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Un popolo di illusi?

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Per carità, non ho mai detto (nè pensato, nè sottinteso) che qualcuno qui sia stupido. Mi scuso profondamente se così fosse sembrato.

Ripeto che quella frase è pensata e riferita ai presunti obblighi della "mentalità scientifica" e in questa prospettiva va letta. Se vogliamo applicarla al libro in questione vorrei si intendesse così:

i) Certo Amato può scrivere un libro di storia su avvenimenti dove ha avuto un ruolo negativo, il libro potrà essere valido o meno, ma si possono avere pregiudizi sul libro che faccian decidere di non leggerlo a priori senza per questo ledere nessuna "mentalità scientifica".E' semplicemente una delle opzioni legittimamente praticabili. Per inciso: questo non significa che posso criticare la tesi del libro senza leggerlo, che è cosa diversa.

ii) questa non l'ho capita io. Comunque per me Amato può scrivere un libro di storia pur non essendo uno storico ma necessità, diciamo, di  peer review maggiore. Insomma se leggo una cosa su un libro di storia di Graziosi e un'altra su un libro di storia di Jacopo Fo tenderò a dare maggior credito al primo che studia la materia da più tempo o no ?

iii) Se proprio temo sia l'opposto: tutti possono scrivere libri di storia perchè dati e numeri possono non essere sufficienti, possono prestarsi a varie interpretazioni, bisogna capire quali vanno considerati. In questo vedo similitudini tra storia ed economia: i numeri bisogna saperli leggere e non tutti sono in grado, questo ci riporta al punto ii)