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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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La realtà purtroppo è che un uscita dalll' euro conveniente per l'Italia non è possibile. Anche ammettendo che la permanenza nella euro sia dannosa per un paese DEBOLE ( come dice Maresp ) proprio la debolezza dell'Italia comporta due aspetti: Che nel caso di un uscita violenta i paesi FORTI potranno scaricare i danni sopratutto su quelli deboli. Che nel caso di un uscita ordinata i paesi forti saranno in grado di sterilizzare TUTTI gli eventuali svantaggi previsti. Perchè continuare a dire che l'euro è stata una fregatura che altri paesi furbi e in malafede come la Germania hanno fatto all'Italia e credere che adesso i FURBI potremmo esere noi e potremmo fregare tutti ( come nella risibile ipotesi che il nostro debito pubblico possa essere svalutato impunemente ) è incoerente. La produttività non è un MITO, è la REALTA!, perché tu puoi consumare o usare per migliorare il tuo sistema produttivo solo quanto sei in grado di produrre, quindi la tua ricchezza e il tuo reddito REALI dipendono SOLO da quello, le astrazioni monetarie arrivano solo DOPO. QUindi se siamo deboli e meno produttivi ( non a causa di singoli produttori, ma perchè ci permettiamo di mantenere, per esempio una percentuale assurda di dirigenti nella PA ) e pensiamo che sia meglio avere un tasso di occupazione più basso che avere i minijob tedeschi il risultato è ovvio, all'equilibrio meno produzione = meno consumi e investimenti produttivi. E nessuna svalutazione cambierà mai niente in meglio.

la sento parlare di furbi, dare fregature, eccetera eccetera. questa è una visione moralistica della storia e dell'economia che non mi appartiene e che non fa che creare danni. eliminare queste metafore alla lupo e agnello farà bene al dibattitoe alla comprensione degli squilibri intra euro.

saluti

m.