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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Bagnai non ha mai parlato di cambio sovraprezzato. Quello che pone all'attenzione è piuttosto il cambio fisso. È evidente che il cambio fisso favorisce le economie più competitive rispetto alle altre. La differenza è che i differenziali di competività si stanno accentuando invece di convergere. Ma questo era ampiamente prevedibile. È questo il tema principale, l'idea che il vincolo esterno ci renda virtuosi. Dispiace constatare che ciò non avvenga. Il disastro è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi 20 anni si sono fatte tutte le riforme possibili, istituzioni, lavoro, scuola, pensioni, welfare, università, pubblica amministrazione, difesa, agricoltura, pesca, sport, giustizia, costituzione ecc. E cosa abbiamo ottenuto? Disoccupazione, indebitamento complessivo oramai insostenipbile, deriva populista, distruzione del sistema produttivo, emigrazione delle eccellenze. A me sembrate un po' autistici. Trovo molto disagio nel veder definite 'pericolose' alcune posizioni euroscettiche, anche estreme. (Che poi l'estremismo nella fattispecie sarebbe l'euro-exit, posizione del tutto legittima). Trovo invece estremista la posizione vincolista, che sta portando al disastro politico-economico-sociale del paese. A mio avviso la Sua posizione, e di quelli che degnamente e leggittimamente trovano voce in questo blog, è fallace proprio nel voler perseguire una posizione di difesa estrema del cambio fisso e del vincolo esterno come leva per porre in atto le fantomatiche riforme. Il paese ritorna competitivo alla luce dell'attuale congiuntura solo deflazionado. Period. La riforma delle istituzioni economiche di cui lei parla sono ovviamente necessarie ma richiedono decenni, se non di piú. Che vogliamo fare nel frattempo? Diventare come la Grecia? Io non vedo altra soluzione. C'è poi tutta la questione extra-economica, che Lei giustamente non affronta ma che è intimamente legata a tutto il resto. Siamo sicuri che un assetto istituzionale come quello che abbiamo adesso in ambito europeo si sostenibile non solo democraticamente ma anche socialmente ed economicamente. Eppoi Lei attribuisce la perdita di competività del sistema Paese alla inadeguatezza delle sue istituzioni econimiche e sociali rispetto al mercato globale. E questo a me sembra una posizione ragionevole e condivisibile. Ma riformare non comporta risorse ed investimenti? Vede lo spazio attualmente per investimenti produttivi in Italia? Eppoi il flusso copioso di capitali verso la periferia dell'eurozona ha comportato investimenti produttivi? A me non sembra, solo edilizia e credito al consumo. Non è che i capitali se ne fregano del lungo e medio termine e vanno solo dove c'è maggiore remunerazione nel minor tempo possibile?

Negli ultimi 20 anni si sono fatte tutte le riforme possibili, istituzioni, lavoro, scuola, pensioni, welfare, università, pubblica amministrazione, difesa, agricoltura, pesca, sport, giustizia, costituzione ecc 

 e io che pensavo che la corte avesse appena bollato come incostituzionale la norma che puniva gli amministratori regionali che sperperano miliardi di euro nel settore sanitario

 e io che pensavo che le risorse anziché essere destinate a riqualificare e ricollocare i lavoratori venissero utilizzate per la cassa in deroga senza nessun tipo di coordinamento tra esigenze delle imprese e corsi di formazione

e io che pensavo che la spesa pensionistica continuasse ad aumentare con gente che becca 90000 al mese

ci troviamo in 20 anni diversi?io li conto a partire dal 2013(come da data sui giornali)

Eppoi il flusso copioso di capitali verso la periferia dell'eurozona ha comportato investimenti produttivi?

magari se i politici smettessero a)di occuparsi di banche b)di farle gestire ai vari mussari ne trarremmo benficio invece di sproloquiare su stupidaggini

Capisco che ognuno ha le proprie opinioni sulle 'riforme'. È peró innegabile che TUTTI quelli che sono stati al governo negli ultimi 25 anni le hanno fatte. Destra, sinstra, centro e non faccio nomi... Ma c'è sempre qualcuno che si propone come riformatore migliore degli altri ma, guarda caso, eccoci qua, 2013, con le pezze al culo e sull'orlo del collasso... Veda Lei. Se la consola ho 45 anni con una laurea, sempre lavorato da precario sin da studente in quanto figlio di lavoratori, e non avró mai una pensione. Mi consola tuttavia che almeno i miei genitori ne abbiano una. Quelli come lei vorrebbero tagliarla anche a loro. Poi la retorica che in Italia tutto sia irriformabile non mi trova d'accordo, chi fa le leggi dovrebbe sapere che lo stato di diritto ha le sue regole, piacciano o meno, altrimenti torniamo al feudalesimo se le aggrada, in quel caso si potranno fare tutte le riforme che vuole e nessuna corte le casserebbe.

Quelli come lei vorrebbero tagliarla anche a loro

dove lo ha visto scritto?

se non c è correlazione con i contributi versati si,però.vedrà che la pensione la potrà avere anche lei 

ah chiedo scusa,poi.io per riforme intendo una serie di provvedimenti che mirino a ridurre gli sprechi a rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse e a migliorare il sistema economico.se lei intende per riforme distribuire miliardi a pioggia a coloro che escono dal mercato del lavoro senza nessun tipo di organizzazione e coordinamento tra i vari livelli di governo e le imprese evidentemente abbiamo una diversa concezione ,ma della vita proprio.

p.s.in germania lo stato paga gli studenti che abbinano scuola e lavoro conoscenze teoriche e pratiche.non ci sono solo i minijobs nel loro modello(tra l'altro i lavoratori part time involontari sono una minima parte)

p.p.s e certo se le persone che lei dice abbiano riformato sono le stesse che non conoscono il concetto di ''gerarchia delle fonti normative sai che riforme

 

 @ francesco

la questione sui salari nominali l'ho presa qui

2bhttp://www.lavoce.info/leuropa-disunita-di-salari-e-produttivita/.

forse mi sono espresso male.volevo dire che in italia si tratta di riequilibrare aumentando la produttività e/o tagliando il cuneo fiscale.infatti,come si vede dai grafici dall'euro in poi con produttività ferma o in calo i salari nominali sono esplosi.

invece i dati sull'aumento dei part time tra germania e italia sul sito dell'ocse.

 

 

Guardi. Si sbaglia completamente. Nessuno difende il cambio fisso, l'euro, o altro, a prescindere. Questo post mira SOLO a discutere criticamente una tesi precisa, limitata, selettiva: e cioè che l'adesione all'euro sia la causa della caduta di produttività del paese. Punto e basta. E' di una capziosità insopportabile sostenere che ciò voglia dire difendere l'euro a ogni costo. NO. Voglio solo sostenere: guardate ad altro per spiegare la caduta di produttività. Euro non ha niente a che fare. E' un problema di lungo periodo, legato alle nostre istituzioni economiche. Sostenere questo non vuol dire ovviamente che allora euro è tutto bello. Ma siccome le tesi di euro exit sbandierano rumorosamente l'idea (si veda post di Bagnai linkato all'inizio e discusso in seguito) che la caduta di TFP in Italia sia dovuta all'euro, e che quindi euro è tutto cattivo, magari prima di proiettare il paese in territori inesplorati e pericolosi sarebbe il caso di ascoltare tesi scientificamente più rilevanti e difendibili. E' molto semplice: è una semplice questione di credibilità.

 

Ne prendo atto e la ringarazio della risposta, peró sostenere che l'attuale situazione economica nell'eurozona periferica, ma oramai anche il core è intaccato -vedi Olanda-, sia dovuto all'erosione della competitività astraendo completamente il contesto mi sembra un po' ardito. La situazioni dei Paesi periferici europei (mi sembra di capire che a Lei non piaccia questo linguaggio ma oramai lo usa anche L'IMF) è oggettivamente catastrofica con tassi di disoccupazione raramente riscontrabili nella storia recente. Capisco la sua posizione e la rispetto, ma caspita! oramai la quantità dei prodotti italiani fuori mercato sta diventando imbarazzante, capisco l'automobile ma nei supermarket troviamo le mozzarelle made in Germany, possibile che malgrado tutto gli italiani siano diventati cosí improduttivi anche in quei settori in cui hanno sempre primeggiato?
Dopodichè prometto che mi taccio, non voglio stare qui a fare sterili diatribe che non servono a nessuno.
Grazie

Evidentemente è possibile. Se cosi' è allora è possibile. Il che non vuol dire che la causa sia l'Euro. Ci sono ottime mozzarelle anche in CH, in franchi svizzeri. Dove il latte è buono, le mucche sono tip-top, la filiera è curata, chi sa fare queste cose vince la competizione e sa affermare il suo prodotto.  Il problema è proprio dato dalla globalizzazione e dalla competizione sulle eccellenze. Non abbiamo piu' difese protezionistiche (dazi e/o sussidi) e non abbiamo piu' il giochino della svalutazione da usare quando siamo poco competitivi. La Germania ha saputo ricuperare competitività con riforme decisamente coraggiose ed anche con una certa moderazione salariale (contrattata con i sindacati, naturalmente) e mi pare vuota l'argomentazione "se tutti facesso così", introdotta da Dullien.  Intanto in una competizione, a parità di strategia (contenimento della spesa) non è detto che  tutti debbano adottare le  stesse tattiche.  I salari tedeschi erano elevati e rimangono elevati (piu' elevati dei nostri)  ed il livello dei prezzi rimane piu' basso di quelli italiani. Anche le spese tedesche di istruzione e soprattuto R&D citate nel documento che TDC ha linkato (quello di Sebastian Dullien intitolato "A GERMAN MODEL FOR EUROPE?") rimangono superiori alle nostre (anche se i due grafici sembrano incoerenti).  Noi dobbiamo aumentarle, loro possono farle scendere. Noi per aumentare R&D dobbiamo far scendere la spesa pubblica (nelle varie voci improduttive) e le imposte, cosi' le imprese possono investire. Non ci sono scorciatoie "monetarie".

mozzarelle 2

marcodivice 11/8/2013 - 18:44

OT

se gli svizzeri fanno mozzarelle col latte di mucca e le vendono in italia, c'è un problema.

No, non mi risulta che la vendano in Italia; ne fanno troppo poca e quindi la importano. E la mozzarella italiana (di latte vaccino) risulta ancora oggi il formaggio in testa alle importazioni svizzere. Caso mai la Svizzera esporta i suoi, di formaggi (emmental, gruyere, etc) che sono formaggi piu' complessi da fare (stagionare) rispetto alla mozzarella.

Il problema, per come lo avevo capito, è che oggi tutti quelli che sono in grado di avere buone quantità di latte ed una produzione industriale di qualità sono in grado di fare cose come la mozzarella (teoricamente anche in groenlandia) e questo fa sì che questo formaggio non sia proprio un benchmark per testare la qualità del made in Italy, tranne che nel caso della mozzarella di bufala campana (unica DOP). Quindi sorprendersi delle mozzarelle made in germany ni supermercati dello stivale non è adeguato, come non lo è sorprendersi a trovare olio greco o spagnolo nei supermercati italiani. Il problema della mozzarella tedesca o dell'olio greco non è relativo al calo della produttività italiana ma alla giusta possibilità per il consumatore di poter scegliere tra qualità e prezzi diversi. 

ot 4

marcodivice 12/8/2013 - 00:56

sono anch'io per la libertà di scelta, quindi ben venga l'olio spagnolo accanto a quello italiano. ero solo perplesso dall'uso del termine mozzarella associato a latte vaccino. la mozzarella è 100% latte di bufala, altrimenti si chiama fior di latte. ottimo, ma è un'altra cosa. se gli svizzeri o chi per essi possono chiamare mozzarella un formaggio che non è mozzarella, è l'ennesima dimostrazione di quanto male difendiamo i nostri interessi, tutto qua.

Ho vissuto per anni a poca distanza dalla fattoria di Jody Scheckter in Hampshire, ha 1500 bufale, fa un'ottima mozzarella ed una fantastica burrata. La migliore mozzarella di bufala che abbia mai mangiato me l'ha venduta un contadino che vendeva i suoi prodotti nel piazzale antistante un centro commerciale a Swindon, in Wiltshire, e se non ricordo male il tipo veniva da Glastonbury, in Somerset. Non sono casi rari, tra l'altro, nel sudovest dell'Inghilterra ci sono sempre più bufale e sempre più produttori. Un altro paese con grande potenziale è la Turchia, hanno sia la materia prima, mandrie di bufale ce ne sono in quantità, che la tradizione, il formaggio nel kunefe è una mozzarella. Tra l'altro mi risulta che ci sia chi ci sta provando (http://www.la-deliziosa.com/products_cat.asp?id_cat=1)

ero solo perplesso dall'uso del termine mozzarella associato a latte vaccino

Corretto ma il termine generico mozzarella non è DOP o DOC e quindi anche un caseificio cileno puo' vendere mozzarella sul mercato interno o internazionale  senza infrangere alcuna regolamentazione.  Cosi' mi risulta. L'unica DOP è la mozzarella di bufala campana. Che non si puo' fare a mantova e nemmeno a brema.

italiane?

 

Negli ultimi 20 anni si sono fatte tutte le riforme possibili, istituzioni, lavoro, scuola, pensioni, welfare, università, pubblica amministrazione, difesa, agricoltura, pesca, sport, giustizia, costituzione ecc.

Ammetto che potrei essere poco informato visto che da quasi 25 anni risiedo all'estero, tuttavia abito a pochi km dal confine, vado spessissimo in Italia e sono a stretto contatto con il dibattito politico italiano, anche grazie a luoghi di discussione come questo.

Ebbene io tutte queste riforme elencate io non le ho viste. Ci sono state vari tentativi, poi abortiti o corretti con vari passi indietro.  Riforme, riformicchie dipinte spesso come "storiche" ma in realtà nell'egida del "cambiare tutto perché nulla cambi". Forse si pensa che a volte cambiare le USL in ASL sia una riforma epocale (ma le code e la malasanità rimangono le stesse) e ricordo nel 1997 se non erro un annuncio clamoroso di Visco quando i giornali titolavano "rivoluzione nel Fisco" ed il sottotitolo era "si potrà pagare col bancomat". Roba da ribaltarsi dalle risate, anche se poi con IRAP sono arrivate le lacrime.

Non scherziamo, le riforme serie secondo me nessuno le ha fatte.

tempi

dragonfly 11/8/2013 - 17:37

La riforma delle istituzioni economiche di cui lei parla sono ovviamente necessarie ma richiedono decenni, se non di piú.

i benefici sarebbero invece immediati, al solo cominciare un credibile cammino di riforme.

per via delle aspettative e proprio a causa della reattività dei mercati finanziari, abitualmente deprecata un po' da tutti, ci sarebbe la corsa ad accaparrasi i nostri titoli di stato, prima che lo facciano anche gli altri e il prezzo salga. mai osservato, magari recentemente :-), l'andamento dello spread? in negativo, nel luglio 2011 a fronte di una ennesima manovrina finanziaria non particolarmente rilevante ma di genere dilatorio, gli investitori non hanno certo atteso che questa producesse esiti.

potremmo cioè finanziarci a tassi più bassi da subito, con i mille effetti postivi di lungo periodo, che è in breve la definizione di finanza. certo, con il nostro track record di promesse rimangiate, adesso non possiamo più essere creduti sulla parola, bisogna cominciare sul serio.

Non è che i capitali se ne fregano del lungo e medio termine e vanno solo dove c'è maggiore remunerazione nel minor tempo possibile?

vallo a dire a un fondo pensione, è una concezione da barzelletta.

è  la politica che aspetta e spera e teme solo la prossima tornata elettorale a cui finisce per subordinare  qualunque strategia. è  un difetto della democrazia che normalmente viene tenuto sotto controllo da una vasta  condivisione e fiducia in comuni valori di fondo.