Titolo

Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

9 commenti (espandi tutti)

Caro Babbeus, il grafichetto che hai postato ben due volte e che mostrerebbe come lo scarto del reddito pro capite italiano abbia "una netta discontinuità temporale" a partire da una certa data è ingannevole, in quanto sta confrontando un paese con una media di paesi, in cui anche la discontinuità potrebbe avvenire in una media di date. Infatti, se si prendono i singoli paesi, si vedrebbe che rispetto ad alcuni grandi paesi industrializzati la discontinuità inizia negli anni ottanta, mentre per altri in coincidenza dei primi anni novanta, e per altri ancora dopo. Per ogni paese si può raccontare una storia, anzi una narrazione, diversa.

Peraltro, non è detto che se succede qualcosa nell'89, allora la causa di quel qualcosa sia nell'89. Comunque per visualizzare, sotto un grafico dei differenziali dei pil procapite tra italia e alcuni paesi UE e non UE. Ad esempio, rispetto agli USA lo stacco inizia nell'80, con la Germania si ha un doppio stacco, uno nei primi 90 e l'altro a metà novanta. Con l'Olanda tra fine anni 80 e inizio 90. Con la Francia, nei primi 2000, etc. etc.

In somma, il declino italiano ha radici precedenti allo stesso trattato di Maastricht del 92, per dirne una e con questo fatto bisogna fare i conti.

Interessante grafico ed interessante argomentazione la tua anche se le conclusioni a cui arrivi mi pare non siano corrette. Dal grafico io vedo che l'inizio della discesa sebbene non sia così nettamente collocabile in un anno ben preciso comunque parte per tutti i casi considerati nel decennio 1990-2000 (anche gli usa: gli USA li vedo oscillare sempre inrorno a -8,000 e iniziare a scendere negli anni '90, non negli anni '80). Le linee che più dovrebbero interessarci comunque sono quelle degli altri paesi europei che dovrebebro avere economie più vicine e più in relazione con la nostra (Francia e Germania ad esempio) rispetto alle quali il declino inizia a metà anni 90. Il che è consistente con quello che dice il grafico delle produttività di Italia, Francia e Germania a confronto. Il declino di Ita rispetto a USA o Canada è comunque condiviso da Fr e Ger almeno fino a quando il differenziale Fra-Ita e Ger-Ita rimane stabile, quindi non è un declino "dell'Italia" e non ha ragioni specificamente italiane.

Continua a valere la mia obiezione: il declino rispetto a Fr e Ger come può essere colpa dell' inefficienza visto che i differenziali di efficienza tra Ita, Fra e Ger non hanno subito nel tempo nessuna variazione significativa?

Le linee che più dovrebbero interessarci comunque sono quelle degli altri paesi europei che dovrebebro avere economie più vicine e più in relazione con la nostra (Francia e Germania ad esempio) rispetto alle quali il declino inizia a metà anni 90

 

la differenza tra il reddito procapite italiano e quello tedesco si è mantenuta pressoché stabile durante tutti gli anni 90; anzi ,dal 95 al 2002,pur con varie oscillazioni è diminuita da 2200 a 2100. il vero ''salto''si ha tra il 2004 e il 2005 (la differenza passa da 2300 a 2500)ma soprattutto tra il 2005 ed il 2006 (si passa da una differenza di 2500 a 3100)e tra il 2006 ed il 2007(da 3100 a 3900) e così via fino ad oggi.

 fin dentro l'euro non era cambiato nulla ,ciò che cambia dal 2005 in poi è il peso del cuneo fiscale:da loro diminuisce da noi aumenta.

 http://ec.europa.eu/economy_finance/ameco/user/serie/ResultSerie.cfm

 6

 

C'è anche un altro aspetto,ho letto qui il paragone tra Francia ed Italia come paesi con una pressione fiscale simile, è un inesattezza dal punto di vista della pressione fiscale reale sui ceti produttivi. Il fatto che il settore sommerso dell'economia, che è composto al 99% da attività a basso valore aggiunto e bassa produttività, in Italia ha un peso DOPPIO che in Francia Per cui la pressione fiscale REALE su chi paga le tasse è del 50% in Francia e del 60% in Italia.

Caro Babbeus,

mi è difficile spiegare ciò che è facile da capire

Le linee che più dovrebbero interessarci comunque sono quelle degli altri paesi europei che dovrebebro avere economie più vicine e più in relazione con la nostra (Francia e Germania ad esempio) rispetto alle quali il declino inizia a metà anni 90.

Ok, prendiamo Francia e Germania (c'aggiungo pure l'Olanda che "pesa" in termini export) con uno zoom a partire dagli anni '80 del differenziale del PIL procapite tra italia e paesi con "economie più vicine e più in relazione con la nostra".

Spero sia evidente che con la Germania, si ha un dip intorno al 1990 e un secondo intorno al 2005. Per l'Olanda, un allontanamento costante da prima del 1990. Per la Francia meno netto dal 2000. Tre storie diverse, di cui due con segnali evidenti da prima della metà anni 90, e la francia dopo di un bel pezzo.

il declino rispetto a Fr e Ger come può essere colpa dell' inefficienza visto che i differenziali di efficienza tra Ita, Fra e Ger non hanno subito nel tempo nessuna variazione significativa?

questa domanda sposta ora il tiro e afferma (nascosta nella domanda) che i differenziali di efficienza tra italia e gli altri (in questo caso fra e ger) siano rimasti invariati. Au contraire.  Se leggi attentamente le due tabelle riportate nell'articolo di Monacelli su TFP e LP, vedrai che il tasso di crescita della produttività totale e del lavoro dell'Italia oltre a essere inferiore a Germania e Francia dal periodo iniziale della tabella, tende negli anni a peggiorare ulteriormente. Quasi insesorabilmente. Spero che apprezzi il senso di questa dinamica di tassi di crescita della produttività rispetto a Germania e Francia.

 

Siamo tutti d'accordo sul fatto che la produttività Italiana ha un arresto rispetto a Fr e Ger (in questo ramo della discussione ho postato io stesso dei grafici), il problema è perchè ci sia stato questo arresto. C'era chi sosteneva che la colpa era "ovviamente" dell'inefficienza del settore pubblico italiano, io sollevavo dubbi al riguardo visto che l'inefficienza in questione è storica e sussisteva anche quando la nostra produttività era allineata a Fr e Ger.

Il rischio di default italiano del 1992 e i cambiamenti internazionali hanno messo fine alla possibilità di proseguire la politica allegra di inflazione e debito pubblico,anche perchè il debito pubblico è una droga che serve solo alle attività a basso valore aggiunto e ad alta intensità di manodopera messe fuori mercato dai paesi emergenti, la droga della crescita fittizia è finita e il marcio è venuto a galla.

Babbeus, come dici tu, l'inneficienza è storica, quindi come tutti quelli con problemi cronici (non necessariamente legati a un'unica causa), sono più suscettibili degli altri alle malattie. Peraltro, più tempo passa, e più aumenta la probabilità che un acciacco ti stenda.

Il punto che facevi della data in cui vi sarebbe "una netta discontinuità temporale" e che coincide con l'euro, o il cambio reale sopravvalutato non regge i dati. Purtroppo abbiamo tanti altri "usual suspects" da interrogare, ognuno con un suo ruolo e con impronte più visibili.