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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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mi era parso di leggere tra le righe un pregiudizio fortemente anti italiano che pervade questo sito. ma forse mi sbaglio. comunque le rispondo brevemente, riguardo alla storia del calo della produttività in Italia, per quanto mi riguarda 10 anni fa ero impegnato a laurearmi in fisica e non mi interessavo di problemi di produttività. comunque la storiella delle imprese piccole e improduttive poca ricerca e sviluppo e tutta la solita solfa è una visione semplicistica ideologica e antropologica della problematica. le questioni che hanno portato alla mancata crescita della produttività sono disparate, in parte anche l'euro ne è una causa, come tutta una serie di cambiamenti strutturali dell'economia mondiale che sono accaduti in questi tempi e che hanno colto il nostro sistema impreparato. sicuramente tante riforme sono state fatte, molte sbagliate, ma è indubbio che nella trasformazione del quadro internazionale il nostro paese non è stato capace di adattarsi repentinamente alla nuova situazione, e questo ci ha dato uno svantaggio a danno dei nostri competitori. per quanto mi riguarda la crisi italiana, all'interno della crisi europea è avere una casa costruita in modo non troppo efficiente (non ben coibentata, impianti elettrici vecchi ecc), in cui è scoppiato un incendio (crisi eu/euro). ora discutere di produttività in questo momento è come discutere di rifare l'impianto elettrico durante l'incendio, con l'idea che senza un impianto sicuro potrebbero scoppiare nuovi incendi in futuro. il problema è che prima si spegne il fuoco, poi si rifanno gli impianti, altrimenti possiamo solo disperdere le macerie di quella che una volta era una casa solida. saluti m.