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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Scrivi che molti dei guai dell'Italia e dei lavoratori italiani vengono dalla concorrenza dei paesi a bassi salari. Ne deduco che per te il cambio fisso con Germania,Francia,Spagna,Olanda,ecc. non sia un problema, ma al massimo il cambio dell'Euro con Serbia,Polonia,paesi dell'Est Europa,Cina,India,ecc.
Poi citi Bagnai che parla di euro come vincolo esterno. Ma Bagnai dice in realtà il contrario: la concorrenza sleale la fa la Germania non i paesi poveri.
Bagnai ammette che i lavoratori dell'industria tedesca sono pagati più degli omologhi italiani (addirittura il 60% di salario orario in più http://noisefromamerika.org/articolo/ancora-euro-germania-parte-1 ), ma sostiene che conta soprattutto la variazione nel tempo. In Germania mentre la produttività cresceva vi è stata moderazione salariale, cioè i salari nell'industria che partivano da valori elevati crescevano poco, la Germania guadagnava competitività e l'Italia ne perdeva.Secondo Bagnai questa è una sorta di svalutazione competitiva per via salariale.
Quindi, corollario, bisogna alzare i salari dei Tedeschi (i loro salari non i nostri),aumentando il gap con quelli Italiani per far recuperare competitività all'industria Italiana.

Per quanto riguarda Bagnai, ci sono i suoi post,i sui articoli sul Fatto Quotidiano le sue interviste su YouTube e il suo libro, la mia citazione “dell'euro come metodo di governo” è risaputa e in estrema sintesi è data dal fatto che L'euro-zona non è una AVO la Germania non ci pensa nemmeno a convergere verso l'eliminazione delle anomalie che sono molteplici, ma anzi ha usato un atteggiamento non cooperativo dato che ha bloccato i salari e le nuove assunzioni sono prevalentemente minijob. Questo penalizza la nostra industria perchè se non si può più aggiustare il cambio inevitabilmente si deve svalutare il lavoro. IL VINCOLO ESTERNO APPUNTO!

Dumping Sociale

Bagnai non ha mai toccato in rete per quello che ne so io il tema del Dumping sociale con i paesi dell'Asia e dell'est Europa.

Ma io non ho mica attribuito a lui questa riflessione, E' MIA!

Vedi, io vorrei sapere una cosa molto semplice se le industrie delocalizzano lo fanno perchè non prevedono una domanda adeguata per i loro prodotti?

Sarei propenso a pensare di no visto che fanno nuovi investimenti, quindi non intravedono un problema di domanda perlomeno nel lungo periodo.

Magari posso capire chi va in Austria e lo fa perchè si è rotto della burocrazia Italiana, ma in Polonia, in Bulgaria ecc..ecc.. per cosa ci vai?

Forse, e dico forse, ci vai perchè ti vuoi posizionare su una leaderschip di costo?

Guarda qui il problema non è degli imprenditori che fanno il loro lavoro ma della politica!

Vedi, mi piacerebbe sapere chi ha il coraggio di dire a un lavoratore della Indesit questo:

DATO CHE SIAMO IN UN AREA VALUTARIA, CARO LAVORATORE SAPRAI BENE CHE QUESTO COMPORTA LA MOBILITÀ DI CAPITALE E LAVORO, IL CAPITALE SI È SPOSTATO ALTROVE TU PUOI SEGUIRLO A PATTO CHE ACCETTI SALARI POLACCHI O BULGARI.

Alla maggioranza dei giovani laureati gli diciamo, dato che non potete andare tutti in Germania o in America, guardate che c'è lavoro anche i Polonia a 500 euro al mese e siete fortunati i vostri studi vi consentono di prendere il doppio di un lavoratore Polacco.

Quindi, corollario mio:

Rimpiango Ford che era una spazzatura dal punto di vista delle simpatie politiche, ma aveva capito che il Capitalismo che produceva beni per la massa funzionava se la massa consumava.

QUESTI SONO I TEMI DELL'EUROEXIT PER LA GENTE COMUNE, BASTA VEDERE LE DOMANDE CHE FANNO A BAGANI SU YOUTUBE.

Tralascio la svalutazione verso i paesi Asiatici e dell'est Europa perchè è una provocazione (garbata ma quella è).