Titolo

Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

1 commento (espandi tutti)

Seguendo questo dibattito anti-euro vs pro-euro, ho prodotto anche io una mia argomentazione a favore della permanenza in cambi fissi (o meglio, una confutazione di una tesi degli euro-exiters). Sarà sicuramente sbagliata ed imprecisa ma la butto lì: l'uscita dal sistema attuale di cambi fissi verrebbe sicuramente seguito da una svalutazione per rilanciare la nostra economia (svalutazione competitiva). La condizione di Marshall-Lerner ci assicura che dopo un certo periodo (non so quanto lungo) le NX superano il valore ante svalutazione facendo così crescere il PIL. Ora io mi chiedo:
1) ML è sempre valida anche i recessione globale? (mi sembrerebbe strano)
2) siamo sicuri che una svalutazione fatta "all'italiana" non si traduca in una inflazione incontrollata? Non abbiamo mai avuto istituzioni così forti da poter avere una moneta tutta nostra sganciata dalle altre
3) il debito pubblico si compone anche di spesa pubblica. Con una moneta più debole, la parte di spesa pubblica che è rivolta all'estero (non so che percentuale sia attualmente, ma credo sia diversa da zero) aumenterebbe (a parità di costo, il cambio svalutato penalizza le importazioni). Siamo sicuri che le nostre casse erariali possano permettersi questo?
Grazie