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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Non comprendo questa illogicità. Se computiamo il valore aggiunto prodotto dalle micro, small, medium e large e lo dividiamo per i rispettivi addetti (dati qui) otteniamo una scala di produttività legata alla dimensione dell'impresa. Questa scala è costante ovunque, in ogni nazione. Le micro sono le meno produttive, poi seguono le piccole, le medie e le grandi. Pochè mi sembra di buon senso ipotizzare che anche il volume della produzione sia in linea con il size aziendale, mi pare del tutto ovvio che la produttività (VA/addetti) sia in funzione del volume della produzione (salvo eccezioni che confermano la regola). Poi che non ci sia "automatismo" sono d'accordo. Si tratta di lavorare duramente e di saper impostare bene le cose. Ma i dati dicono che ovunque le grandi aziende (per dipendenti e fatturato) sono le piu' produttive. Ci possono essere piccole eccezioni locali in alcuni settori. Per esempio le micro nel settore estrattivo presentano in danimarca e mi pare anche in norvegia un VA procapite elevatissimo.

Mi permetto di consigliarle questo commento di Michele sull'argomento, in un articolo di parecchio tempo fa in cui mi sono casualmente imbattuto ultimamente. http://noisefromamerika.org/c/4166/5975

Riassumendo brutalmente: è probabile che se le imprese sono diventate grandi è perché erano molto produttive quando erano piccole, mentre per mantenere la dimensione 'grande' non è per forza necessario mantenere un'alta produttività. Ma è anche vero che le imprese grandi hanno il potenziale per poter innovare e produrre di più tramite una maggiore accessibilità tecnologica.