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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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sempre da ignorante qual sono, la cosa mi sembra verosimile.

il punto fondamentale, come mi pare dica anche monicelli qui sotto, è che nella storia del ciclo di frenkel manchi qualche dettaglio.

cioè: il paese che entra in un'unione monetaria, o si pegga ad una valuta forte, lo fa per un preciso motivo, cioè quello di "importare credibilità", o di stoppare iperinflazione o situazione potenzialmente iperinflattiva. a questo punto, effettivamente, la riduzione dei tassi fa due cose: garantisce un dividendo, E crea le condizioni per bolle e sudden stop successivo. SE il paese cialtrone, come italia o argentina o molti altri, utilizza il dividendo come "tesoretto" da spartire amabilmente tra le varie clientele, e non si cura di altro, il ciclo di frenkel prosegue ecc. ecc. ma tutto dipende da quel "SE".

arrivato all'eventuale crisi, il paese a questo punto vede conveniente uscire dal cambio fisso. lo fa, respira, e la questione si ripropone ugualmente. e così via.