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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Prima che martino me lo chieda in chat

:-) Chiarissimo grazie!

 

Certo la questione pone problemi politici non indifferenti, nell'esempio italiano dell'euro chi ha votato per "legarsi le mani" era veramente consapevole dell'impegno preso e di ciò che implicava? E d'altro canto è possibile (utile, conveniente, etico...) ignorare la volontà popolare per "mantenere la promessa"? Nel caso la risposta alla prima domanda fosse negativa sarebbe anche una promessa "estorta con l'inganno"...




Ovviamente c'erano diversi motivi per entrare nell'euro, c'era chi aveva l'idea dell'europa unita, chi pensava al commitment, etc...  Nel caso del commitment in un certo senso si paga un costo oggi per evitare un costo maggiore alle generazioni future, un po' come quando si implementano politiche ambientalistiche. In questo senso e' etico, conveniente, utile, ... ovviamente dipende da quanto la societa' ha a cuore le generazioni future rispetto a quelle presenti.