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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Impossibile dire se cambi flex o fissi siano meglio. Dipende dalla struttura dell'economia del paese, dagli shock che colpiscono il paese, dall'elasticità di sostituzione

Possiamo azzardare così:

1. Cambi fissi sono utili (molto utili) per paesi che EX-ANTE debbono importare credibilità. Ed è il motivo principale per cui l'Italia ha aderito all'euro

2. Ovviamente se un paese come l''Italia spreca l'occasione di importare credibilità (e poter quindi ridurre contemporaneamente debito pubblico, inflazione, e tassi di interesse), è chiaro che EX-POST i cambi flessibili sembrano attraenti. Perchè offrono una boccata di ossigenocEX-POST

3. Generalmente la letteratura parte dalla tesi di Friedman secondo cui cambi flex sono sempre meglio. Perchè permettono aggiustamenti del tasso di cambio REALE anche in presenza di rigidità nominali dei prezzi.  Ma la letteratura neo-keynesiana moderna ha molto riconsiderato il ruolo di cambi fissi. Ed è comunque uscita dalla contrapposizione flex vs fixed, suggerendo che il cambio possa/debba  essere "managed" in un'ottica di gestione ottimale della politica monetaria. Posso linkare paper tecnici su questi punti,ma non so se sia il caso.

4. Detto questo, l'euro è un sistema di cambi irrevocabilmente fissi. E' una currency area. All'interno di una currency area, come negli USA, convivono areee economiche con competitività diverse. Usando la stessa logica estrema dei cambi flessibili come strumento di recupero di competitività , se tornassimo alla lira, poi il Sud Italia dovrebbe uscire dall' "area valutaria della lira", perchè non in grado di reggere il gap di competitività.