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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Ringrazio il prof. Monacelli e NfA per aver pubblicato un approfondimento così interessante, sebbene l'approccio alla lettura risulti particolarmente difficile per un non addetto ai lavori. 

Non ho le competenze per poter intervenire su argomenti quali la validità o meno della legge di Kaldor-Verdoorn, sui quali comunque mi sembra di capire che anche nell'ambito del dibattito scientifico non sia ancora stata detta l'ultima parola. Mi permetto solo di accennare, per completezza, a quanto letto in un post successivo a quello citato da Monacelli, relativo ad una conferenza riguardante la produttività, tenutasi a Pescara il 5/6/13 assieme ai prof. Travaglini e Daveri (Goofynomics: Produttività (Again)). Leggendo il post ho avuto l'impressione che non vi fosse una preclusione totale, da parte dell'autore, riguardo alla possibilità che anche il lato dell'offerta potesse giocare un ruolo nel declino della produttività italiana. Declino che viene interpretato da Daveri e Travaglini - se capisco bene - come conseguenza degli effetti perversi delle riforme del mercato del lavoro iniziate nel 1997. 

E che viene successivamente discusso, dallo stesso autore, come segue: "Il mio punto era che esiste anche un'altra linea di interpretazione, non necessariamente alternativa a questa (sulla quale onestamente non avevo mai riflettuto), ma complementare, ovvero che lo shock determinato dalla rivalutazione reale del 1996 abbia potuto attivare un meccanismo di causazione cumulativa del tipo descritto da Dixon e Thirlwall nel lontano 1975, sulla base di un modello "concettuale" (cioè non formalizzato in equazioni matematiche) esposto da Kaldor nel lontano 1970". 

Le mie competenze non mi permettono di proseguire oltre, e se avrete voglia sarei felice di leggere i vostri commenti al riguardo. Mi permettevo soltanto di specificare come non mi pare di notare che vi sia una preclusione assoluta e dogmatica, da parte di Bagnai e dei lettori del blog (almeno per quanto riguarda il sottoscritto), alla possibilità che meccanismi "dal lato dell'offerta" possano giocare un ruolo significativo, e che in ogni caso l'analisi relativa al declino della produttività (per quanto io possa capirne) all'interno del blog mi sembra essere sostanzialmente più ampia rispetto a quanto descritto dal prof. Monacelli (che comunque ringrazio) nel suo post di oggi. 

Grazie Federico. Il punto del mio post è proprio quello di obiettare all'ipotesi "Dixon-Thirwall", e al presunto meccanismo "domanda causa produttività nel lungo periodo". Soprattutto di obiettare al modo, blandamente (a dir poco) scientifico, con cui questa ipotesi è stata ventilata, e utilizzata ad arte per sostenere tesi a mio avviso fumose, del tutto qualitative, e in ultima istanza pericolose per gli effetti sul dibattito pubblico.