggi l'anno. La maggiorparte inutili e contraddittorie.

Con il particolare che questo efficientissimo potere legislativo è composto da gente che, per la maggiorparte, non ha mai letto né la costituzione né altro codice. Anche essi sono solo "uomini di partito". E che infatti delega a consulenti le proprie prerogative.

Ma la domanda è un'altra. Perché nessuno si accorge di questo problema enorme? Ma questo sig. Amato, amato tantissimo dalle banche per cui ha inventato le fondazioni, ci è o ci fa? E' veramente cieco, o è un (dr) sottile retore, impegnato in una raffinata presa per il sedere di lettori ammaliabili da logiche complicate?  Purtroppo, è più probabile la prima risposta. E la benda che gli copre gli occhi è il successo accreditatogli.

Ed infine: ma in fondo, ha senso discutere di economia, se tanto è impossibile attuare qualunque misura che non vada a produrre aumento di spesa (oltreché altre leggi)?

Tanto per fare un confronto di tipo istituzionale, ricordo che il "parlamento" Svizzero si riunisce in media 4 volte l'anno,  e che il suo esecutivo resiste al cambiamento di colore del parlamento in quanto le sue funzioni, giustamente,  non centrano niente con quelle dell'assemblea.