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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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bingo

dragonfly 13/8/2013 - 22:36

Come se i currency markets fossero la stessa cosa dei mercati delle mele, come se non esistessero 30 anni di letteratura su overreaction in exchange rates, comportamento sganciato da fundamentals, etc..

mi stupivo che questo punto, che approvo in pieno, non fosse ancora uscito fuori. forse era dato per condiviso/conosciuto da tutti?

la stabilità del cambio è certo un pesante punto a favore dell'euro e sicuramente più concreto delle ipotesi politico-cospirazioniste che vengono lasciate cadere lì come ovvie. anche in provincia, in aziende minuscole (tipo: venti modelli di elastico per mutande:-),con il solo torto di avere rapporti con l'estero), tempo e denari erano impiegati quotidianamente a scrutare marco e franco. le coperture poi, complesse e costose, favorivano il ricorso all'esorcismo e alla scaramanzia.

dal lato del trader, il forex è poi da sempre "cosa a parte", dove molti ritengono impossibile a priori consolidare, cioè mantenere, posizioni strategiche. e il turnover degli specialisti ha proporzioni inquietanti.