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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Scusi, ma dove avrebbe letto in questo sito che la causa della crisi europea è dovuta alla mancata crescita della produttività? Ho sempre letto che il declino italiano è facilmente visibile guardando all'andamento stagnante della produttività. Capirá anche lei che si tratta si una cosa ben diversa. Chi ha poi mai parlato di inferiorità antropologica degli Italiani come causa del ristagno della produttività italiana? Ho sempre sentito parlare di "istituzioni economiche", non di antropologia. Dove ha letto che il partito con a capo il bugiardone galattico ritiene che la causa della crisi italiana sia imputabile al fatto che in Italia vivono gli italiani? Ho sempre sentito parlare di classe politica e dirigente, oltre che, come detto sopra, di "istituzioni economiche". Lo scopo di questo post mi sembra abbastanza semplice: dato che il crollo della produttività è un problema estremamente serio per il futuro del paese, è vero no che l'euro è anche causa di questo crollo della produttività, come qualcuno sostiene? Infine, partendo dalla considerazione che nel mezzo di una crisi ciclica come questa parlare di produttività potrebbe non essere prioritario (per l'Italia, in realtà, dovrebbe essere priorità da 20 anni ormai), sarebbe così gentile da spiegarmi come mai tutti quelli che oggi, come fa lei, parlano di produttività come fumo ideologico non erano in prima fila 10 anni fa a reclamare la centralità di questo problema? Sarà d'accordo sul fatto che 10 anni fa, navigando in acque tutto sommato tranquille, era proprio il momento giusto per parlarne, non trova? Invece erano solo pochi coglioni ideologizzati a parlarne, guarda a caso gli stessi che ne parlano oggi. Le critiche vanno benissimo, ma storpiare il pensiero altrui per poterlo facilmente mettere in cattiva luce è esercizio piuttosto fastidioso.

Edit: ho letto ora lo scambio tra Monacelli e Jo. Il succo mi sembra proprio il contrario di ciò che dice lei: ossia che sono gli anti euro a ritenere vera un'inferiorità antropologica degli italiani. Sia chiaro che io non sposo minimamente questa interpretazione, anzi. 

mi era parso di leggere tra le righe un pregiudizio fortemente anti italiano che pervade questo sito. ma forse mi sbaglio. comunque le rispondo brevemente, riguardo alla storia del calo della produttività in Italia, per quanto mi riguarda 10 anni fa ero impegnato a laurearmi in fisica e non mi interessavo di problemi di produttività. comunque la storiella delle imprese piccole e improduttive poca ricerca e sviluppo e tutta la solita solfa è una visione semplicistica ideologica e antropologica della problematica. le questioni che hanno portato alla mancata crescita della produttività sono disparate, in parte anche l'euro ne è una causa, come tutta una serie di cambiamenti strutturali dell'economia mondiale che sono accaduti in questi tempi e che hanno colto il nostro sistema impreparato. sicuramente tante riforme sono state fatte, molte sbagliate, ma è indubbio che nella trasformazione del quadro internazionale il nostro paese non è stato capace di adattarsi repentinamente alla nuova situazione, e questo ci ha dato uno svantaggio a danno dei nostri competitori. per quanto mi riguarda la crisi italiana, all'interno della crisi europea è avere una casa costruita in modo non troppo efficiente (non ben coibentata, impianti elettrici vecchi ecc), in cui è scoppiato un incendio (crisi eu/euro). ora discutere di produttività in questo momento è come discutere di rifare l'impianto elettrico durante l'incendio, con l'idea che senza un impianto sicuro potrebbero scoppiare nuovi incendi in futuro. il problema è che prima si spegne il fuoco, poi si rifanno gli impianti, altrimenti possiamo solo disperdere le macerie di quella che una volta era una casa solida. saluti m.