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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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dragonfly 11/8/2013 - 16:37

La riforma delle istituzioni economiche di cui lei parla sono ovviamente necessarie ma richiedono decenni, se non di piú.

i benefici sarebbero invece immediati, al solo cominciare un credibile cammino di riforme.

per via delle aspettative e proprio a causa della reattività dei mercati finanziari, abitualmente deprecata un po' da tutti, ci sarebbe la corsa ad accaparrasi i nostri titoli di stato, prima che lo facciano anche gli altri e il prezzo salga. mai osservato, magari recentemente :-), l'andamento dello spread? in negativo, nel luglio 2011 a fronte di una ennesima manovrina finanziaria non particolarmente rilevante ma di genere dilatorio, gli investitori non hanno certo atteso che questa producesse esiti.

potremmo cioè finanziarci a tassi più bassi da subito, con i mille effetti postivi di lungo periodo, che è in breve la definizione di finanza. certo, con il nostro track record di promesse rimangiate, adesso non possiamo più essere creduti sulla parola, bisogna cominciare sul serio.

Non è che i capitali se ne fregano del lungo e medio termine e vanno solo dove c'è maggiore remunerazione nel minor tempo possibile?

vallo a dire a un fondo pensione, è una concezione da barzelletta.

è  la politica che aspetta e spera e teme solo la prossima tornata elettorale a cui finisce per subordinare  qualunque strategia. è  un difetto della democrazia che normalmente viene tenuto sotto controllo da una vasta  condivisione e fiducia in comuni valori di fondo.