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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Quindi immagino che i poveri lavoratori tedeschi sfruttati dal capitale stiano emigrando in massa dove i salari sono intoccabili, tipo Italia.

Piu che dall'euro dovremmo uscire dalla CE per poter arginare questa massa di immigrati senza arte ne parte :P

Recentemente è uscito un lavoro di Sebastian Dullien intitolato "A GERMAN MODEL FOR EUROPE?", nel quale si evidenzia come le riforme attuate dal governo Schroeder nei primi anni duemila, oltre che condurre la Germania su di un sentiero di crescita non sostenibile sul lungo periodo, se adottate simultaneamente da tutti i paesi dell'Euro Zona, finirebbero per fare implodere la stessa.
E' interessante anche notare che la Germania, con Agenda2010 abbia ridotto i propri investimenti in R&S e nell'istruzione. L'esatto opposto di quanto dovremmo fare noi.

Spero che il riferimento possa contribuire al dibattito.
Gianluca

In effetti c'è un forte afflusso di cittadini tedeschi verso la Svizzera negli ultimi anni, tanto che sono al primo posto nei saldi migratori, e  non tanto perché i salari elvetici siano intoccabili ma perché sono elevati e le condizioni di welfare sono notevoli. E la Svizzera, che aderisce a schengen, nulla puo' farci (è già fuori dalla UE e dall'Euro).  Seguono portoghesi, francesi ed italiani. In effetti questo dell'emigrazione è un buon marker   per capire da dove si scappa e dove si sono le condizioni migliori.

A proposito di cambi fissi, anche il Franco svizzero, teoricamente fluttuante in modo libero, è ancorato all'euro, per lo meno nel limite da non superare  (1.20 CHF per 1€) per non danneggiare le esportazioni quando il franco è forte o le altre valute sono troppo deboli.

Ecco, appunto. Meglio cambi fissi o flessibili?

Non so che dire. Per una valuta forte (notoriamente bene rifugio) come CHF è chiaro (almeno per me) che il suo essere forte è perchè le altre valute sono deboli e dopo essersi disancorate dall'oro stampano carta a go-go, svalutandosi. Tuttavia  questo essere valuta forte danneggia le esportazioni e quindi la produzione di PIL ed i livelli occupazionali.

Una certa stabilità, o ambito di fluttuazione, è desiderata. Piccoli paesi competitivi legati fortemente come import/export a grandi aree economiche tendono ad ancorarsi a quella valuta perché i vantaggi superano gli svantaggi.  Pero' bisogna saper essere competitivi. Se non lo si è si va a rotoli, ma non certo per "colpa" della divisa.

Non sequitur

Babbeus 12/8/2013 - 22:41

Quindi immagino che i poveri lavoratori tedeschi sfruttati dal capitale stiano emigrando in massa dove i salari sono intoccabili, tipo Italia.

Ci sono un po' di cose da chiarire: (1) La Germania partiva da salari nominali e reali superiori all'Italia quindi poteva ridurli consistentemente anche senza andare sotto ai nostri. Eventualmente i lavoratori tedeschi avrebbero potuto ottenere salari maggiori trasferendosi in Francia o in UK. (2) Quello che conta ai fini dell'incremento di competitività è la variazione del salario non il salario assoluto. (3) Quando emigri oltre al salario medio devi guardare a cose come prospettive occupazionali, barriere culturali e linguistiche. (4) Contenendo la crescita dei salari nominali i tedeschi hanno contenuto l'inflazione, quindi c'è da tener conto anche di differenze nel costo della vita che sono a vantaggio dei residenti tedeschi.

D'accordo, ma rispondevo ad un post che affermava che le riforme non sono altro che compressione dei salari.Ammetto che il tono è stato influenzato da tanti commenti letti sulla moderazione salariale tedesca che presentano la germania del 2013 come una via di mezzo tra il vietnam di oggi e la Londra di Dickens, ed il post di PZ meritava più rispetto.

In realtà da che ricordo la Germania non ha affatto ridotto i salari, li ha semplicemente aumentati meno della produttività, che è quello che suggerisce di fare il buonsenso oltre alla teoria economica.

In UK  (dove la svalutazione della sterlina ha depresso i salari ben più che in germania) di immigrati tedeschi se ne vedon pochini, quasi tutti bancari, dai piigs arrivano a frotte e di tutte le estrazioni sociali.