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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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In effetti c'è un forte afflusso di cittadini tedeschi verso la Svizzera negli ultimi anni, tanto che sono al primo posto nei saldi migratori, e  non tanto perché i salari elvetici siano intoccabili ma perché sono elevati e le condizioni di welfare sono notevoli. E la Svizzera, che aderisce a schengen, nulla puo' farci (è già fuori dalla UE e dall'Euro).  Seguono portoghesi, francesi ed italiani. In effetti questo dell'emigrazione è un buon marker   per capire da dove si scappa e dove si sono le condizioni migliori.

A proposito di cambi fissi, anche il Franco svizzero, teoricamente fluttuante in modo libero, è ancorato all'euro, per lo meno nel limite da non superare  (1.20 CHF per 1€) per non danneggiare le esportazioni quando il franco è forte o le altre valute sono troppo deboli.

Ecco, appunto. Meglio cambi fissi o flessibili?

Non so che dire. Per una valuta forte (notoriamente bene rifugio) come CHF è chiaro (almeno per me) che il suo essere forte è perchè le altre valute sono deboli e dopo essersi disancorate dall'oro stampano carta a go-go, svalutandosi. Tuttavia  questo essere valuta forte danneggia le esportazioni e quindi la produzione di PIL ed i livelli occupazionali.

Una certa stabilità, o ambito di fluttuazione, è desiderata. Piccoli paesi competitivi legati fortemente come import/export a grandi aree economiche tendono ad ancorarsi a quella valuta perché i vantaggi superano gli svantaggi.  Pero' bisogna saper essere competitivi. Se non lo si è si va a rotoli, ma non certo per "colpa" della divisa.